Città squisita, pura, deliziosa, illustre. Città benedetta, prosperosa, animata". Così si esprimeva il cronista Abderhaman Sadi, autore di Tarikh es-sudan, celebrando verso il 1630 la sua città di Timbuctu.Timbuctu sarebbe stata fondata nel XII secolo dai tuareg della regione di Araouan, che nomadizzavano sulle fertili terre del fiume Niger. A partire dal XIV secolo Timbuctu si sviluppa economicamente, ma soprattutto culturalmente.
Raggiunge il massimo splendore nel XVI secolo, con una popolazione di 100.000 abitanti, di cui 2500 studenti riuniti attorno alla moschea di Sankoré e alle altre 180 scuole coraniche. Non si studiava solo il Corano e la teologia islamica, ma anche geografia, astronomia, diritto.
Sono trascorsi quattro secoli, ma Timbuctu continua ad affascinare il mondo per il suo mistero. Si raggiungeva una volta a piedi o a dorso di cammello, come tanti viaggiatori celebri, tra i quali Ibn Battuta (1353), poi, più tardi, Leone l'Africano, per arrivare ai viaggiatori moderni; l'inglese Laing (1826) e il francese René Caillé (1828).
Oggi accanto a carovane di cammelli, l'aeroporto accoglie i turisti da tutto il mondo.
Il quaderno racconta la storia di questa città, avvolta di mito e mistero, soffermandosi sui tuareg, gli "uomini blu".

Timbuctu e Tuareg. Storia e mito
di Marco Aime
Afriche n° 70, 2006/2
Sommario:
1. Le radici della città
2. I manoscritti nella sabbia
3. Tuareg
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