30ª domenica del Tempo Comune, anno A
A prima vista, sembra che Gesù ci parli di due amori differenti: amore di Dio e amore del prossimo. Di fatto è lo stesso, unico amore con due aspetti, che non possono esistere l’uno senza l’altro. Non sono amori incompatibili. Amore di Dio, adorazione, unione, e impegno in favore del prossimo non si oppongono. Di questo abbiamo l’esempio
massimo in Gesù. Certo, possiamo incontrare persone che si dedicano di più alla preghiera (contemplativi), e altre che si dedicano di più all’azione (sociale e apostolica). Ma non c’è contraddizione; i primi servono i fratelli servendo Dio; gli altri servono Dio servendo i fratelli.Ricordo un fatto che, in quel momento mi parve ridicolo, senza senso. Simão è un muratore ed ha quattro manovali, in un quartiere popolare di Luanda, capitale dell’Angola. Con ciascuno dei manovali fa un contratto di 100 $ la settimana, il che non è male, per la media dei salari in Angola. Sono quattro settimane di lavoro, ma Simão inventa uno stratagemma: taglia a metà le banconote, e alla fine della settimana consegna solo una metà. Le altre quattro metà di banconota, le darà tutt’insieme alla fine del lavoro, perché non lavorino con fiacca. Entrambi sanno che le banconote divise a metà non hanno valore. Ma a costruzione terminata, tutti ci guadagneranno: gli operai e Simão.
Uno specialista della Legge chiede a Gesù “qual è il più grande dei comandamenti?” La risposta arriva senza esitazione: l’amore di Dio e del prossimo. Come le due parti di una banconota: una sola metà non ha valore. Già nell’Antico Testamento, centinaia di anni prima di Gesù, Dio non lascia dubbio su ciò che si aspetta da suo popolo. Dopo 1200 anni, Gesù, che è Dio, parla ancora più chiaro, identificandosi col povero, la vedova, il prigioniero, l’orfano, lo straniero, i piccoli … (Matteo 25,40): “tutte le volte che avete fatto ciò al più piccolo dei miei fratelli, l’avete fatto a me”.
Ci sono ancora molte persone convinte che religione è adorare Dio; per questo recitano rosari, partecipano alla messa, fanno pellegrinaggi … Tutte cose buone e necessarie. Ma non basta; spesso poi la loro vita non corrisponde a ciò che hanno adorato: violenze in famiglia, infedeltà, egoismo, ingiustizia sono sordi e ciechi ai bisogni del prossimo. Queste persone hanno metà del Vangelo; ma una metà non ha valore.
D’altra parte c’è chi afferma di essere cristiano, cattolico; ma da anni ha dimenticato la strada della messa, del pregare in comunità o da solo, perché pregare e leggere la Bibbia è perdita di tempo. Ma è attivo per il bene del quartiere; aiuta, è generoso, fa parte di un gruppo di volontari … Anche persone come queste hanno metà del Vangelo; ma manca l’altra metà. Gesù è il modello, sempre unito al Padre e sempre attivo nell’annuncio del Regno e in favore dei malati, dei poveri, dei disprezzati della società. Occhi sempre fissi sull’amore e sulla volontà del Padre; occhi di amore sempre aperti sul prossimo.
Fratello e sorella credente, nella tua vita dai importanza a cose secondarie? Hai dimenticato l’essenziale, cioè l’amore di Dio e del prossimo? Tenti di vivere il Vangelo nella sua totalità, o solo una parte? La tua vita cristiana ha bisogno di più spiritualità o di più impegno per il prossimo? Hai dimenticato che l’amore più grande per il prossimo è di testimoniargli, di fargli conoscere Gesù, il senso ultimo dell’esistenza, e trasmettere il segreto della felicità, che tutti cercano, e che si incontra nel dono totale di sé a Dio e al prossimo?
p. Renzo Adorni, dall’Angola
