I Boscimani del Kalahari non potranno mai dimenticare che fu lui a costringerli ad abbandonare le terre ancestrali, ricche di diamanti. Prima di negoziare con loro, aveva già stretto accordi con compagnie minerarie nazionali e straniere.
Lo ricorda l’organizzazione Survival International.Un portavoce dei boscimani ha dichiarato l’11 novembre: “Noi pensiamo che Mogae non dovrebbe ricevere questo premio, a causa del modo in cui ci ha trattati quando era Presidente del Botswana. Ci ha sloggiati dalle terre dei nostri antenati, e ha causato la nostra rovina. Ci ha buttati nella povertà, nell’alcolismo, nell’infezione dell’AIDS.”
Il fatto che i Boscimani ricordano avvenne nel 2002 nella riserva del Kalahari Centrale. Ai boscimani fu impedito di cacciare e di raccogliere frutti e piante. I boscimani che trasgredirono gli ordini, furono arrestati, torturati. Anche coloro che cercarono di manifestare pacificamente furono respinti con cariche armate della polizia e arrestati. Una donna morì di fame e sete, quando Il governo di Mogae blindò i confini della riserva.
I boscimani fecero causa contro il governo, e nel 2006 la Corte di Cassazione dichiarò che gli sfratti furono “illegali e incostituzionali”. Uno dei giudici affermò persino che il rifiuto di permettere ai boscimani di cacciare equivaleva alla loro condanna a una morte per fame.
Ma il governo, guidato da Mogae fino ad aprile 2008, continua ad impedire ai boscimani di ritornare nelle loro riserve. Impedisce loro di pompare l’acqua dalle fosse delle loro comunità, come hanno sempre fatto, e impedisce loro di cacciare per alimentarsi.
Il governo vuole portare avanti i suoi piani per estrarre i diamanti e per sviluppare il turismo nella terra dei boscimani. La società Gem Diamonds ha già presentato al governo il suo programma per aprire una miniera nella comunità di Gope, mentre la società “Safari & Adventure Company” ha già ottenuto l’autorizzazione di costruire un lodge nella comunità di Molapo.
Il direttore di Survival International, Spephen Corry, ha dichiarato: “I cittadini più emarginati del Botswana, i biscimani del Kalahari, hanno un’opinione molto diversa su come è ben governato il paese, da una tale classe politica. L’esperienza che hanno del governo di Mogae è di espulsioni forzate, arressti, torture. Sarebbe stato meglio se la Fondazione Mo Ibrahim avesse ascoltato le loro voci, prima di fare questa scelta sconsiderata”.
Il premio della Fondazione Mo Ibrahim consiste nell’attribuzione di 5 milioni di dollari lungo 10 anni, e di 200.000 $ annuali vita natural durante. Il comitato che ha scelto il premiato includeva Koffi Annan, ex-secretario generale dell’ONU, e Mary Robinson, ex-commissario dell’ONU per i diritti umani.
16-11-2008
Nella foto del Mail&Guardian: Roy Sesana, leader del First People of the Kalahari assiste a una seduta del tribunale che giudica la causa dei boscimani contro il governo del Botswana
