Anna: esperienza al lebbrosario di Adzopé

anna calzi"Chi confida nel Signore è come monte Sion: non vacilla, è stabile per sempre" (salmo 124-125)

Questo é uno dei molteplici doni che il popolo africano ha impresso nella mia anima.
Sono partita il 4 agosto per questa esperienza tanto desiderata, in Costa d'Avorio, in compagnia di Annachiara Rinio e Samuele Sanella, senza crearmi alcuna aspettativa, con la mia "miseria interiore" lasciandomi condurre dallo spirito di dio e affidandomi totalmente ad esso.

Sono ritornata fortificata e rinnovata grazie all'amore, accoglienza e calore dei fratelli africani.
Ho trascorso una settimana all'istituto "Raoul Follerau", dedicato alla cura e gestione dei malati di lebbra e dell'ulcera di Burulì: l'accoglienza e la forza interiore di questi malati hanno apportato una luce amorosa nella mia anima. È indescrivibile, a parole, le emozioni che ho provato in quei giorni.

I bambini, in particolare, anche se sprovvisti degli arti o costretti a letto irreversibilmente, trasmettono una serenità e un amore sorprendente. Sui loro volti segnati dalla malattia, ho visto il dio della speranza e della gioia. Nonostante, ripeto, la gravità e la compromissione della malattia, mai un lamento o una lacrima versata, ma sorrisi e inni alla vita.

In più di un'occasione, lo ammetto sinceramente, mi sono vergognata di me stessa, della mia "povera persona", per le lamentele, preoccupazioni di questioni che reputavo importanti, ma che fondamentalmente erano stupidaggini.
Nella seconda parte del viaggio, mi sono trasferita a Ferkessedougu, presso la missione delle suore, dove ho avuto il piacere di conoscere Claudia, missionaria laica e nostra guida fino al rientro in Italia.

Qui ho visto l'altra faccia della Costa d'Avorio, non presieduta da alcuna forma governativa, la scuola e il servizio sanitario non funzionano. Alla missione vengono impartiti corsi di alfabetizzazione alle donne dei villaggi confinanti, che a loro volta, saranno discenti per i loro compaesani, è presente il dispensario per garantire almeno i medicinali di prima necessità, il latte in polvere per i piccoli.

Con Claudia mi sono recata in qualche famiglia locale e anche qui l'accoglienza manifestatami è stata sbalorditiva.
Un altro aspetto che mi ha colpito profondamente é la maturità dei bambini: conversando con loro, sembra di dialogare ad una persona adulta, con un vissuto di esperienze consolidate già alle spalle.

Ho esordito con il salmo 124, poiché ìl popolo africano si affida totalmente alla "grace de Dieu", ovvero alla grazia di Dio.

Se chiedi al fratello africano che tempo si prospetta per l'indomani, lui con molta tranquillità replica : "non posso risponderti io, ma solo Dio lo sa".
Noi occidentali, quando pensiamo al continente africano, ci balena subito l'idea della povertà, miseria e problematiche che l'hanno flagellato, ma i veri poveri siamo noi. I fratelli africani al contrario, posseggono "altre" ricchezze.
Ringrazio con tutto il cuore la SMA-NSA per aver esaudito questo mio desiderio, e soprattutto il signore.

Lode e gloria a te, o signore Gesù, con affetto.

Anna Zolpi


5-11-2008

SMA, via Borghero 4 - 16148 Genova - info(at)missioni-africane.it - Web Design & CMS RossiWebDesign/Siti Web Genova