Con san Paolo sulle strade della Missione

“Non più stranieri né ospiti…” (Ef 2,19). Con S. Paolo oltre i confini.

In comunione con tutta la Chiesa anche noi quest’anno vogliamo lasciarci guidare da San Paolo e con lui camminare sulle strade del mondo per annunciare la Buona Novella che in andreaCristo "non siamo più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio” (Ef 2,19). Per questo, come S. Paolo, anche noi siamo chiamati ad andare al di là dei nostri confini. Paolo ha parole di fuoco per ognuno di noi e ha perle preziose che ci aiutano a vivere la nostra vita cristiana “mano nella mano di Dio […] con la semplicità del bambino e l’umiltà del pubblicano” (E. Stein).

Il primo confine che Paolo ha dovuto varcare per raggiungere il mondo intero è stato il confine del suo cuore. Ha dovuto convertirsi (=cambiare cuore) e mettervi al centro non più se stesso ma Gesù Cristo. Vedi la prima scheda.

Il secondo confine: l'impegno a conformarsi in tutto a Gesù nell’imitazione. Vedi la seconda scheda.

La terza scheda, tratta della maniera con cui Paolo ha intuito il legame tra lo Spirito e Cristo.

La quarta scheda, invece, ci invita a riflettre su altro punto capitale della spiritualità paolina, che è conseguenza del lasciar vivere in noi lo Spirito di Cristo: il vivere in Cristo. La puoi leggere qui sotto.

“Viventi per Dio in Cristo Gesù”

Il periodo pasquale che stiamo vivendo ci permette di riflettere su un altro punto capitale della spiritualità paolina, che è conseguenza del lasciar vivere in noi lo Spirito di Cristo: vivere in Cristo.

E’ un tema che troviamo in tutte le lettere paoline, ma possiamo prendere come punto di riferimento Rm 6, 1-11. Questo brano fa parte della catechesi battesimale di Paolo ed egli lo utilizza per evidenziare che il Battesimo ci unisce totalmente alla Croce di Cristo, al punto di poter dire che siamo stati sepolti con lui e crocifissi con lui: è una associazione personale strettissima al mistero pasquale (cfr. pure il famoso passo di Gal 2,20). Paolo cercherà allora di mostrare ai credenti come il Battesimo non rimanga un gesto concluso in se stesso, ma impegni la libertà del cristiano. Questo diventa chiaro nell'uso che Paolo fa dei verbi “morire” e “risorgere con Cristo”, “vivere in Cristo” (cfr. Gal 3, 26-28).

Questa esperienza di grazia richiede al credente di essere colui che vive aderendo a Cristo e il cui agire traduce visibilmente la novità di questa condizione: egli lotta contro il peccato per poter permettere alla santità di Dio di manifestarsi in lui: "Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù” (Rm 6, 11). Il vivere così impegna il cristiano a vivere come ha vissuto Gesù durante i suoi giorni terreni, a fare cioè della sua vita un culto spirituale: “Vi esorto dunque, fratelli, per la bontà di Dio, a presentare i vostri corpi come un'offerta sacrificale vivente in continuazione, santa, gradita a Dio: è il vostro culto spirituale” (Rm 12, 1).

Questo culto che abbraccia tutta la nostra vita consisterà di conseguenza nell'individuare e realizzare momento per momento quel progetto che Dio elabora continuamente per noi e che costituisce la volontà Dio: “Non conformatevi al mondo presente, ma trasformatevi in continuazione mediante un rinnovamento attivo della vostra mente, in modo da poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, gradito [a Dio] e perfetto” (Rm 12, 2).

Il modello e il paradigma di questo culto spirituale è l’eucaristia. In effetti essa è la radice e il culmine, non solo della vita della Chiesa, ma di ogni cristiano, che in essa trova la sua radice e in essa trova pure la meta: essere eucaristia per i suoi fratelli. E se guardiamo la vita di Paolo possiamo scoprirvi come egli abbia fatto della sua persona, del suo ministero e della sua vita una eucaristia: Rm 15, 16; Fil 2, 17; 2 Cor 9, 12; 2 Cor 3, 18; Ef 5, 1-2.

RIFLETTI

Ognuno di noi dovrà ricordare a se stesso che la sua vita sarà sempre un cammino controcorrente se vorrà vivere da cristiano (Ef 5, 8-9): Come vivo questa battaglia (cfr. Ef 613-20)? Quali sono gli ostacoli e quali sono le conquiste? Come assumo, non solamente i sentimenti, ma anche i valori di Gesù Cristo (cfr. Fil 3, 7-14) ?

PREGA

Tu [o Cristo] sei la Parola eterna uscita dal Silenzio
Nel dialogo senza fine dell’Amore,
l’Amato che tutto riceve e tutto dona.

I giorni della tua carne,
totalmente vissuti in obbedienza al Padre,
il silenzio di Nazaret, la primavera della Galilea,
il viaggio a Gerusalemme, la storia della passione,
la vita nuova della Pasqua di Risurrezione,
ci contagiano il grazie dell’amore,
e fanno di noi, nella sequela di Te,
coloro che hanno creduto all’Amore
e vivono nell’attesa della Tua venuta. […]

Credo in Te, unico Dio d’Amore,
eterno Amante, eterno Amato,
eterna unità e libertà dell’Amore.

In Te vivo e riposo, donandoti il mio cuore,
e chiedendoti di nascondermi in Te
e di abitare in me. Amen

(Bruno Forte)

P.Andrea Mandonico

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