Il Festival delle maschere e delle marionette di Markala

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È grande quasi quattro volte l’Italia e parte del suo territorio è costituito dalle immense distese del deserto del Sahara. È il Mali, uno dei Paesi dell’Africa Occidentale ad aver conservato ancestrali costumi e usanze, che racchiudono la sua storia, la bellezza delle arti e il rapporto dei popoli con le forze della natura.

Città come Bamako, Ségou, Djenne e la mitica Timbuktu hanno attirato e attirano ancora oggi migliaia di visitatori affascinati dalle architetture, dai paesaggi e dal folklore locale.

A circa 30 chilometri da Ségou, si trova Markala, che si affaccia sul fiume Niger. Il suo nome non è molto noto, eppure qui è da anni che si svolge un affollato Festival delle maschere e delle marionette, pieno di colori, musica e tradizioni. Nel 2011 si svolge dal 3 al 6 marzo.

markala festival 4Maschere, intermediarie di entità sovrumane

Nata nel 1993, la manifestazione mette al centro la creatività artistica delle numerose etnie che compongono il variopinto mosaico del Mali costituito da più di 60 comunità. Markala per tre giorni diventa la capitale culturale del Paese. I vari gruppi etnici portano nelle sue vie i colori, le forme e il simbolismo delle maschere, oggetti intrisi di profondi significati.

Tradizionalmente, le maschere coprono il volto o l’intero corpo del soggetto che le indossa, e rappresentano un essere invisibile: o uno spirito della natura, o un antenato, o un’altra entità superiore. Coloro che le indossano durante particolari rituali sono degli intermediari di questi spiriti e come in una sorta di trance lanciano messaggi, legati per esempio alle fasi stagionali del raccolto, o comunicano determinati segni nel corso di celebrazioni funerarie o di iniziazione.

Il Festival – ideato dal professor Abdoul Traoré e dal cosiddetto Club di Markala composto da maliani che desiderano rivalorizzare la città e il territorio – mantiene vivo, promuovendolo, un immenso patrimonio culturale costituito da maschere e marionette utilizzate, sin da tempi remoti, dalle popolazioni rurali per propiziarsi le forze e gli spiriti della natura.

Comunità che non vogliono dimenticare la loro storia

In un’epoca in cui i processi di omologazione, modernizzazione e di occidentalizzazione sono sempre più invasivi, preservare antiche usanze diventa un aspetto fondamentale per quelle comunità che non vogliono dimenticare la loro storia. Il recupero e la conservazione di tradizioni secolari sono fenomeni visibili altrove, anche in Italia, dove in molti centri vengono riproposte celebrazioni che rischiavano di scomparire. In Africa si assiste alla stessa preoccupazione.

markala festival 2L’invasione tecnologica, soprattutto dei cellulari, e la diffusione di modelli edonistici di stampo occidentale rischiano di minare le peculiarità culturali di popoli ricchi di storia. Il Festival di Markala è un tentativo, riuscito, di ridare valore al patrimonio di conoscenze territoriali: la gente è coinvolta direttamente e vengono promosse le ricchezze culturali dell’area circostante Markala.

Grazie a questo appuntamento, scandito da atelier teorico-pratici, si possono scoprire le tecniche per realizzare maschere e marionette; si conoscono canti, ritmi, coreografiche tradizionali; si segue un percorso interdisciplinare fra musica, disegno, teatro e scultura.

I promotori hanno così trasformato feste rituali ancestrali in un grande evento collettivo di respiro nazionale e internazionale, conosciuto col nome di FESMAMAS. Un appuntamento che è andato oltre i confini della cultura, toccando importanti temi sociali, come l’infibulazione e l’abbandono dei bambini costretti a vivere per le strade.

Non solo tradizione, ma anche questioni sociali di attualità

Tramite la danza delle maschere e delle marionette sono affrontate questioni delicate e vengono diffuse informazioni preziose per una maggiore consapevolezza sociale. Nel corso dell’edizione 2011, sarà ancora il centro del dibattito il drammatico e diffuso problema dei markala festival 3bambini di strada. Gli organizzatori del FESMAMAS intendono mobilizzare l’opinione pubblica su questa annosa questione e far conoscere quelle organizzazioni che agiscono per aiutare i piccoli a trovare una famiglia o un luogo accogliente dove poter crescere e istruirsi.

Saranno proposti workshop di discussione sulla lotta contro la povertà dei bambini, il lavoro forzato, la tratta dei minori, le violazioni del diritto all’educazione e alla salute, e il ruolo della cultura e delle usanze tradizionali nell’istruzione informale.

La rassegna ha inoltre permesso alla cittadina di Markala e all’intera regione di divenire terra di scambi e di incontri non solo culturali, ma anche economici. Il turismo è infatti aumentato negli ultimi anni grazie al Festival, scandito da celebrazioni suggestive, alcune delle quali si svolgono lungo il fiume Niger, in una cornice naturale intrisa di intensa bellezza.

In questa edizione si rivivrà un omaggio a Ba Farô, la Divinità locale delle acque: una celebrazione che risale all’epoca dell’antico Regno Bambara di Ségou, ma che viene inquadrata in una prospettiva ecologista per sensibilizzare le nuove generazioni verso la protezione di ecosistemi fragili.

Silvia Turrin






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