Si è concluso a Ouagadougou il Fespaco 2011

fespaco 2011 premiazione  mouftakirSi è conclusa il 5 marzo la 22a edizione del Fespaco, tra le più importanti rassegne dedicate al cinema pan-africano che si tiene dal 1969 a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso.

Gli organizzatori del festival biennale, inaugurato il 26 febbraio, avevano scelto 18 lungometraggi per la selezione ufficiale al concorso.

Vincitore il marocchino Mohamed Mouftakir

Vincitore dell’Etalon d’Or di Yennenga (lo stallone d’oro), onorificenza più importante dell’evento, è il regista marocchino Mohamed Mouftakir, autore della pellicola intitolata Pégase. Il film è un forte thriller psicologico, la cui protagonista è una giovane donna, chiamata Rihanna, cresciuta come un uomo per volontà del padre.
Si tratta di una denuncia contro una società patriarcale e superstiziosa, in cui il genere femminile viene considerato privo di una propria identità e di diritti, di “proprietà” dell’uomo. In tutto questo si cela anche un’ombra oscura, quella dell’incesto.

fespaco 2011 pegase filmPégase è stato premiato non solo per la storia narrata, ma ha ricevuto un altro riconoscimento per il migliore suono utilizzato per rafforzare la trama già di per sé d’impatto. L’argento è andato a Un homme qui crie del regista Mahamat Saleh Aroun, originario del Ciad, del quale avevamo parlato in occasione del festival di Cannes, dove è stato accolto con entusiasmo tanto da ricevere il premio dalla giuria come miglior film.

Terzo premio all’ivoriano Owell Albert Essoh

Terzo classificato al Fespaco è l’ivoriano Owell Albert Essoh (alias Brown), con Le mec idéal, girato tra Parigi, Libreville e Abidjan, che offre uno sguardo contemporaneo disincantato sui giovani africani della nuova borghesia.

Il suo primo film, No way, risale al 2004, sviluppato secondo stilemi “urbani”, dove l’immigrazione è il tema principale. L’approccio di Owell è originale: ispirandosi al cinema di Sembène Ousmane, inserisce l’Africa in un contesto internazionale, slegandola a vecchi e facili cliché legati alle immagini dei villaggi tradizionali, sperduti nella savana.

Guardando i riconoscimenti si può dire il festival ha avuto un’essenza pluralistica, premiando cineasti del Kenya, Burkina Faso, Benin, Ghana, ma Algeria e Marocco sono le nazioni che hanno ottenuto più premi dalla giuria del festival di Ouagadougou: tre per la prima e quattro per il secondo.

Il premio come migliore interpretazione femminile è andato a Samia Meziane, protagonista del film Voyage à Alger di Abelkrim Bahloul e anche il miglior cortometraggio è Garagouz dell’algerino Abdenour Zahzah.

Voyage à Alger è un film intenso, che narra la storia vera di una donna, vedova di guerra, impegnata a far crescere i suoi sei figli in una città algerina avvolta dagli echi del conflitto con i vecchi colonizzatori francesi.

Musica e premi speciali

fespaco 2011Oltre al cinema uno spazio importante è stato occupato dalla musica, elemento imprescindibile, come sottofondo o in primo piano, di una storia. A volte, il soundtrack può far la differenza, enfatizzando certe sequenze o determinati momenti ricchi di pathos. Gli onori sono andati al compositore-musicista senegalese Wasis Diop, che ha lavorato a più di un film in concorso, tra cui il già citato Un homme qui crie e Un pas en avant.

Ma da un certa prospettiva i premi più interessanti sono quelli denominati “speciali”, coi quali si premiano quelle produzioni incentrate su un particolare messaggio dall’alto profilo sociale, intellettuale, culturale.

Histoire de haine manquée del regista Eddy Munyaneza originario del Burundi ha ricevuto il premio del ministro per la promozione dei diritti umani: il suo è un documentario ambientato nel 1993, quando l’odio etnico imperversava nella regione del centro Africa.

Munyaneza descrive invece il mutuo aiuto tra tutsi e hutu, una vera storia di collaborazione in un periodo di pesanti drammi sociali. Il nigeriano Mak Kusare ha ottenuto il riconoscimento della CEDEAO per il film Enfance handicapé e l’algerino Dahmane Ouzid ha vinto il premio delle Nazioni Unite per la lotta contro la povertà grazie al film Essaha la place.

Identità e realtà africane

fespaco 2011 notre etrangereLa sola donna in competizione ufficiale come regista di un lungometraggio è stata la franco-burkinabé Sarah Bouyain, autrice di Notre étrangère che ha ricevuto due premi: l’Oumarou Ganda e quello promosso dall’Unione Europea.

Il film della Bouyain, che si ispira al suo stesso cammino esistenziale, è un viaggio alla ricerca di un’identità in bilico tra la Francia e l’Africa. Un racconto dove emerge la lingua dioula, l’elemento che accomuna le due protagoniste: l’una è Marion, che cercando la figlia scappa dal Burkina verso la Francia, dove lavora come donna delle pulizie in una banca; l’altra è Amy, adottata da una famiglia parigina che va in cerca delle sue radici in Africa, ma il fatto di essere “meticcia” non le permette di percepire chiaramente la propria identità.

L’aspetto interessante dei vari lavori presenti al Fespaco 2011riguarda i temi trattati. Sono i contesti sociali e culturali dei diversi paesi africani il soggetto principale nelle varie pellicole.

Realtà scandite dalle difficoltà esistenziali, dalla questione dell’immigrazione, dalle richieste di democrazia e dai problemi che stanno investendo il mondo rurale, come la mancanza di seri investimenti contro i cambiamenti climatici e il processo di urbanizzazione.

Silvia Turrin

7-03-2011



SMA, via Borghero 4 - 16148 Genova - info(at)missioni-africane.it - Web Design & CMS RossiWebDesign/Siti Web Genova