Un apostolo che prega e insegna a pregare

San Paolo: un apostolo che prega e insegna a pregare

Il fondatore della Società delle Missioni Africane (SMA), Mons. Melchior de Brésillac, esprime varie volte ai missionari la necessità di procedere “alla maniera degli apostoli”. Nella sua predicazione, le citazioni di San Paolo sono numerose e noi, nell’anno paolino, vogliamo ricorrere alla testimonianza e all’insegnamento del grande apostolo.

Una testimonianza che ci dà Paolo è quella della preghiera: nella vita di ogni discepolo di Gesù essa è fondamentale. E’ l’anima della missione che ogni apostolo vive e svolge sui passi del Maestro e Signore che, ci dicono i vangeli, spesso lasciava tutto e tutti e si ritirava, solo, sul monte per dialogare col Padre.
st paul apostle
San Paolo non elabora un trattato sulla preghiera, ma quello che vive, dice e scrive, esprime sovente la sua preghiera. E’ una preghiera che sgorga dalla vita e lo sostiene nelle varie vicende del suo cammino apostolico. Quanto di lui troviamo come preghiera ci mostra sempre la sua profonda e singolare unione col Signore. La “sublime conoscenza” del Maestro testimonia la familiarità di Paolo col suo mistero umano-divino e gli consente di farlo conoscere meglio agli uomini e alle donne che incontra nei suoi viaggi apostolici.

San Paolo è un apostolo che prega e che insegna a pregare: afferrato da Cristo, condivide con tutti i doni ricevuti affinché la salvezza giunga a ciascuno.
Ai cristiani di Colossi egli afferma: “Anche noi, da quando abbiamo saputo vostre notizie, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che abbiate una piena conoscenza della sua (di Dio) volontà, con ogni sapienza e intelligenza spirituale” (1,9).

Alla comunità dei tessalonicesi: “Noi dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza attraverso l’opera santificatrice dello Spirito e la fede nella verità”(3,3).

Ai filippesi: “Ringrazio Dio ogni volta che mi ricordo di voi, pregando sempre con gioia per voi in ogni mia preghiera a causa della vostra cooperazione alla diffusione del Vangelo” (1,3-4). E ancora: “ Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti” (4,6).

Ai cristiani di Efeso, San Paolo scrive: “ Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi (= per tutti i discepoli di Gesù) e anche per me”(6,18).
Questi passi presi dalle lettere di san Paolo ci presentano solo alcuni frammenti del suo insegnamento sulla preghiera. Ne rimangono molti altri. Ma questi ci mostrano una preghiera che viene dal cuore e dalla vita di un apostolo conquistato dal Cristo, la cui vita è sempre più “in Cristo Gesù” e che non conosce altro obiettivo che quello di annunciare il Vangelo a tutti.

E’ quanto ogni discepolo di Gesù deve poter vivere e compiere anche nel nostro XXI secolo.

Rifletti: noi diventiamo quello che preghiamo

Sono uno di quelli che pregano solo in chiesa o con gli altri o uno che sa pregare anche da solo? Sono uno che dice delle preghiere o qualche preghiera ogni tanto oppure uno che, con le sue parole e i suoi sentimenti, sa ringraziare e lodare il Signore, chiedergli perdono, dialogare spesso con Lui, come si fa col migliore amico?


p. Bruno Semplicio

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