Consacrata la chiesa a "Maria Immacolata, Madre di Cristo e della Chiesa", a Adzopé

E’ stato un evento storico e ecclesiale di grande importanza la dedicazione, la consacrazione della chiesa del villaggio dei lebbrosi guariti di Duquesne-Cremone, l’8dicembre 2008, ad Adzopé in Costa d’Avorio.

adzope08Tanta gente attendeva il Vescovo Mons. Alexis Touably Youlo, vescovo di Agboville, per la cerimonia. Erano presenti 10 preti concelebranti tra diocesani e della SMA, le autorità e notabili del villaggio e dell’ospedale Raul Follereau per i malati di lebbra. La processione tra canti e danze è arrivata davanti alla porta della nuova chiesa addobbata a festa.

"Apritevi porte eterne, ed entri il Re della gloria!" su queste parole le porte del Tempio si sono aperte. Il Vescovo e la processione esultante hanno fatto il loro ingresso. Tutti i fedeli hanno trovato posto nella Chiesa e hanno seguito il rito con ammirevole pazienza e vero interesse.

Si, perché la cerimonia si è svolta in tre ore e mezza e che a tutti sono apparse brevi e leggere, accompagnate dalla corale del villaggio, ritmate da una orchestra di tamtam, e scandite dai segni liturgici della benedizione, unzione, incensazione e illuminazione dell’altare anzitutto e poi delle 12 croci alle pareti e di quelle pietre vive della Chiesa che sono i fedeli.

Il Vescovo Alexis all’omelia ha indicato il valore della consacrazione sia del Tempio materiale che di quello umano e spirituale costituito dai catecumeni e dai battezzati presenti.
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1) "Anche Gesù, ora, ha una casa nel villaggio, è uno di noi, sappiamo dove abita, è nostro
fratello, andiamo a trovarlo tutti i giorni. "
2) "Gesù abita una casa bella e pulita. Se vai a trovarlo fai di tutto per essere bello e pulito dentro. "
3) "Ma ricordati che la casa che Dio e Gesù preferiscono abitare è il cuore dell’uomo. Ama tuo fratello e amerai Dio che vi abita. "
4)
La soddisfazione e i complimenti per la bella riuscita dell’opera, sono stati unanimi. La chiesa a croce latina di 18 per 30 metri è stata finita in 12 mesi. L’altare ricavato da un grosso albero (Iroko) della foresta, è scolpito con scene tratte dalla vita tradizionale locale per indicare che è dalla quotidianità dei nostri gesti che Gesù sa trarre la lode da offrire al Padre.

Le parole conclusive di p. Francesco Arnolfo oltre a ricordare la fondazione della SMA l’8 dicembre 1856, e il trentesimo anniversario della sua prima messa, sono state di ringraziamento a Dio e a tutti i fratelli che lo hanno aiutato nell’opera e fino ai tanti volontari e al consiglio parrocchiale che hanno lavorato per l’evento con umile collaborazione.

Tutti gli ospiti presenti hanno trovato posto nei locali parrocchiali per condividere, con gioia, un momento di agape fraterna.

Ma questo giorno rimarrà per tutti noi: un augurio, un invito, un impegno, un programma che va oltre i confini di una modesta comunità cristiana guarita dalla lebbra.

12-12-2008

P. Gino Sanavio sma

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