Testimonianza di p. Angelo Besenzoni

L'umiltà nella sofferenza

Chi avrebbe mai immaginato, solo due mesi fa, che oggi potessimo essere qui per dare l'ultimo saluto a P. Gianfranco? Gianfranco era un modello di salute e di lavoro, di dinamismo e di efficienza, di creatività, unita ad una buona dose di sicurezza di sé e quasi di spavalderia.

Nel giro di due mesi un cancro maligno ha intaccato diversi organi vitali e l'ha portato inesorabilmente alla morte. Noi speravamo... nei medici, in Dio, in un miracolo del Fondatore.

"I decreti di Dio sono impenetrabili, adoriamoli con il cuore spezzato. Per grazia di Dio mi sottometto alla sua Volontà senza comprenderla."

Sono le parole del nostro Fondatore, pronunciate quasi 150 anni fa, all'inizio dell'avventura della SMA, quando, arrivato a Freetown in Sierra Leone, vedeva cadere uno ad uno per la febbre gialla i suoi confratelli, prima di morire lui stesso.

Era un uomo di desideri grandi, p. Gianfranco, che non si accontentava di cose e attività ordinarie, fatte in modo abitudinario...

Giovane missionario a Tankessé

Da ragazzo non si era accontentato del servizio alla sua diocesi di Mondovì, ma si era sentito chiamare dal Signore verso orizzonti più ampi, ed aveva abbracciato la vita missionaria.
Da giovane prete aveva portato nella missione di Tankessè la sua dirompente vitalità, accettando di coniugarla con la saggezza del suo vecchio parroco P. Hubert Grieneisen e la competenza del confratello che stava con lui, P. Jean Paul Eschlimann.

Richiamato in Italia per l'animazione missionaria, sapeva incantare e mobilitare i giovani, prima a Feriole e nei seminari d'Italia come visitatore missionario, e poi a Palombaro, dove con grandi sforzi aveva fondato una nuova comunità SMA.

Radio Espoir e Caritas


Era ripartito per l'Africa, non per assumere la direzione di una missione, anche se aveva tutte le doti per farlo, ma per impegnarsi nel campo della comunicazione e della carità.

Radio Espoir, Radio speranza, tirata su dal nulla, ma gestita con creatività ed efficienza, da diversi anni via etere parla nelle case, nei cortili, nei taxi, nei bar di Abidjan. diffondendo non solo un messaggio spirituale, ma anche stimoli per una crescita umana e sociale.

E così in questi giorni tutta Abidjan ha pregato per Gianfranco, e stasera tutta Abidjan è in comunione con noi.

P. Gianfranco aveva sviluppato anche tutta una rete di assistenza e solidarietà per i più poveri, gli ammalati, e soprattutto quegli ammalati di cui nessuno voleva occuparsi, quelli dell'AIDS. Proprio in queste settimane mi parlava di un progetto che gli stava a cuore e che la malattia bloccava: la spedizione di una sala operatoria che aveva ricevuto in dono dall'ospedale Gemelli di Roma.

In tutte le sue attività p. Gianfranco aveva sempre saputo canalizzare e mobilitare energie attornoa sé, ai suoi progetti di servizio, formando e coinvolgendo operatori di ogni tipo, nell'ambito della catechesi, del sociale, della sanità, dell'informazione.

Richiamato in Italia, aveva accettato per obbedienza e per amore verso la sua comunità il servizio di Economo Generale, un lavoro tecnico che a lui stava stretto, ma che svolgeva con competenza e passione soprattutto a servizio delle nuove realtà della SMA in Africa, in India, nelle Filippine, in Argentina, in Polonia e a servizio anche di molte diocesi Africane.

La malattia

La malattia l'ha aperto a scoperte nuove. "Signore tu non mi laverai mai i piedi!" Nella malattia, il Signore gli ha permesso di fare l'esperienza della propria debolezza e del bisogno. Nella malattia l'uomo perde la sua efficienza, non può più controllare tutto, non è più in grado di fare progetti e fissare scadenze, non può più risolvere ogni problema: si può solo affidare a Dio e agli altri.

Può solo dipendere da Dio e dagli altri. All'inizio mi diceva che questo dipendere, questo farsi servire e disturbare, questo non conoscere il futuro era la sofferenza che gli costava di più. Poi ha saputo abbandonarsi e a dire grazie... quanti grazie!

Umiltà nella debolezza

Dopo aver per molti anni testimoniato il Signore con la sua testimonianza e il suo servizio, ha lasciato che la potenza del Signore si manifestasse nella sua debolezza.

E non ha esitato a rispondere! Quante volte mi ha ripetuto nella sua sofferenza: "Io tutto questo lo offro per i miei confratelli e la mia gente in Costa d'Avorio. Lo offro per la pace in Costa d'Avorio." Dopo aver lavorato con tanta passione in Africa e per l'Africa, dopo tanti contributi, seguendo il suo Signore ha offerto l'ultimo dono, il più grande, quello della sua sofferenza e della sua vita.

p. Angelo Besenzoni


 
SMA, via Borghero 4 - 16148 Genova - info(at)missioni-africane.it - Web Design & CMS RossiWebDesign/Siti Web Genova