
Nasce nel 1957 ad Iriba, nella Regione di Wadi Fira, in una zona di confine tra Ciad e Sudan.
È la prima scrittrice donna del Ciad, un paese tormentato dalle guerre, sia esterne con la Libia, che interne, tra i gruppi di pastori, nomadi e mussulmani del nord e gli agricoltori, sedentari e in parte cristiani del sud.
La guerra diventa allora lo sfondo della vita quotidiana per la maggior parte dei ciadiani, ed è una realtà con la quale - prima o poi - fare i conti.
La musica, la poesia, il cinema e la letteratura ciadiana sono certamente un veicolo importante per parlare della situazione interna, ma rimangono ancora poco conosciuti, almeno in Italia (per un maggior approfondimento si rimanda al sito www.ialtchad.com).
Christine Koundja, dopo gli studi secondari e un anno di legge a N’djaména, ha incominciato a lavorare per le ambasciate in Ciad e in Senegal. Dal 2004 è al Ministero degli Affari Esteri e dell’Integrazione Africana.
È madre di quattro figli.
"Al-Istifakh o l’idillio dei miei amici"
Nel 2005 Christine Koundja ha rilasciato un’intervista molto interessante sulla sua vita, sul suo romanzo e sulle difficoltà riguardo ad essere una donna scrittrice in Ciad: “Ho scelto la scrittura per denunciare il desolante spettacolo delle guerre civili, religiose, tribali e politiche che l’Africa offre al resto del mondo”.

Il suo romanzo Al-Istifakh o l’idillio dei miei amici (Edizioni CLE; Senegal, 2001), racconta la storia di due giovani appartenenti a religioni e gruppi diversi che decidono di sposarsi senza avere prima ricevuto il tradizionale consenso delle rispettive famiglie e quindi di scappare in Francia.
“Il matrimonio è la metafora che mi ha permesso di sollevare tutti i mali che dal 1979 minano la società ciadiana e di fatto minano tutta l’Africa.”
È un libro interessante, sia se letto come denuncia sulle dinamiche interne (rapporto tra generazioni, obblighi figliali e intervento dell’autorità religiosa), sia per la presa di coscienza sulla necessità di arrivare ad un compromesso con la modernità e con il cambiamento richiesto dalla nuova generazione.
Difficoltà Christine Koundja ne ha incontrate molte, e non soltanto per scrivere e poi pubblicare il suo racconto, aggiunge infatti :“In Ciad sono poche le donne che leggono”. Un ringraziamento speciale va al direttore della CLE Edizioni, M. Gatwa.
Maria Ludovica Piombino
