Un missionario sa organizzarsi e abituarsi a tutto, ma è sempre sorpreso dal Dio che serve, sempre così imprevedibile e nuovo. Natale è contemplare con stupore e meraviglia la sorpresa che Dio ha fatto all'umanità con la sua venuta tra noi. Recentemente ho fatto una tournée nei villaggi più distanti da Bomoanga (90 km di pista-sabbia) per rispondere alla chiamata di alcuni giovani che desiderano diventare cristiani. Con mia sorpresa ho trovato gente da anni in paziente attesa. L'ultima visita del padre missionario che mi ha preceduto risale a tre anni fa. Nei tre villaggi che ho visitato ho raccolto il desiderio di questa gente ad essere aiutati a conoscere meglio Gesù e la Parola di Dio di cui hanno solo sentito parlare. E' stata una breve visita, ma che li ha rassicurati che Dio non li ha dimenticati. Sorprese di un Dio che viene incontro all'umanità in cerca di Lui e già ha preparato il loro cuore all'accoglienza.
Ho promesso di tornare da loro nel mese di gennaio 2009 per iniziare insieme un cammino di preghiera e di amicizia con questo Dio sorprendentemente schierato dalla parte degli ultimi e dei lontani. Ma la più grande sorpresa è di questi giorni. Ho scoperto che Natale è arrivato in anticipo di un mese. E doppiamente sorpreso nello scoprire che nella culla del presepio c'erano ... due gemellane Mi hanno portato la notizia venerdì scorso 5 dicembre 2008 : la mamma è morta nel dare alla luce due bambine.
Nella tradizione gurmancé i gemelli non sono un buon presagio, ma il peggio è che nel caso specifico, sono anche accusati d'aver procurato la morte della mamma. I genitori non sono cristiani e la Tradizione vieta alle giovani mamme di prendersi cura dei gemelli orfani, per paura di riceve maledizione. Al limite una donna ormai non più in grado di generare può ... allattarli. Il papà naturale è stato forzato dalla Tradizione a far uscire le gemelline dalla casa paterna per mandarle al villaggio di origine della mamma.
La nonna materna li ha accolti, ma il problema resta il loro nutrimento. Il latte in polvere è da escludere, nel piccolo villaggio dove abitano non c'è di pompa e quindi manca l'acqua potabile con cui preparare il latte (hanno tentato comunque, risultato una doppia diarrea). Per di più sono praticamente sconosciute de condizioni minime di igiene e di sterilizzazione per pensare al biberon. Ho lanciato un appello alla comunità cristiana durante la messa di domenica 7 dicembre (2° di Avvento) : Gesù-bambino cerca ancora casa e calore.
Ho promesso l'aiuto e il sostegno della Missione à chi si prenderà cura di loro. Pregate con me il Dio della Vita perché vinca le reticenze locali e trionfi dei pregiudizi della mentalità ancestrale. Nel nostro contesto tradizionale hanno poche opportunità di sopravvivenza. Ma confido in Dio che ha saputo sorprendere anche Maria all'annunciazione (come leggiamo nel vangelo di oggi, festa dell'immacolata) e gli ha promesso che nulla è impossibile a Dio.
Che santa Maria, madre della nuova umanità, interceda per noi e si prenda cura di loro! Grazie a tutti voi che con la preghiera e l'aiuto economico sostenete il nostro andare missionario per annunciare a tutti, cieli e terra nuova in cui la giustizia, l'amore e la pace trionfano delle tenebre della paura, del male e della morte.
8 Dicembre 2008
Buon Natale di Vita nuova a tutti voi. Fraternamente
P. Gigi Maccalli dal Niger









