In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Il tempo di Natale, che termina oggi, ci ha aiutati a scoprire, a centri concentrici sempre più ampi, la personalità di Gesù, prima bambino, poi adolescente e infine adulto.

Con il Natale (giorno della Nascita), il Verbo del Padre viene a “porre la sua tenda tra noi”, assumendo tutta la fragilità umana.
All’Epifania, il Bambino di Betlemme “si manifesta a tutti i pagani”, rappresentati dai Magi venuti dall’Oriente.
Sulle rive del fiume Giordano, Giovani Battista (il Battezzatore) invita la gente a sottoporsi ad un rito di purificazione e di pentimento per accogliere il Messia. Anche Gesù si presenta al Battista per “essere immerso”. “Gesù, dice San Ambrogio, non scende nelle acque del Giordano per essere santificato, ma per santificare. Si è immerso, ma ha sollevato tutti; è disceso da solo in acqua perché tutti potessimo risalire; da solo accolse i peccati di tutti, perché in lui fossero purificati i peccati di tutti”.
Durante il Battesimo, il Padre dice l’identità di Gesù: “Ecco il mio Figlio diletto” e ne rivela la missione di Salvatore: ”Ascoltatelo”.
Con il Sacramento del Battesimo, il catecumeno partecipa al Battesimo di Gesù: è sepolto, immerso nella morte di Cristo per risorgere ad una vita nuova, la vita di figlio adottivo di Dio. Per questo la Chiesa prega: “ Padre, concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo, di vivere sempre nel tuo amore”.
Animati dallo Spirito Santo, che ci ha “fatti uomini nuovi”, diventiamo capaci, abbattendo le barriere che ci separano gli uni dagli altri (colore della pelle, diversità di credo politico e religioso, differenze sociali), di “creare un’umanità nuova“ e di “camminare assieme”, come popolo di Dio, verso la patria del cielo.
P. Eugenio Basso
