Afriche - Un continente tante culture

a85Il contenuto del n° 1 del 2010

* 90 giorni in Africa
Fatti, persone, cifre, chiese

* Risorse e conflitti
Guinea, forziere ricco di bauxite. I vecchi equilibri si sono rotti, di Raffaele Masto

* Storie di riconciliazione
La Sierra Leone e il peso del passato: non ci sarà pace senza giustizia, di Silvia Turrin

* Salute
I virus della globalizzazione tra vecchie e nuove malattie, di Massimo Ruggero

* Focus
I grandi fiumi dell’Africa. L’habitat umano e naturale, di Silvia Turrin e Raffaele Masto
- Il Nilo, culla di grandi civilta. Le sue acque sacre oggi sempre più contese
- Sul Niger, dentro a deserti e foreste. Tra città leggendarie e minacce ecologiche
- Il Congo, nel cuore dell’Africa. La forza immutabile della natura
- Zambesi: paesaggi incontaminati. Grandi parchi abbracciati da due fiumi

* Letteratura
Comunicazione e identità: storia e futuro della stampa nelle lingue locali africane, di M. Ludovica Piombino

* Arte
Africa, terra di fermento artistico. L’arte contemporanea africana in mostra in Italia, di Serena Colombo

* Storia della Missione
Un grande missionario per un Istituto che vuole crescere, di Pierre Trichet

* Musica
Salif Keïta. Il valore delle diversità

* Cinema
Il Festival del cinema africano di Milano compie 20 anni

* Libri
Il lontano presente,, di Anna di Sapio e Marina Medi; Il Passato davanti a sé, di Gilbert Gatore; Una stretta al cuore, di M. N'Diaye; Contemporary African Art since 1980, di Okwui Enwezor e Chika Okeke-Agulu; Memorie di un porcospino, di Alain Mabanckou

I principali fiumi africani costituiscono metaforicamente grandi specchi dove poter osservare le diversità culturali dell’immenso continente e il modus vivendi di varie etnie. Non solo hanno permesso a grandi esploratori di conoscere i meandri più nascosti e impervi dell’Africa, ma hanno posto le basi per la nascita di importanti civiltà, o, come è il caso del Niger, hanno alimentato scambi vitali tra il Maghreb e l’area sub-sahariana. Lungo i corsi d’acqua si conosce il passato e il presente di popoli che traggono sostentamento dalla pesca e dai traffici commerciali fluviali.
È un itinerario non solo geografico, poiché mette in luce la bellezza e al contempo la fragilità di ecosistemi minacciati dalle attività dell’uomo e dai mutamenti del clima. Il Nilo è diventato bene conteso fra quei Paesi stretti dalla morsa delle sabbie, mentre il Congo continua a essere testimone silenzioso dello sfruttamento indiscriminato delle preziose risorse del “cuore di tenebra” di conradiana memoria. Accanto alle ferite inferte alla natura, scopriamo habitat di straordinaria ricchezza, la cui esistenza dipende dalla difesa dell’acqua, il bene più prezioso, fonte di vita sulla terra.
Direzione e redazione di Afriche:
Società Missioni Africane, Via Borghero 4, 16148 Genova - Tel.: 010-307011; Fax: 010-30701240
e-mail: afriche(chiocciola)missioni-africane.it

Comitato di redazione:
Germano Garatto, Maria Ludovica Piombino, Marco Prada, Massimo Ruggero, Silvia Turrin

Progetto grafico: Riccardo Gatti

I quaderni monografici di Afriche 1989-2008
Consulta l’elenco di tutti i quaderni monografici di Afriche, che approfondiscono vari aspetti della cultura, della storia, dell’arte e della religione dell’Africa. Se vuoi qualche quaderno arretrato, richiedicelo: afriche(chiocciola)missioni-africane.it
a84Il contenuto del n° 4 del 2009

* 90 giorni in Africa
Fatti, persone, cifre, chiese

* Attualità
Africa e ambiente: sfide, difficoltà e responsabilità, di Giusy Baioni

* Storie di coraggio
Mantenere vive le idee di Steve Biko oggi in Sudafrica, di Silvia Turrin

* Musica
Il gruppo Sauti Sol. Fare musica per risvegliare la coscienza dei giovani di Nairobi, di Matteo Fraschini Koffi

* Focus
L'arte cristiana yoruba della Nigeria, di Nicholas J. Bridger, Ohlone College, California
- Le intuizioni di p. Kevin Carrol
- L'arte yoruba alla mostra dell'Anno Santo
- Un’arte che è evoluta per vie diverse
- L’arte cristiana yoruba celata in Italia. Opere d'arte perdute e ritrovate
- Cappelle nello stile nigeriano dei Kamberi

* Letteratura
Storia di un bambino magico. L'àbiku nella poesia e narrativa yoruba, di M. Ludovica Piombino

* Cinema
Nigeria, Nollywood. La mecca del cinema africano, di Laura Monferdini

* Migrazioni
Il teatro meticcio di Modou Gueye. Un ponte tra Italia e Senegal, di Silvia Turrin

* Chiesa e Missione
Il secondo sinodo africano. Nuova Pentecoste di opportunità, di Paul Ennin

* Libri
Diamanti oro guerra,, di M. Meredith; Volti e colori del Darfur, di A. Napoli; Guarigione di popoli, di M.C. Rolli, e altri

La storia dell’evangelizzazione dell’Africa non è sempre stata lineare. Ci sono state a volte accelerazioni e rotture. Un esempio è la vicenda del laboratorio di Oye-Ekiti, raccontata nel focus da Nick Bridger, docente di Arte in California. Nato dall’intuizione di un preveggente missionario irlandese, p. Patrick Kelly, realizzato dal suo confratello Kevin Carrol, è stato una fucina di giovani artisti dell’etnia yoruba, Nigeria sud-occidentale.
Aveva come fine di esprimere la fede cristiana secondo le categorie artistiche e l’estetica proprie di questa raffinata civiltà africana. Negli anni in cui fu fondato il laboratorio, ancora non si usava la parola inculturazione. Oggi è il concetto fondamentale della teologia della missione, e anche al recente Sinodo Africano è stato uno dei temi dibattuti. Ma negli anni ’40 voler dipingere un Cristo nero, o raffigurare i Magi come re tradizionali yoruba, era visto con sospetto. Per questo l’esperimento di Oye-Ekiti fu interrotto. Ma la nuova arte cristiana yoruba non poteva essere soffocata, e fiorì al di fuori degli ambiti istituzionali.
a83 bIl contenuto del n° 3 del 2009

* 90 giorni in Africa
Fatti, persone, cifre, media

* Salute
La Costa d’Avorio si prepara alle elezioni: è l’ora della svolta? Intervista a Bernard Tondé, prete diocesano ivorianoo

* Storie di coraggio
A 15 anni dal genocidio del Ruanda il riscatto parte dalle donne, di Silvia Turrin

* Focus
Slogan sulle auto del Ghana, di Ryan van Eijk, Università di Tilburg, Olanda
- Briciole di filosofia popolare
- Una società permeata dai proverbi. Le auto ti parlano e ti fanno riflettere
- Yehowa o Nyame, è Dio al primo posto. La religione come fonte di ispirazione
- Il sistema dei trasporti del Ghana. Il veicolo come forma di investimento
- Alcuni slogan
- Le tappe della storia del Ghana (di Samuel Agbeme)
- Proverbi della tradizione akan


* Migrazioni
Africa, africanisti e migranti nell’indifferenza, di Valerio Petrarca

* Arte
I tessuti del popolo akan. Abiti che parlano di storia

* Letteratura
La ricerca di un’identità nazionale: la nuova editoria del Ghana e l’opera di Ama Ata Aidoo, di M. Ludovica Piombino

* Storia della Missione
William Porter, un anglicano divenuto vescovo cattolico in Ghana, di Renzo Mandirola

* Libri
Lo sfascio dell’Impero. Gli Italiani in Etiopia, 1936-1941,, di M. Dominioni; Di’ che sei una di loro, di Uwem Akpan; I burattinai, di Renesh Lakhan, e altri

Dopo due numeri dedicati a temi di attualità, analizzati da punti di vista diversi, Afriche dedica il focus a uno studio monografco sulla società del Ghana. Ryan van Eijk, olandese, missionario e sociologo, si è interessato a un fenomeno che a noi può sembrare curioso, ma che in Africa è molto comune: le scritte (motti, slogan, massime) che il proprietario di un mezzo di trasporto fa dipingere sul parabrezza, sulle portiere o sul cofano posteriore della sua auto. L’autore ritrova in questi slogan la vivacità dei proverbi della cultura orale africana, che si adatta ai nuovi strumenti della società moderna, e trasmette la sua sapienza facendosi trasportare da quattro ruote.
Al Ghana sono dedicate anche alcune delle rubriche. Una di queste ci presenta la scrittrice Ama Ata Aidoo, che ha scavato nelle tradizioni del suo paese, per aiutare i giovani a conoscere le loro radici, e a trovare nella letteratura uno strumento per mantenere forte l’identità nazionale. Una di queste tradizioni è legata alla tessitura tradizionale, che i popoli ashanti e ewe praticano da secoli. I tessuti chiamati adinkra e kente, che colpiscono i turisti per la geometria e i colori, sono un libro di storia, che si può leggere solo dopo aver imparato il codice che essi usano.
a82 bIl contenuto del n° 2 del 2009

* 90 giorni in Africa
Fatti, persone, cifre, media

* Salute
Un bilancio della salute in Africa. Intervista a Massimo Ruggero

* Storie di coraggio
Il pittore Malangatana: la forza vitale del popolo Mozambicano, di Silvia Turrin

* Focus
I giganti dell'Asia alla conquista dell'Africa
- Il Drago, la Tigre e l’Elefante: Cina e India alla conquista dell'Africa,
di Marco Bello
- Cinesi in Africa: lenta integrazione
- Porcellane Ming nascoste nella sabbia: i primi cinesi sulle coste orientali africane, di M. Ludovica Piombino
- Curry e chiodi di garofano in salsa africana: la diaspora indiana nel continente, di Silvia Turrin
- L’eredità di Gandhi in Sudafrica
- Il Mediterraneo Indiano: l'Oceano degli scambi, ieri come oggi,
di Germano Garatto

* Arte
La bellezza del sacro in Etiopia, di Mario Di Salvo

* Letteratura
In bilico tra due mondi. Scrittori afro-asiatici, la complessità di definirsi, di M. Ludovica Piombino

* Storia della Missione
P. Berengario Cermenati, un missionario alle prese con la giustizia coloniale, di Edmund Hogan

* Libri
I pazzi di Grégoire, di V. Petrarca; Pensieri migranti, di K. Scannavini, e altri

Il secondo numero del 2009 affronta un tema che desta sempre preoccupazione in Europa: le potenze asiatiche hanno sostituito l'influenza politica e economica dell'Europa sul continente africano?

La storia dell'incontro tra i due continenti, Asia e Africa, è molto antica, ed è la storia delle rotte marittime lungo l'Oceano Indiano. All’inizio del terzo millennio questo Oceano torna a favorire le comunicazioni tra i due continenti. Percorrendo le sue rotte, Cina, India, ma anche Corea, Giappone e Indonesia, si avvicinano all’Africa con un’irresistibile avanzata, e si presentano con uno strabiliante programma di investimenti e di cooperazione. Ai governanti africani la partnership con l’Asia appare un’alternativa a quella ambigua e infruttuosa con gli ex-colonizzatori europei.

L’Occidente si rivela sempre più debole, senza una strategia politica che porti l’Africa fuori dal marasma. L’Africa guarda quindi sempre più a Est, e sperimenta nuove forme di sviluppo senza l’Europa.
a81Il contenuto del n° 1 del 2009

* 90 giorni in Africa
Fatti, persone, cifre, media

* Economia
Buone notizie a sud del Sahara

* Storie di coraggio
Rebecca e Rose, donne coraggiose del Sud Sudan

* Focus
Migrazioni inter-africane
Politiche dei governi
Un ruandese in Algeria: duro emigrare, più duro ritornare
Le espulsioni di massa di immigrati in Africa
Xenofobia in Sudafrica

* Arte
Un’estetica rivestita di storia

* Letteratura
Véronique Tadjo. Scrivere per avvicinare le frontiere

* Storia della Missione
P. Francis Aupiais, un missionario precursore.

* Libri


Afriche si è rinnovata nella grafica e nella varietà di proposte di lettura.

Questo primo numero del 2009 approfondisce un tema di cui si parla molto in Italia: le migrazioni. Il dossier si concentra sulle migrazioni all’interno dell’Africa. E alla fine ci rendiamo conto che gli africani che emigrano verso l’Europa sono solo una piccola frazione.

Conoscere di più le migrazioni inter-africane serve a capire meglio l’emigrazione dall’Africa verso l’Europa. E serve ad affrontare il problema con meno emozione e più ragione.
Un modo diverso di parlare di Africa

Molte civiltà africane sono sopravvissute per secoli in condizioni spesso difficilissime, sviluppando un modo sociale di vivere in armonia con Dio, con il mondo, con gli antenati e con gli altri uomini. Queste culture, espresse in miti, leggende, racconti, proverbi, parabole, opere d'arte, sono vissute nella vita quotidiana e celebrate nei riti sociali e religiosi.

La rivista Afriche, le altre pubblicazioni della SMA nel mondo, e i 5 musei che l'Istituto possiede in Europa e in America, vogliono essere gli ambasciatori di queste culture per favorirne la conoscenza. La conoscenza apre lo spirito umano e lo allarga a dimensioni capaci di generare atteggiamenti solidali e aperti. Nessun gruppo può considerarsi depositario della civiltà. Tutte le civiltà e tutti i popoli hanno qualcosa da offrire di utile e prezioso per il consesso umano.

Nel passato si era considerato l'Africa una terra senza storia e senza civiltà. All'inizio del terzo millennio le prospettive sono cambiate. L'Africa ci viene incontro come soggetto con cui dialogare in modo paritario, costruttivo e rispettoso. Primo passo di questo cambiamento è sollecitare l'attenzione dell'opinione pubblica ad argomenti fino ad ora poco conosciuti, fraintesi, o trattati secondo schemi stereotipati. La rivista Afriche si pone in questa linea come strumento di conoscenza, di mano tesa verso i popoli del continente africano.


 
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