La parola Epifania significa ‘manifestazione’, ‘rivelazione’.
La Festa dell’Epifania ci ricorda che Gesù non è stato semplicemente un profeta o un maestro, inviato a parlare di Dio, ma è, lui stesso, la più perfetta manifestazione di Dio: è Dio presentatosi in forma umana.
I magi, i saggi venuti da lontano, rappresentano tutti coloro che si affannano per scoprire il significato della vita e della natura di Dio.
L’Epifania è un richiamo a evitare la tentazione di pensare che Gesù Cristo è venuto da un gruppo particolare di persone, o da una Chiesa particolare. L’Epifania rompe tutte le barriere, e ci conferma che Gesù è venuto per tutti. Tutte le nazioni riceveranno la luce; tutti sono chiamati a diventare discepoli di Gesù Cristo.
Così, l’Epifania è una grande festa missionaria. Ognuno di noi che conosciamo Gesù Cristo, riceve la missione di farlo conoscere agli altri, attraverso il nostro modo di vivere e le nostre azioni.Ciò comporta la bontà verso gli altri, il perdonarli quando è necessario, il condividere ciò che è possibile – non necessariamente il denaro, ma il nostro tempo, noi stessi.
Dio ci offre una possibilità di scelta. A chi assomiglieremo di più? Ai magi, che, desiderosi di conoscere Gesù, non si sono lasciati frenare dalla distanza o dalle difficoltà che incontravano sul cammino? O siamo piuttosto simili a Erode? Abbiamo paura che la venuta di Gesù disturbi la tranquillità delle nostre vite?
Forse siamo soddisfatti della pratica della nostra fede, come lo erano i capi religiosi ebrei al tempo di Gesù, ma ci domandiamo, ogni tanto, cosa Dio ci chiede di fare in questo tempo in cui viviamo?
Cosa è la stella che guida le nostre vite? Il denaro? Il piacere? Il potere? La nostra stella ci conduce alla pace, alla gioia, cioè a Gesù, oppure ci sta allontanando da lui?
È interessante l’annotazione del vangelo, che i magi, dopo aver trovato Gesù, sono ritornati a casa per un’altra strada. Possiamo ritenere che l’aver trovato Gesù ha trasformato le loro vite, perché nella Bibbia cambiare cammino simbolizza la conversione.
Certamente, questo deve essere il risultato del nostro incontro con il Signore, la capacità di prendere un’altra strada, se necessario. Forse cominciare una nuova maniera di vivere, una maniera che dia più senso, che dia più pace e gioia a noi e agli altri, che potrebbero essere influenzati da noi.
Jim Kirstein sma
