Calixthe Beyala

calixthebeyala 2 Calixthe Beyala è nata a Douala (Camerum).

Autrice di grande successo in Italia e in Europa è stata segnata da un’infanzia in Africa non facile. Lasciato presto il suo paese di origine ha vissuto a Parigi (dove ha studiato) e in Spagna.

Grazie al suo impegno civile e alla sua opera letteraria è stata insignita di diverse onorificenze.

Dell’autrice, Epoché ha pubblicato nel 2004 Gli onori perduti e Come cucinarsi il marito all’africana; A bruciarmi è stato il sole nel 2005.

L’editrice E/O, sempre nel 2004, ha pubblicato Selvaggi amori.

Il suo ultimo romanzo, Gli alberi parlano ancora (tradotto dall’editrice Epoche nel 2007), è ambientato in un villaggio del Camerum, popolato di personaggi seri o bizzarri dalla doppia colonizzazione francese e tedesca.

Il punto di vista è quello di una ragazzina, oggi centenaria, in bilico tra passato e presente “…gli africani non credono mai in ciò che vedono e quarantanni dopo le Indipendenze hanno la testa nel terzo millennio e i piedi nel passato”.

Una lettura originale dell’Africa e del colonialismo.

Maria Ludovica Piombino

calixthe beyala libro 170x293Una recensione di Gli alberi ne parlano ancora

La scrittrice Calixthe Beyala è nata in Camerun nel 1961, ha lasciato il suo Paese a diciassette anni, e attualmente vive e lavora a Parigi. È considerata una delle voci più interessanti della letteratura africana francofona.

Il suo romanzo, attraverso il racconto di una ottuagenaria, rievoca la storia sua e quella del suo popolo, gli Etoni. In un arco temporale che va grosso modo dagli inizi del ‘900 alla seconda guerra mondiale, descrive la vita di un villaggio africano e le vicende di tanti personaggi che lo hanno animato, in una alternanza continua fra realtà e fantasia.

La magia e la superstizione sono una costante della vita quotidiana nella quale si inseriscono i segni di una trasformazione incombente. Arrivano i colonizzatori europei, tedeschi prima, francesi poi; si moltiplicano le conversioni al cristianesimo. Gli equilibri tradizionali ne vengono travolti e i tanti personaggi del romanzo vanno incontro sgomenti al nuovo che avanza e al suo nuovo ordine.

Resta il ricordo di un’epoca da sogno in cui, come evoca la scrittrice, “gli steli di mais erano d’argento e le spighe dorate, i desideri erano esauditi ancor prima di essere pronunciati, e gli uomini vivevano in pace.”

Feltrinelli, Milano, 2010, pag. 284, € 8,50 (traduzione di R. Penna e M. Martignoni)

A cura di Rinaldo Bonavita

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