I materiali usati

Legno
vaso argilla zaramo-tanzania
Il materiale più frequentemente usato dagli scultori africani era il legno. Il clima e gli insetti hanno avuto la loro parte, cosicché pochi oggetti veramente antichi sono giunti fino a noi. La maggior parte delle sculture lignee datano di questo secolo. Solo in rari casi alcune sculture in legno sono sopravvissute e sono state trovate fra i Dogon del Mali dove il clima secco le ha conservate per 400 anni e oltre.

Pietra

Le pietre sono meno usate che il legno, probabilmente perché la maggior parte delle pietre ritrovate a sud del Sahara sono vulcaniche e si sbriciolano facilmente. Ciononostante alcuni pezzi veramente antichi di scultura africana sono in pietra. Fra questi si trovano le rappresentazioni in pietra di Sherbro e Bollon della Sierra Leone che risalgano al periodo antecedente al XVI secolo, e quelle di Akwanshi e Esie in Nigeria, che appartengono rispettivamente al XIV e al X secolo.

Avorio

L'avorio era usato in modo esteso per fabbricare gioielli, trombe a soffio laterale, e corni: diversi portano elaborati dettagli geometrici. Statue in avorio non erano comunque tradizionalmente molto diffuse. Una eccezione importante si trovava nella corte del regno del Benin dove per gli altari del sovrano si usava in modo esteso l'avorio. La scultura in avorio si diffuse soltanto dopo i primi decenni del'900, soprattutto per rispondere alla domanda dei turisti.

Le terrecotte


I più vecchi oggetti artistici scoperti al sud del Sahara sono le terrecotte ritrovate a Nok in Nigeria: parecchie di queste opere risalgono a 500 anni prima di Cristo. Queste rappresentazioni e teste sono eccezionali non soltanto in termini di età e di bellezza, ma anche nelle proporzioni e nella forma. Come regola generale l'argilla non era usata nelle sculture figurative, probabilmente per le difficoltà di cottura di grosse opere.

La tecnica della cera persa

La lavorazione dell'ottone ha una lunga storia in Africa. Tutta la lavorazione dell'ottone, del bronzo, e la maggior parte della lavorazione dell'oro, era fatta con una tecnica molto sofisticata conosciuta col nome di "cera persa". L'artista prepara prima un modello in cera e poi lo avvolge con della creta. Una volta che la creta è essiccata, la cera viene fatta sciogliere, poi vi si cola metallo fuso attraverso speciali spiragli lasciati appositamente per questo scopo. Una volta che il metallo è raffreddato, la forma in creta viene rimossa ed appare l'opera modellata. Queste opere restano uniche in quanto il modello è distrutto durante la fabbricazione.

Un'arte da scoprire

Benché le forme dell'arte e lo stile degli artisti differiscano dall'uso al quale siamo avvezzi nel mondo occidentale, uno sguardo attento rivela che queste opere hanno un notevole grado di raffinatezza estetica e tecnica. Inoltre, più approfondiamo il ruolo che la scultura svolge nella vita sociale della comunità, più comprendiamo come l'arte sia una risposta non solo agli impulsi creativi e artistici, ma anche ai bisogni sociali della società che li ha prodotti.

(Foto: vaso di argilla dell’etnia Zaramo della Tanzania)

Guarda le immagini dell'artista nigeriano Adebisi Agbede all'opera con la tecnica della cera persa.

William Siegman
Conservatore del Museo di arte africana, pacifica e americana del Museo di Brooklyn


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