Deceduto a Parigi il 27 settembre, Iba N’Diaye, il padre delle arti plastiche contemporanee in Senegal, ha inscritto la sua opera sotto il segno dell’incontro tra l’Africa e l’Occidente.La sua alta statura, la dolcezza della sua espressione, la sua modestia e la sua discrezione imponevano il rispetto e la simpatia. La sua opera porta all’ammirazione.
Iba N’Diaye, che si è spento il 27 settembre a Parigi all’età di 80 anni, è probabilmente il più importante dei pittori senegalesi moderni. E’ lui, comunque, che ha inaugurato questa forma di espressione artistica nel paese della Téranga e gli ha dato le sue lettere di nobiltà.

Nato a Saint-Louis, nel nord del Senegal, nel 1928, Iba N’Diaye ha preso gusto alla pittura attraverso le immagini dei suoi libri di scuola ma anche andando ad ammirare i quadri che ornavano la chiesa della sua città natale. Arrivato in Francia nel 1948, intraprende dei lunghi studi, di scultura per cominciare, che lo condurranno particolarmente alla Scuola delle Belle Arti di Montpellier e alla Scuola superiore delle Belle Arti di Parigi.
È là che perfezionerà la sua tecnica di disegno, che considererà sempre come la base della sua arte. Parallelamente, percorre l’Europa alla scoperta dei musei. Le arti africane
tradizionali non gli sono per niente indifferenti, tanto più che sua moglie, Francesca, anziana conservatrice al Museo dell’Uomo di Parigi, è una delle più grandi specialiste.Alla veglia dell’indipendenza del suo paese, raggiunge Dakar dove, su richiesta di Senghor, crea il dipartimento delle arti plastiche della Scuola Nazionale delle Arti.
Vi insegnerà fino al 1966, anno in cui è uno dei maestri d’opera del primo Festival delle Arti Negre. Di ritorno in Francia, vi passerà il resto della sua vita.
Molto riservato sull’evoluzione dell’arte contemporanea, Iba N’Diaye è un pittore realista. Se la sua tecnica è impregnata della sua familiarità con i grandi maestri occidentali, l’ispirazione è, invece, titpicamente africana. Dipinge delle scene di mercato, di femmine nelle loro attività quotidiane, dei paesaggi.
La sua serie sul Tabaski e il sacrificio rituale del montone è una delle più conosciute. Un altro tema prediletto da questo appassionato del jazz è la musica. E potrebbe essere nella scultura dei trombettisti e dei saxofonisti di Manhattan che la sua arte rivela tutta la sua forza di espressione.
Iba N’Diaye ha esposto in tutto il mondo. Senza mai dimenticare i suoi compatrioti, ai quali i suoi quadri sono stati regolarmente presentati durante quarant’anni. Ed è a Dakar, al museo della Place des Souvenirs Africains, che avrà realizzato la sua ultima grande esposizione, in maggio-giugno ultimi, in occasione della Biennale dell’Arte Africana Contemporanea, di cui era l’invitato d’onore.
Tratto da Jeune Afrique, n° 2492
Foto: Iba N’Diaye; Femme qui crie; Jazz et Blues; Le poète et sa muse

25-10-2008
Approfondimenti:
- Il sito di Iba N’Diaye, e alcune delle sue opere più recenti.
- Il quotidiano online senegalese sudonline.sn ripercorre la carriera artistica di Iba N’Diaye.
- Una biografia e un’introduzione alla sua opera, oltre che una selezione delle sue opere (pagina in inlgese)
- Un ritratto di Florence Alexis sul sito africultures.com
