Gli avvenimenti del Niger, raccontati dal vescovo di Niamey

“Oggi, 18 febbraio 2010 noi, Forze di Difesa e di Sicurezza, abbiamo deciso di assumere le nostre responsabilità mettendo fine alla situazione politica che già conoscete”. Così si è espresso un gruppo di militari verso le 22 per annunciare il colpo di stato. Questo gruppo che si è auto nominato il “Consiglio Supremo per la Restaurazione della Democrazia (CSRD)” ha immediatamente sospeso la Costituzione della 6a Repubblica e sciolto tutte le istituzioni che ne sono derivate.
Il Presidente Tandja Mahamadou, che aveva voluto la 6a Repubblica per prolungare il suo mandato presidenziale di tre anni, si trova in domicilio coatto dopo essere stato arrestato mentre presiedeva un Consiglio straordinario dei Ministri.
Oggi dirige il paese il Generale Salou Djibo, 45 anni. È un giovane ufficiale discreto e rispettato nei ranghi militari, poco conosciuto dal grande pubblico. Al suo fianco si trova il Colonnello Djibrilla Hima, detto “Pelé”, più conosciuto dai Nigerini per il suo amore per il foot-ball. Era già presente al colpo di Stato di Wanké nel 1999.
Sabato 20 febbraio: Il Colonnello Djibrilla si reca nel Mali al Vertice ordinario dei Capi di Stato e di governo dell’Unione Economica e Monetaria dell’Africa occidentale (UEMOA) dove riceve una calorosa accoglienza da tutti i capi di Stato presenti a Bamako. È stato un riconoscimento ufficiale degli altri paesi di quella parte della regione. Certamente, la comunità internazionale condanna per principio il colpo di Stato e chiede un rapido ritorno all’ordine costituzionale, ma riconosce che l’esercito nigerino ha saputo sciogliere una crisi politica che i negoziati inter-nigerini non hanno potuto risolvere, tanto immobile era la posizione del Presidente Tandja.
Le prime dichiarazioni della giunta al potere rassicurano la popolazione.“Tutto sarà fatto in trasparenza. Alla conclusione delle elezioni libere e credibili, il potere sarà consegnato a un regime democraticamente eletto… L’esercito nigerino non è un esercito golpista… sono sempre gli attori politici che provocano le condizioni dell’irruzione dell’esercito sul piano politico; se le persone avessero rispettato i testi fondamentali del Niger, cioè la Costituzione, se avessero assecondato la democrazia nella maniera più corretta, non ci sarebbe alcun problema”.
Questo stesso sabato i partiti dell’opposizione a Tandja hanno organizzato a Niamey una marcia di sostegno al CSRD seguita da un meeting. I leaders dell’antica opposizione si sono complimentati con il CSRD e hanno chiesto di fare tutto per una “transizione breve”. La mobilizzazione ha registrato tra le 10.000 e 15.000 persone. Tutti sperano che i militari manterranno la parola. Altre manifestazioni similari proseguono nelle altre grandi città del Niger: Tahoua, Agadez, Zunder, Maradi Diffa.
Martedì 23 febbraio il Capo dello Stato ha nominato Mahamadou Danda Primo Ministro. È una scelta giudiziosa. È già stato ministro due volte. Non è un politico, è un gran funzionario dello Stato conosciuto “per la sua integrità, il suo pragmatismo e la sua dedizione al lavoro”. Tutti si rallegrano di questa nomina. Sicuramente questo Primo Ministro condurrà il Niger sui binari della democrazia pacificata. L’editorialista di un giornale che una settimana prima celebrava le lodi del Presidente decaduto pensa che questo “nuovo Primo Ministro dovrà adoperarsi di più senza fretta o precipitazione all’instaurazione dell’ortodossia nella gestione dei pubblici affari. In quest’ottica bisogna aspettarsi di vederlo lavorare sui fronti della lotta contro la corruzione e i favoritismi, della lotta senza tregua contro l’impunità, della costruzione di un’amministrazione politica e democratica durevole”.
Mercoledì 24 febbraio. Il portavoce del CSRD, il Colonnello Abdoul Karim Goukoye anima una conferenza stampa. È la prima conferenza stampa degli uomini forti del Niger.
Dapprima il Colonnello ha spiegato le ragioni che hanno portato il CSRD a prendere il potere e ha spiegato ciò che il CSRD conta fare adesso per instaurare la democrazia. Ha annunciato gli obiettivi:
1) Sanare la situazione socio politica
2) Riconciliare i Nigerini tra loro.
3) Restaurare la democrazia attraverso elezioni libere e trasparenti.
Questi obiettivi saranno raggiunti con la “piena partecipazione di tutti”. Il portavoce del CSRD ha annunciato che un “Consiglio Consultivo” sarà creato e raggrupperà nel suo seno “tutte le componenti socio professionali e politiche del paese,tutte le tecnicità e le sensibilità”
In risposta a una domanda su una “eventuale carestia nel Niger”, il Colonnello ha risposto “che la commissione per la crisi alimentare sta facendo una valutazione per dare la reale situazione e che su questa base saranno prese tutte le disposizioni.”
Giovedì 25 febbraio. Il Colonnello Hassane Mossi, Capo di Stato Maggiore Aggiunto dell’Esercito dell’Aria, membro del CSRD inizia una tournée nell’Africa occidentale che lo conduce in Nigeria, in Togo, Ghana e Burkina Faso. Dappertutto il Colonnello riceve una buona accoglienza. “Pensiamo che incominciamo a essere compresi” ha dichiarato il Colonnello alla stampa.
Venerdì 26 febbraio. Questo giorno è festivo. È il Mouloud, giorno della nascita del profeta Maometto. È l’occasione per me, come al solito, di rivolgere un messaggio alla comunità musulmana alla radio, sulla stampa e alla televisione. Dico: “Questa festa musulmana capita quando la comunità cattolica vive il suo tempo di quaresima per prepararsi alla grande festa di Pasqua. Ciascuna di queste feste religiose, musulmane e cristiane, è l’occasione d’implorare il perdono di Dio su noi e di condividerlo con coloro che ci hanno offeso. La recente attualità del nostro paese ci invita a incarnare questo perdono nel concreto del quotidiano delle nostre relazioni interpersonali, per garantire la riconciliazione, l’armonia dei cuori e fare crescere l’unità della nostra nazione intorno agli ideali comuni che abitano gli uomini e le donne di buona volontà…”
Domenica 28 febbraio. Il Colonnello Salou Djibo fa un discorso di 10 minuti alla televisione per rassicurare i Nigerini e la Comunità Internazionale: “Nessun membro della giunta che ha preso il potere in Niger al momento del colpo di Stato non si presenterà alla prossima elezione presidenziale”. È la prima volta che il Presidente della Repubblica parla ufficialmente alla televisione. “L’era dei regimi autocratici è del tutto passata in questo paese che non ha altra vocazione se non di essere democratico”, ha aggiunto.
Lunedì 1° marzo, alle ore 11, il nuovo Primo Ministro desidera incontrarmi. Il colloquio è cordiale. Mi ringrazia per tutto quello che la Chiesa cattolica fa per mantenere la pace fra tutti i credenti. Ha apprezzato il mio appello alla riconciliazione e mi chiede di pregare perché la transizione di cui egli è incaricato si svolga bene. Da parte mia gli do assicurazione della nostra collaborazione e gli chiedo di mantenere la laicità dello Stato, perché noi abbiamo la libertà di esprimere la nostra fede come abbiamo sempre fatto. Su questo è completamente d’accordo.
Alle ore 17 c’è un gran trambusto nel cortile dell’Arcivescovado. I militari, nelle loro camionette sormontate da mitragliatori, accompagnano in tromba il Colonnello Salou Djibo che mi fa una visita di cortesia. Circondato dai suoi colonnelli, mi assicura che le sue porte sono spalancate e mi prega di dire a tutta la comunità cristiana che essa ha il suo posto in Niger. Io l’assicuro della mia preghiera e della mia volontà di adoperarmi per instaurare la democrazia se ci viene richiesto, come abbiamo sempre fatto.
Questi sono i fatti politici di questi ultimi giorni. Con la speranza di avervi informati su ciò che è realmente avvenuto in Niger, ricevete l’assicurazione della nostra cordiale amicizia.
Mons. Michel Cartatéguy, Arcivescovo di Niamey
15-03-2010
Foto 1: L'arcivescovo di Niamey va ad accogliere il capo della nuova giunta militare venuto a fargli visita
Foto 2: Il nuovo uomo forte del Niger, colonnello Salou Djibo
Foto 3: L'arcivescovo a colloquio con il Primo Ministro
Il Presidente Tandja Mahamadou, che aveva voluto la 6a Repubblica per prolungare il suo mandato presidenziale di tre anni, si trova in domicilio coatto dopo essere stato arrestato mentre presiedeva un Consiglio straordinario dei Ministri.
Oggi dirige il paese il Generale Salou Djibo, 45 anni. È un giovane ufficiale discreto e rispettato nei ranghi militari, poco conosciuto dal grande pubblico. Al suo fianco si trova il Colonnello Djibrilla Hima, detto “Pelé”, più conosciuto dai Nigerini per il suo amore per il foot-ball. Era già presente al colpo di Stato di Wanké nel 1999.
Sabato 20 febbraio: Il Colonnello Djibrilla si reca nel Mali al Vertice ordinario dei Capi di Stato e di governo dell’Unione Economica e Monetaria dell’Africa occidentale (UEMOA) dove riceve una calorosa accoglienza da tutti i capi di Stato presenti a Bamako. È stato un riconoscimento ufficiale degli altri paesi di quella parte della regione. Certamente, la comunità internazionale condanna per principio il colpo di Stato e chiede un rapido ritorno all’ordine costituzionale, ma riconosce che l’esercito nigerino ha saputo sciogliere una crisi politica che i negoziati inter-nigerini non hanno potuto risolvere, tanto immobile era la posizione del Presidente Tandja.
Le prime dichiarazioni della giunta al potere rassicurano la popolazione.“Tutto sarà fatto in trasparenza. Alla conclusione delle elezioni libere e credibili, il potere sarà consegnato a un regime democraticamente eletto… L’esercito nigerino non è un esercito golpista… sono sempre gli attori politici che provocano le condizioni dell’irruzione dell’esercito sul piano politico; se le persone avessero rispettato i testi fondamentali del Niger, cioè la Costituzione, se avessero assecondato la democrazia nella maniera più corretta, non ci sarebbe alcun problema”.Questo stesso sabato i partiti dell’opposizione a Tandja hanno organizzato a Niamey una marcia di sostegno al CSRD seguita da un meeting. I leaders dell’antica opposizione si sono complimentati con il CSRD e hanno chiesto di fare tutto per una “transizione breve”. La mobilizzazione ha registrato tra le 10.000 e 15.000 persone. Tutti sperano che i militari manterranno la parola. Altre manifestazioni similari proseguono nelle altre grandi città del Niger: Tahoua, Agadez, Zunder, Maradi Diffa.
Martedì 23 febbraio il Capo dello Stato ha nominato Mahamadou Danda Primo Ministro. È una scelta giudiziosa. È già stato ministro due volte. Non è un politico, è un gran funzionario dello Stato conosciuto “per la sua integrità, il suo pragmatismo e la sua dedizione al lavoro”. Tutti si rallegrano di questa nomina. Sicuramente questo Primo Ministro condurrà il Niger sui binari della democrazia pacificata. L’editorialista di un giornale che una settimana prima celebrava le lodi del Presidente decaduto pensa che questo “nuovo Primo Ministro dovrà adoperarsi di più senza fretta o precipitazione all’instaurazione dell’ortodossia nella gestione dei pubblici affari. In quest’ottica bisogna aspettarsi di vederlo lavorare sui fronti della lotta contro la corruzione e i favoritismi, della lotta senza tregua contro l’impunità, della costruzione di un’amministrazione politica e democratica durevole”.
Mercoledì 24 febbraio. Il portavoce del CSRD, il Colonnello Abdoul Karim Goukoye anima una conferenza stampa. È la prima conferenza stampa degli uomini forti del Niger.
Dapprima il Colonnello ha spiegato le ragioni che hanno portato il CSRD a prendere il potere e ha spiegato ciò che il CSRD conta fare adesso per instaurare la democrazia. Ha annunciato gli obiettivi:
1) Sanare la situazione socio politica
2) Riconciliare i Nigerini tra loro.
3) Restaurare la democrazia attraverso elezioni libere e trasparenti.
Questi obiettivi saranno raggiunti con la “piena partecipazione di tutti”. Il portavoce del CSRD ha annunciato che un “Consiglio Consultivo” sarà creato e raggrupperà nel suo seno “tutte le componenti socio professionali e politiche del paese,tutte le tecnicità e le sensibilità”
In risposta a una domanda su una “eventuale carestia nel Niger”, il Colonnello ha risposto “che la commissione per la crisi alimentare sta facendo una valutazione per dare la reale situazione e che su questa base saranno prese tutte le disposizioni.”
Giovedì 25 febbraio. Il Colonnello Hassane Mossi, Capo di Stato Maggiore Aggiunto dell’Esercito dell’Aria, membro del CSRD inizia una tournée nell’Africa occidentale che lo conduce in Nigeria, in Togo, Ghana e Burkina Faso. Dappertutto il Colonnello riceve una buona accoglienza. “Pensiamo che incominciamo a essere compresi” ha dichiarato il Colonnello alla stampa.
Venerdì 26 febbraio. Questo giorno è festivo. È il Mouloud, giorno della nascita del profeta Maometto. È l’occasione per me, come al solito, di rivolgere un messaggio alla comunità musulmana alla radio, sulla stampa e alla televisione. Dico: “Questa festa musulmana capita quando la comunità cattolica vive il suo tempo di quaresima per prepararsi alla grande festa di Pasqua. Ciascuna di queste feste religiose, musulmane e cristiane, è l’occasione d’implorare il perdono di Dio su noi e di condividerlo con coloro che ci hanno offeso. La recente attualità del nostro paese ci invita a incarnare questo perdono nel concreto del quotidiano delle nostre relazioni interpersonali, per garantire la riconciliazione, l’armonia dei cuori e fare crescere l’unità della nostra nazione intorno agli ideali comuni che abitano gli uomini e le donne di buona volontà…”
Domenica 28 febbraio. Il Colonnello Salou Djibo fa un discorso di 10 minuti alla televisione per rassicurare i Nigerini e la Comunità Internazionale: “Nessun membro della giunta che ha preso il potere in Niger al momento del colpo di Stato non si presenterà alla prossima elezione presidenziale”. È la prima volta che il Presidente della Repubblica parla ufficialmente alla televisione. “L’era dei regimi autocratici è del tutto passata in questo paese che non ha altra vocazione se non di essere democratico”, ha aggiunto.
Lunedì 1° marzo, alle ore 11, il nuovo Primo Ministro desidera incontrarmi. Il colloquio è cordiale. Mi ringrazia per tutto quello che la Chiesa cattolica fa per mantenere la pace fra tutti i credenti. Ha apprezzato il mio appello alla riconciliazione e mi chiede di pregare perché la transizione di cui egli è incaricato si svolga bene. Da parte mia gli do assicurazione della nostra collaborazione e gli chiedo di mantenere la laicità dello Stato, perché noi abbiamo la libertà di esprimere la nostra fede come abbiamo sempre fatto. Su questo è completamente d’accordo.Alle ore 17 c’è un gran trambusto nel cortile dell’Arcivescovado. I militari, nelle loro camionette sormontate da mitragliatori, accompagnano in tromba il Colonnello Salou Djibo che mi fa una visita di cortesia. Circondato dai suoi colonnelli, mi assicura che le sue porte sono spalancate e mi prega di dire a tutta la comunità cristiana che essa ha il suo posto in Niger. Io l’assicuro della mia preghiera e della mia volontà di adoperarmi per instaurare la democrazia se ci viene richiesto, come abbiamo sempre fatto.
Questi sono i fatti politici di questi ultimi giorni. Con la speranza di avervi informati su ciò che è realmente avvenuto in Niger, ricevete l’assicurazione della nostra cordiale amicizia.
Mons. Michel Cartatéguy, Arcivescovo di Niamey
15-03-2010
Foto 1: L'arcivescovo di Niamey va ad accogliere il capo della nuova giunta militare venuto a fargli visita
Foto 2: Il nuovo uomo forte del Niger, colonnello Salou Djibo
Foto 3: L'arcivescovo a colloquio con il Primo Ministro









