34ª domenica del T. Com. 23 novembre 2008

23 novembre 2008
34ª domenica del Tempo Comune, anno A


“QUANDO” ….
Se per un istante ci lasciamo abitare, avvolgere da questo semplice avverbio, ma nella dimensione che il vangelo ci propone, quella dell’amore, possiamo percepire delle sensazioni cuangoabbastanza sconvolgenti.
“Quando il Figlio dell’uomo verrà…” “Quando ti abbiamo visto? …”

Nell’incontro tra il “Quando” di Dio e il “quando” dell’uomo, viene improvvisamente a sparire la nozione di tempo e di spazio.
In questa affermazione ci sono per me i momenti straordinari trascorsi in Africa nel percepire questo incontro vissuto nella quotidianità. E’ stato uno degli insegnamenti fondamentali che ho dovuto imparare: il “Quando” di Dio è costantemente presente nel “quando” dell’uomo.

Ciò mi è stato insegnato sia dalle accese discussioni con i giovani, sia nelle pacate serate al chiaro di luna nei villaggi di foresta. La conclusione? – “ Padre, tu sei bianco, quindi non puoi capire!”.
Questa espressione mi metteva in crisi. Imparai così a non presentarmi più con delle soluzioni prefabbricate, ma a proporre il Vangelo come piattaforma comune di ricerca e di vita.

Ed era straordinario veder sparire come per incanto, tutto ciò che alimenta le nostre diversità e divisioni: uomo - donna, ricco - povero, nero - bianco, intelligente - ignorante, bello - brutto … ecc.

Di fronte al “Quando” di Dio c’è una forma di “nudità” primordiale che appare nel “quando” umano. Essa sembra lasciar apparire l’unico legame invisibile e segreto con cui siamo chiamati a tessere il nostro “quando” nel tempo e nel periodo che ci è stato affidato.

Un tempo e uno spazio dove “l’altro” diventa una priorità, dove “l’altro in difficoltà” diventa una scelta di vita.
Come? Forse amando… forse accettando la vita come un dono. Amando, perdonando, godendo del poco che basta giorno dopo giorno e quel poco, se necessario, dividendolo con gli altri: neri, rossi, gialli o bianchi … forse.

Alla fine ci ritroveremo, tutti insieme, sorpresi e abitati dallo stesso stupore di Dio.
Stupore che per gli uni sarà luce e salvezza, per gli altri invece: tenebre e condanna.

Insegnami Signore a vivere il mio “quando” quotidiano alla luce del Vangelo. Aiutami a capire che il tuo “quando” è già in mezzo a noi ogni qualvolta incontro il fratello in difficoltà.

Equipe SMA_SOLIDALE, Genova

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