Inizia a scrivere per l’editrice di Dakar Nouvelles Editions Africaines e nel 1985 diventa Presidente dell’Associazione degli scrittori senegalesi, prima donna a coprire questo inacarico.Vive a Dakar e dirige le edizioni Khoundia.
Da “Lo sciopero dei mendicanti” (Ed. Argo, 2000) è stato realizzato un adattamento cinematografico (come nella più pura tradizione senegalese, iniziata da Ousmane Sembène e da Leopold Senghor) dal regista Cheick Oumar Sissoko. La pellicola, girata in wolof, porta il titolo "Bàttu".
In questo romanzo è sottoposta a dura critica l’élite al potere: i mendicanti di Dakar decidono di scioperare perché allontanati dalle autorità in quanto colpevoli di deturpare , con la loro presenza, l’immagine della città.
Cacciati, si organizzano e per gli abitanti di Dakar diventerà impossibile fare l’elemosina prescritta dal Corano, creando così un disagio che si ripercuoterà proprio su colui che lo ha provocato (il politico Ndiaye) e sulla sua carriera politica.
Autrice di altri romanzi di denuncia sulla piccolezza della borghesia urbana e sulla sua facile corruttibilità, Aminata Sow Fall appartiene a quella generazione di scrittrici senegalesi (con Mariama Ba, Véronique Tadjo e Ken Bugul) che affronta il tema della quotidianità delle società africana: la vita di un impiegato delle poste e del suo rapporto con il denaro (“Le Revennat”); il vacuo fascino dei valori occidentali (“L’appel des arénes”); la dittatura politica, la negazione dei diritti umani e la violenza (“Ex-Pére de la nation”); i rapporti di classe all’interno della società (“Le Jujubier du Patriarche”); i pregiudizi razziali e le discriminazioni (“Douceurs du bercail”).
Anche la lingua di Aminata Sow Fall è nuova ed inizia ad africanizzarsi di vocaboli.
Leggi una scheda di approfondimento della sua opera letteraria curata da TV5
Un'altra scheda di particolare valore è stata preparata dal sito Africultures, nel quale si presenta anche l'adattamento cinematografico del suo romanzo “L’appel des arénes”.
Maria Ludovica Piombino
