1a domenica di Avvento - B
VIGILATE!
Mi sono sempre chiesto che significato potessero avere quelle interminate e animatissime veglie notturne in occasione di funerali, in Africa.
Ricordo che si era cercato di mettere dei limiti, di organizzare il tempo e la preghiera, e si chiedeva di evitare soprattutto bevande alcooliche. Ma niente riusciva ad impedire che si andasse fino all’alba!Perché vegliare? C’era senza dubbio il desiderio di stare accanto al defunto… ma forse il motivo era ancora più profondo.
La morte è per tutti un’incognita, anche se per il cristiano è l’incontro con il Signore della Vita!
Rimane l’apprensione della sorpresa, e di fronte alla scomparsa di un simile, rispunta la domanda: “Quando toccherà a me? Sarò pronto?”
Ecco, vegliare allora è un modo per ricordare a se stessi che occorre stare “svegli”, attenti nel bene, per essere pronti quando “il padrone di casa verrà!”
I nostri fratelli africani hanno un senso molto forte della vita e della morte, che forse noi abbiamo perso!
Ricordo le parole di un vecchio amico, ricco di anni e di saggezza. Lui si era addirittura fatto fabbricare la bara; la teneva nella sua stanza sotto il letto e la mostrava a chi andava a fargli visita. Alla mia domanda: “Come mai?”, mi rispose: “ Mi ricorda il grande passo…; non posso
mancare all’appuntamento!”
Il pericolo di rimanere addormentati è reale, soprattutto se si dimentica che “non sappiamo quando sarà il momento preciso…!”
p. Gian Piero Rulfi
