Margaret Atieno Ogola

margaret ogolaNasce nel 1959 in Kenya, in un periodo politico particolarmente turbolento, che porterà presto alla fine del regime coloniale britannico. Risente delle tensioni sociali interne tra i gruppi Kikuyu,

Maasai, Samburo e Meru
e delle lotte politico-religiose del movimento nazionalista dei mau-mau.
Termina i suoi studi e si laurea in medicina, diventando pediatra al Kenyatta National Institute di Nairobi; contemporaneamente collabora con il Cottolengo Centre di Karen, un istituto per i bambini malati di AIDS.

Da subito pubblica numerosi articoli, interessata a due temi in particolare: la prevenzione pre-natale all’AIDS e la posizione della donna nella società africana contemporanea.

E’ sposata e madre di quattro figli.

margaret ogola fiume sorgente
"Il fiume e la sorgente"


Il suo primo romanzo, tradotto in italiano dall’Edizione San Paolo (Milano, 1997), ha ricevuto il Premio Jomo Kenyatta per la letteratura nel 1995 e nello stesso anno il Premio “Scrittori del Commoweath” per il migliore libro africano dell’anno.

Il libro è un’intensa saga famigliare e storica, è l’avventura incrociata di quattro generazioni di donne appartenenti ad una stessa famiglia.

L’autrice prende le vite singole e personali delle protagoniste del suo romanzo come spunto per raccontare un secolo di storia politica e sociale del Kenya.

Dai tempi scanditi dalla tradizione (in una società patrilineare dove la donna aveva pochi diritti ed era sottomessa a regole condivise dettate dall’età e dal matrimonio poligamico), passando attraverso il lungo periodo di colonizzazione britannica (quando simbolo di pre-unità nazionale diventa anche la presa di posizione a favore ella clitoridectomia da parte dei Maasai e dei Kikuyu contro i divieti imposti dagli inglesi), fino all’indipendenza (1963), e al difficile aggiustamento verso una nuova condizione, anche urbana, della donna.


margaret ogola alla fine del cielo"Alla fine del cielo"

Nel 2007 viene tradotto, dalla stessa editrice, il suo secondo romanzo. Il tema della malattia e della difficoltà legata all’essere donna in Africa, viene svolto con un approccio curioso: più voci raccontano, in capitoli brevi, le proprie esperienze e gli immensi contrasti sociali di una città come Nairobi, piena di ambivalenze e sogni lasciati a metà.

Da una posizione comunque privilegiata, per percorso scolastico e professionale, Margaret Ogola racconta di donne e uomini che vivono in un Kenya che cambia, che muta e che tuttavia con il passato tradizionale mantiene un contatto forte.

Nelle nuove generazioni è sempre più urgente la necessità di identificarsi con la propria tradizione, con la vita del clan, con il mito di origine, ma allo stesso tempo è scontata, per stimoli e novità, l’appartenenza al nuovo mondo globale.

Maria Ludovica Piombino

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