P. Gianfranco Brignone

« Arriveremo domani, lunedì 22 Novembre verso le ore 15, in ambulanza con un dottore: padre Gianfranco non sta bene." È padre Angelo Besenzoni, il nostro provinciale, che telefona da Roma.

brignone 01Da una quindicina di giorni egli si trovava accanto a P. Gianfranco che aveva subito un intervento chirurgico all'Ospedale San Camillo.

L’esperienza della debolezza


Terminate le cure, l'ospedale aveva dimesso il paziente, che aveva bisogno di un ambiente sereno e familiare per il periodo post operatorio. Da alcuni anni P. Gianfranco prestava servizio alla Casa Generale della SMA a Roma, ma nella malattia aveva espresso il desiderio di ritrovare le sue radici, la sua famiglia missionaria di Genova.

Nella sua comunità P. Gianfranco rimane solo poco tempo. Dal suo arrivo intuisce che sono i suoi ultimi giorni: giorni pieni di pazienza e di serenità. Ripete spesso che offre la sua sofferenza e la sua vita per i fratelli e la gente di Costa d'Avorio.

Dopo una vita improntata al dinamismo e ad un lavoro instancabile, il Signore gli chiede ora l'esperienza dell'umiltà e della debolezza.

Radio Espoir

Arriva P. Gérard Barbier da Lione, con il quale P. Gianfranco ha condiviso 12 anni di missione nella parrocchia Sant'Anna di Port Bouet: qui ha creato la prima radio libera del Paese: "Radio Espoir", uno strumento di formazione per i cristiani e di speranza per tutti.

Nel 1990 si costituisce la prima "famiglia di Radio Espoir". Così si esprimeva P. Gianfranco: "Vogliamo essere una presenza cristiana clic penetra nelle famiglie. La nostra radio vuole dare la parola a numerosi cristiani, permettendo di diffondere la loro testimonianza.
Non dobbiamo fermarci alla nostra produzione, ma rimanere aperti al loro apporto e suscitarlo continuamente: questa radio vuole essere ecumenica e rispettosa di tutte le denominazioni confessionali.”
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"Non fu sempre facile, ma nel cammino di formazione personale abbiamo volutamente cercato di sviluppare lo spirito di servizio, la disponibilità ad offrire il proprio tempo e una compassione attiva nei confronti di chi vive nella povertà, nella sofferenza e spesso nella solitudine.
Ho dedicato tempo ed energie per trovare giovani e adulti, uomini e donne che portassero nel loro cuore questa sensibilità apostolica e che non esitassero ad agire per primi, senza esigere o aspettare che gli altri facciano allo stesso modo e senza cedere all'istinto della gelosia e della concorrenza".

Attenzione ai più poveri e ai più deboli

Accanto a Radio Espoir è nato poi un Centro Sociale, il centro della Caritas. Poco alla volta il Centro si è trasformato in ospedale con diversi reparti e servizi rivolti alle fasce più povere: oftalmologia, gabinetto dentistico, radiologia e ecografia, laboratorio di analisi, un reparto di pediatria e una sezione per la rieducazione degli handicappati. Il suo ultimo sogno: potenziare l'ospedale e dotarlo di una sala operatoria.

Lasciando la Costa d'Avorio

"Ho lasciato la Costa d'Avorio il mese di giugno 2001 e sono rientrato in Italia per restarci qualche anno. La comunità mi ha chiesto di rendermi disponibile per un incarico d'amministrazione nella casa SMA di Roma. Non fu facile lasciare Port-Bouet. Il cambiamento provoca sempre sofferenza”.

“È un aspetto della mia vita che, con il passare degli anni, diventa sempre più arduo da sopportare: si ha come l'impressione che bruscamente progetti e sentimenti siano strappati via, che la vita finisca e che non ci siano alternative. Il Signore mi ha, infatti, concesso di vivere un'esperienza intensa e ricca di sviluppi profondamente umani, da cui diventa difficile staccarsi.”

“Ho avuto bisogno di calma per dare al mio spirito il tempo di capire ciò che Gesù diceva prima di lasciare i discepoli: è meglio per voi che io parta. È mio profondo desiderio che questa partenza diventi anche per me un rimettere nelle mani del Signore la missione ricevuta.”

“Prego perché i sentimenti profondi che ho condiviso con la gente di Port Bouet possano diventare un amore che impara a guardare da lontano, e che si fa compagno nella discrezione del silenzio, e con la gioia nel cuore di veder crescere ciò che si è amato".

Muore il 25 novembre 2004, a 59 anni.


 

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