La Casa Editrice Besa ha pubblicato di recente un romanzo intitolato Il tempo di un'estate. Il titolo non è molto originale, ma la storia narrata e soprattutto il suo autore incuriosiscono per vari motivi. Il racconto, che si sviluppa tra la Francia e il Camerun, parla d’amore e del rapporto che il protagonista, di nome Mballa, ha con la sua terra africana d’origine e con il paese europeo che lo ha accolto come studente. La sua famiglia camerunese sogna per lui un futuro migliore, pieno di successi, grazie a una buona educazione e ad una importante specializzazione in una nazione all’avanguardia come la Francia.
Il padre crede ciecamente nelle capacità del figlio, come il resto dei parenti. Grazie a questo sostegno, Mballa parte per l’Europa pieno di speranze e motivazione, ma qualcosa spezza le sue certezze. Il suo percorso di studi appare brillante, ricco di soddisfazioni e di buoni risultati. Proprio quando supera un importante e decisivo esame, scopre che il padre è morto.
Nessuno dei familiari lo aveva avvertito. Nessuno gli ha dato la possibilità di seppellirlo. Questa tragica notizia lo fa sentire ancora più lontano da casa, come fosse un estraneo. La sua identità africana viene messa in discussione, perché la famiglia sembra averlo escluso, come se trasferirsi in una terra straniera avesse reso lui stesso uno straniero. Solo il ritorno in Camerun, con il suo amore francese Sabrina, può far chiarezza sul senso delle origini, sul valore della famiglia.
La storia di Mballa è sospesa tra integrazione e immigrazione, tra passato e futuro, tra antiche usanze e la modernità.
Architetto e scrittore
Autore di questo romanzo è, non a caso, un camerunese, Fernand Didier Manga, nato a Yaoundé nel 1970, e trasferitosi da anni in Italia, precisamente in provincia di Pordenone. Il tempo di un'estate è il suo primo libro, dove sottilmente ha inserito parte del suo vissuto. Prima che scrittore è soprattutto architetto. Ha creato inoltre la rivista A2 Africa & Architettura, bimestrale che parla di architettura africana, mettendo in evidenza come il cosiddetto continente nero sia pieno di progetti, più o meno interessanti, di progetti urbani edili.
Il tempo di un’estate non presenta alcun collegamento con la sua effettiva professione, ma è un’opera dove Fernand Didier Manga sottolinea la sua duplice identità e il suo identico legame sia con il Camerun, sia con l’Italia, tanto da scrivere il romanzo non nella sua lingua d’origine, bensì direttamente in italiano.
Nel libro troviamo la ricchezza delle differenze etniche e il conseguente arricchimento culturale che ne deriva. Ma Didier Manga è anche consapevole dei problemi legati all’immigrazione. Ha voluto infatti partecipare alla manifestazione del primo marzo 2011, in cui gli immigrati hanno “scioperato” per dimostrare il loro indispensabile ruolo per lo sviluppo non solo economico dell’Italia.
Lui come gli altri partecipanti hanno voluto ribadire la loro estraneità ai fenomeni razzisti che avvelenano l’Italia di questi ultimi anni. Il tempo di un’estate appare un segno di speranza verso un mondo a colori.
Silvia Turrin
- Il sito della casa editrice che ha pubblicato il romanzo di Fernand Didier Manga
- Il sito della rivista A2 Africa & Architettura fondata e diretta da Fernand Didier Manga
