In programma, circa 50 film, tra lungometraggi (Panoramafrica), cortometraggi (Africa Short) e documentari (Africa Doc); uno sguardo al cinema popolare della Costa d'Avorio (Africa Pop)- una sezione dedicata all'intercultura; un omaggio al regista scomparso, Youssef Chahine (Le Chaos). Nella sezione in concorso vanno segnalati, tra i lungometraggi, due film della nouvelle vague del cinema africano: Battle of Souis, del regista ugandese Matt Bish (thriller sul fenomeno delle possessioni del male), e il molto urbano Malooned, del kenyano Bob Nyanja, dove due persone, bloccate nei , bagni di un grattacielo, raccontano la storia del paese e le sue divisioni.
Poi quattro film d'autore: Terra sondmbuia, di Teresa Prata, viaggio (e metafora) nella follia della guerra civile mozambicana; il divertente e forte Délice Paloma, dell'algerino Mokneche Nadir; il più impegnato Tamanrasset, di Merzak Allouache, sul mondo effimero e superficiale della moda che incrocia la dura realtà dei clandestini africani; il nuovo film del ciadiano Mahamat-Saleh Haroun (pluripremiato con il suo precedente Daratt), Sexe, gombo et beurre sale, che punta lo sguardo sull'integrazione della comùnità africana in una città francese.
Tra i cortometraggi, Kunta, dell'attore-regista di Sào Tomé, Angelo Torres, centrato sul sospetto e il pregiudizio verso l'immigrato. C'è stato anche il bellissimo Subira, della kenyana Ravneet Chadha, dove una bambina è colta tra la tensione dell'osservanza della legge islamica e la voglia di divertirsi assieme ai suoi coetanei. E ancora, Il est midi chez nous, del camerunese Jacques Emmanuel Noumi, che racconta come la ricchezza può far dimenticare alcuni valori tradizionali africani, quali l'ospitalità.
Documentari
In African Lens, la storia africana attraverso la vita e le lenti fotografiche del grande reporter Priya Ramrakha (fotografo dei prestigiosi Times e Life negli anni '60). In Iron Ladies of Liberia, di Siatta Scott Johnson e Daniel Junge, la vicenda della presidentessa della Liberia, Ellen Johnson Sirleaf, e la sua lotta per ridare speranza al paese. Fotografia mozzafiato in En attandant les hommes, della senegalese Katy Una Ndiaye: tre donne sahariane parlano della loro condizione, delle loro relazioni con gli uomini, di religione e di altro.
Intercultura
Shoot the Messenger, di Ngozi Onwurah (prodotto dalla BBC), è una divertente fiction sul ribaltamento degli stereotipi e sicurezze identitarie della comunità afro-inglese. Da non perdere il cartone animato Une girafe sous la pluie, della belga Pascale Hecquet: racconto fantastico sull'immigrazione; Coffee and Allah, di Sima Urale, sul dialogo tra culture; On the Sunny Side of the Alps, dello sloveno Janez Burger, dove una famiglia di afro-sloveni gioisce con fierezza del proprio paese, più soleggiato dell'Africa stessa.
I VINCITORI
La vittoria per il miglior lungometraggio, è andata a Malooned, opera prima di Bob Nyanja, che mescola al cinema elementi di fiction e del teatro, raccontando la giornata di un uomo e una donna rimasti bloccati per un intero weekend nella stessa stanza. Un film che affronta il tema delle differenze tra uomo e donna e la difficoltà di relazione tra etnie diverse, girato con un’innovativa tecnica espressiva che la giuria ha deciso di premiare. Il pubblico ha invece deciso di premiare La maison jaune, di Amor Hakkar.
C’est dimanche! di Samir Guesemi (Algeria- Francia) ha vinto invece il premio come miglior cortometraggio africano, ma una menzione particolare è andata anche a Kunta, di Angelo Torres (Sao tome – Portogallo).
Miglior documentario è risultato En attendant les hommes, di Caty Lane Ndiaye (Senegal), che con una bellissima fotografia traccia il profilo di 3 diverse donne mauritane e della loro vita in relazione agli uomini. La scelta tra i documentari è stata però ardua, tanto che altri due hanno meritato una menzione speciale della giuria ufficiale; si tratta di Coming of Age, di Judy Kibinge (Kenya), e di Come un uomo sulla terra, di Andrea segre, Dagmawi Yimer e Riccardo Biadene.
Ad un documentario è stato infine assegnato anche il premio Nigrizia: The iron ladies of Liberia di Daniel Junge e Siatta Scott, che per un anno ha seguito da vicino il lavoro della prima presidente donna africana, Ellen Johnson Sirleaf, e delle donne che lei stessa ha messo in alcuni dei punti chiave del suo governo.
Il premio associazione Studenti Africani è andato a Mokili, di Berni Boldblat, mentre i tanti studenti che hanno seguito le proiezioni dedicate alle scuole hanno deciso di premiare Shoot the Messenger, di Ngozi Onwurah. Infine l’ong Save the children, ha assegnato il suo premio speciale a Terra Sonambula, di Teresa Prata.
L’appuntamento ora con la prossima edizione nel 2009!









