Global Witness

Global Witness


Global Witness è una ONG con sede a Londra e Washington, che ha come fine di denunciare lo stretto rapporto che esiste in certi paesi meno sviluppati tra risorse naturali e conflitti, violazione dei diritti umani, devastazione dell’ambiente, corruzione politica.
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Fondata nel 1993, oggi conta più di 40 persone che lavorano a tempo pieno, quasi tutte con un’alta preparazione professionale.

GW non gestisce progetti di sviluppo nei paesi meno sviluppati, come altre ONG, ma organizza e promuove campagne e lobbying su istituzioni internazionali e nazionali, commissiona a specialisti studi e rapporti in vari paesi in cui le risorse naturali sono commercializzate per alimentare i conflitti.

Le campagne promosse da GW hanno sempre un’ampia eco nei media e un’enorme influsso sull’opinione pubblica e sugli ambienti politici europei e nord-americani, da cui dipendono le decisioni per interrompere i commerci perversi.
GW è orgogliosa di affermare che le sue campagne e i suoi rapporti hanno veramente prodotto dei cambiamenti sociali e politici, hanno salvato migliaia di vite umane, hanno messo fine a varie guerre.

La prima campagna fu lanciata nel 1995, per denunciare il commercio illegale di legname pregiato dalla Cambogia verso la Tailandia, sfruttato dai Khmer Rossi per finanziare la sua guerriglia.
Ma il risultato più lusinghiero GW l’ha ottenuto portando le prove del traffico di diamanti di sangue in Angola. Per mezzo di rapporti e studi dettagliati ha dimostrato che la guerra civile angolana era alimentata dal commercio dei diamanti provenienti dalle zone occupare dai ribelli dell’UNITA. Finché non si fosse interrotto questo commercio, gli sforzi per porre fine al conflitto si sarebbero rivelati inutili.

Forte di questa denuncia e dei dati inoppugnabili, GW ha mobilizzato l’opinione pubblica, le istituzioni internazionali e i governi occidentali, per dare vita al processo di Kimberley. Quest’ultimo è un sistema di controllo e certificazione dei diamanti, adottato dall’industria del diamante e dai paesi produttori e importatori di diamanti, per escludere dal mercato quei diamanti provenienti da zone controllate da movimenti di ribelli e guerriglieri.

Un’altra rilevante campagna promossa da GW, e appoggiata da più di 300 ONG, è rivolta al mondo delle compagnie petrolifere. Si tratta della EITI, Iniziativa di Trasparenza dell’Industria Estrattiva. La campagna si riassume con questo slogan: Publish What You Pay, cioè, “voi, multinazionali del petrolio, dichiarate quanti soldi versate i governi (soprattutto dei paesi africani) in cui operate, in modo lecito, ma anche in modo illecito, per mezzo di bustarelle”.
Altri paesi africani in cui GW ha svolto, o sta svolgendo, un lavoro di investigazione sui diamanti di conflitto sono: Liberia, R.D. del Congo, Sierra Leone, Costa d’Avorio.

Definizione di risorse di conflitto


Global Witness propone alla comunità internazionale, e a tutti gli attori che agiscono nell’ambito dei conflitti legati alle risorse naturali, la seguente defizione:
Le risorse di conflitto sono quelle risorse naturali il cui sfruttamento e commercio sistematico in un contesto di conflitto sono causa o supporto di violazioni dei diritti umani, di violazioni delle leggi internazionali umanitarie, o di violazioni che rientrano in ciò che leggi internazionali considerano crimine.

La necessità di arrivare ad una definizione di risorse di conflitto unanimemente condivisa è urgente. Le istituzioni internazionali devono poter fare una distinzione univoca e rigorosa tra quelle risorse che un governo usa in modo legittimo per pagare i costi di un conflitto, e quelle altre risorse che sono estratte e commerciate in un contesto illegale, e che servono a finanziare attività illegittime.

Una definizione di risorse di conflitto accettata a livello internazionale potrà diventare anche un mezzo preventivo, perché aiuterà a identificare in modo chiaro e trasparente quelle situazioni di un paese, in cui certe risorse naturali rappresentano un pericolo per l’insorgere o il perpetuarsi di conflitti. Potrà anche servire da deterrente agli operatori del commercio mondiale, fornendo loro un codice di comportamento etico, che faccia prendere loro coscienza delle responsabilità che ha il mercato internazionale delle risorse naturali sulla violazione dei diritti umani e sui conflitti.

Risorse naturali come causa di un conflitto


La guerra necessita di denaro. Le risorse naturali, come il legname, i diamanti e i minerali, svolgono un crescente ruolo nel fornire questo denaro che è spesso usato per finanziare eserciti e milizie che uccidono, stuprano, e commettono violazioni ai diritti umani della popolazione civile. L’équipe “Natural Resources in Conflict”, creata da Global Witness, lavora per spezzare i legami tra risorse naturali e conflitti, influenzando le politiche internazionali regionali e nazionali, promovendo ricerche e studi approfonditi su tale tema.
Questo lavoro consiste nel:

- Promuovere campagne per prevenire futuri conflitti, ed arrestare quelli correnti, privando i combattenti di ogni entrata relativa al commercio di risorse naturali. Un successo ottenuto da Global Witness in questo campo è stato di interrompere il lucroso traffico di legname del regime despotico di Charles Taylor in Liberia, e quello dei Khmer Rossi in Cambogia, e la campagna sui diamanti di conflitto, che ha permesso di dare vita al Sistema di Certificazione del Processo di Kimberley, che permette di preveniere il commercio dei diamanti che hanno alimentato guerre tra le più sanguinose e brutali. Attualmente il Global Witness sta indagando sul ruolo del commercio dei diamanti e cacao nel conflitto della Costa d’Avorio.

- Lavorare in paesi che sono da poco usciti da conflitti, come Liberia e Repubblica Democratica del Congo, per assicurare che gli investimenti nel settore delle risorse naturali siano equi, sostenibili, trasparenti, e non corrotti, e portino benefici di lungo termine allo stato e alle popolazioni, magari aiutando a prevenire futuri conflitti.

- Riformare le politiche internazionali, specialmente stimolando la comunità internazionale, a livello dell’ONU, ad adottare una definizione di risorse dei conflitti che possa avviare azioni mirate a prevenire l’uso di risorse naturali per alimentare i conflitti, e che serva come base per rivedere le legislazioni nazionali, e far sì che queste permettano di processare le persone che commerciano le risorse di conflitto.


 

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