"Basta che il Cristo sia annunciato"

P. Giacomo è entrato nel seminario di Bergamo, prende contatto con la SMA di Genova nel 1957 e dopo gli esami di maturità nel seminario diocesano di Bergamo è inviato in Belgio per l’anno di spiritualità. Terrà sempre e ovunque si trovi i contatti con i suoi compagni di seminario che lo hanno ripagato con la loro amicizia e il loro aiuto.

P. Giacomo era sensibile a questi segni di amicizia profonda e sincera che ripagava con le sue visite e le sue preghiere.
Con i suoi confratelli della SMA aveva bisogno di questa amicizia per una vita serena di consacrazione a Dio e ai fratelli, amicizia in un clima di famiglia, come lo aveva vissuto con i suoi famigliari. Uomo di compagnia, gentile, affabile e pieno di gioia contagiosa, amava sdrammatizzare anche nelle situazioni critiche e difficili. Un vero gentiluomo, dicevano in molti.

P. Giacomo credeva e teneva molto soprattutto alla vita di comunità, come famiglia dei discepoli del Signore in cui l’amore scambievole è segno della presenza del Risorto. In una sua lettera del 1998 scriveva: “Ho sempre sentito la mia famiglia religiosa molto vicina e non ne sono mai rimasto deluso, anche nei momenti in cui sembrava in crisi; anzi in quei momenti, l’ho portata di più nella mia preghiera invece di criticarla e di prenderne le distanze” (11-9-’98).

“Un uomo per tutte le stagioni”.

Aveva grandi doti naturali di intelligenza, era un lavoratore stancabile, servitore appassionato della Missione di Cristo nella Chiesa missionaria; doni che ha ereditato dalla famiglia, dal padre e dalla madre e dalla convivenza con le sorelle e dai due fratelli : aveva un carattere buono, comprensivo, attento alle persone, affinato dalla vita in comune di preghiera e di condivisione alla maniera evangelica.

E’ stato per noi un esempio di correttezza e di fedeltà, di delicatezza e di rispetto per l’altro, soprattutto sempre pronto ad accettare ciò che i superiori gli proponevano come missione intesa come servizio. ll suo motto che amava ripetere era questo: “pourvu que le Christ soit annoncé, basta che il Cristo sia annunciato”.

La sua disponibilità al servizio l’ha visto impegnato in numerosi compiti che la comunità gli assegnava. In Italia: animatore missionario dei giovani e dei seminaristi, compito che ha assolto egregiamente e con grande sacrificio fino alla fine di maggio, quando ormai le forze gli mancavano e la malattia gli impediva di viaggiare, di parlare e di scrivere correttamente. In comunità è stato eletto per sei anni Vice-Provinciale, avendo la fiducia di tutti i confratelli per la sua delicatezza e per il rispetto del cammino di ciascuno. Ha aiutato la Comunità dei Laici Missionari Cattolici di Genova a rinnovarsi in un momento di crisi.

In Costa d’Avorio: formatore dei giovani catecumeni e dei giovani cristiani, degli insegnanti cattolici e dei seminaristi. Appassionato della Prima Evangelizzazione, amava visitare i villaggi e rimanervi per qualche giorno; imparare la lingua delle varie etnie, conoscerne con rispetto e passione la loro storia e le loro tradizioni per poter più facilmente entrare in relazione. Negli ultimi anni passati nella diocesi di Bondoukou, il Vescovo, oltre all’incarico di parroco della cattedrale, gli ha affidato quello di Vicario Generale della diocesi, con piena fiducia, anche se quest’impegno gli ha causato grandi croci.

Uomo di carità

P. Giacomo ha sempre abbinato l’Evangelizzazione con la Promozione umana e l’aiuto ai più poveri con grande spirito di carità. Per questo si era preso in carico alcuni bambini e bambine, giovani e adulti più poveri per il sostegno a distanza; soprattutto aveva accompagnato nel suo lavoro Grégoire per costruire i centri per i malati mentali abbandonati e incatenati nei villaggi. Questo impegno l’ha continuato sollecitando il sostegno di tante benefattori e comunità parrocchiali in Italia.

p. Lionello Melchiori


 
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