Ha amato l'Africa e ha amato la SMA

Ripensando alla sua vita mi sembra di poter dire che Giacomo ha veramente amato l’Africa e ha amato la SMA.

Ha amato l’Africa, cioè le persone che ha incontrato e che gli sono state affidate nelle parrocchie e nel seminario in cui è stato.

Ha amato la cultura africana. Ha speso tempo per studiare e imparare la cultura abron-kulango, la lingua kulango. Ricordo la mia meraviglia e ammirazione una volta giovane seminarista di aver sentito P. Giacomo e P. Eugenio parlare fra loro in modo strano mentre passeggiavano davanti alla casa: ho poi scoperto: stavano recitando insieme il rosario in Kulango.

Ha iniziato un dizionario Kulango- Francese che poi altri hanno portato a termine. Apprezzava e faceva apprezzare la cultura e l’arte dei popoli con cui è stato: gli Abron, i Kulango, i Lobi. Molti pezzi del nostro piccolo museo sono stati messi in valore e fatti conoscere da P. Giacomo.

Ha amato la gente. Ha amato la chiesa, i sacerdoti. I vescovi. Ieri sera ha telefonato il vescovo di San Pedro, ricordando che Giacomo lo ha battezzato.
Ricordo una mia visita a Bondoukou nel 2003, poco prima che lasciasse definitivamente la Costa d’Avorio. I sacerdoti africani sma e diocesani con cui viveva alla parrocchia cattedrale erano contenti del rapporto stabilitosi con loro. Lo sentivano padre amorevole e che capiva i loro punti di vista. Puntava a create fra tutti una relazione di fiducia e di stima

Ha amato i poveri. Quante persone e quanti malati ha curato e aiutato – le sue conoscenze di biologia gli erano preziose per questo. Ha riconosciuto il carisma di Gregoire e si è davvero impegnato perché anche a Bondoukou sorgesse un centro per i malati mentali. Un centro che in molti casi arriva a guarire chi era stato estromesso dalla vita della società

P. Giacomo ha amato la SMA. Ha amato noi, la sua comunità. Disponibile ai servizi in Italia: studi, animazione, amministrazione.

Ha sempre avuto anche una visione ampia della sma, forte della sua esperienza con i confratelli francesi e anche irlandesi e da ultimo africani.

Ha amato la Sma, fiero di esserlo, e comprensivo con i confratelli in difficoltà per un motivo o l’altro. Ci ha amato e dato un esempio anche in questi ultimi mesi di sofferenza e di accettazione serena di perdere l’autosufficienza e dipendere in tutto dagli altri.

P. Antonio Porcellato


 

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