Il 19 ottobre si sono tenute a Feriole le celebrazioni in occasione del venticinquesimo dei voti della nostra concittadina Sr. Martina.
In concreto si è trattato di una veglia missionaria al sabato sera, di una S. Messa seguita da un pranzo squisito e praticamente aperto a chiunque ci fosse e di una rappresentazione teatrale per raccogliere fondi per le missioni NSA di un gruppo di giovani che in maggior parte frequentano la casa SMA.
Detta così, sembra poca cosa. In realtà si è trattato di una due giorni molto intensa e di un momento unico per la nostra comunità di Feriole, che si è sentita ancor più comunità! Martina, bisogna dirlo, è stata molto brava nel riuscire a tirarci fuori i talenti nascosti, le qualità migliori e le testimonianze di vita più significative, specie tra i giovani.
La veglia del sabato sera era pensata proprio per loro. Sembrava dovesse essere disertata dai giovani, che si pronosticava avrebbero preferito dedicare quel tempo allo svago, ma c'è stato una specie di effetto ciliegia (una tira l'altra) e alla fine non erano pochi.
La veglia fu presieduta da Martino, fratello della festeggiata, ed era strutturata su cinque punti, tanti quanti i continenti.
L'attore principale era lo Spirito Santo, invocato fin dall'inizio, come spirito missionario, che spinge a dare il Lieto Annuncio a tutti i popoli. Ad ogni continente era dedicata una preghiera e una testimonianza. Il più ricco di esperienze vissute era l'Africa, con le testimonianze dei viaggi proposti dalla SMA-NSA. Molto studiata la presentazione del viaggio africano fatta da Cristina, che fu accolta in Benin nel 2004 proprio da Sr. Martina.
Più impattanti perché più vicine nel tempo (agosto 2008) le testimonianze di Samuele ed Annachiara, che hanno passato quasi metà del loro viaggio nel lebbrosario di Adzopé e sono rimasti arricchiti dalla gioia trasmessa loro dai malati!
Profonda anche la testimonianza di due giovani che avevano vissuto l'esperienza della GMG australiana. Alla ricchezza delle immagini si aggiungeva l'entusiasmo che traspariva dai due testimoni, Marianna e Alberto. Sono momenti forti, commoventi, questi in cui si mostra la Chiesa giovane, combattiva, che non ha paura delle insidie del mondo, del clima ateo che pervade il globo. Molto diverso, come sensazione percepita, da altre GMG più facili per noi italiani, come quella di Roma, che raccoglievano il mondo. A Sidney si è scesi più in profondità.
Di tutt'altro tipo l'esperienza del Camino de Santiago, organizzato dalla SMA lo scorso anno. Un'esperienza indescrivibile, nel senso che è proprio difficile descriverla a parole, dove il fisico veniva messo alla prova per il freddo, a volte la fame, le alzatacce, la fatica, il dolore, ma dove sebbene si fosse di quattro diverse nazionalità (polacchi, italiani, francesi e spagnoli) ci s'intendeva alla perfezione. Tutti uguali, tutti pronti ad aiutarsi.
Tanta gioia nel cuore, un sole che dipanava le preoccupazioni della vita normale. Quella del Cammino sembrava più vita della normale vita, più viva. Un anticipo di paradiso, senza limiti di età, come ci ricordava Paolo Sabbion, famoso al cammino per essere uno dei più mayores, anagraficamente, ma il primo in assoluto a raggiungere le tappe (a volte prima degli stessi organizzatori!) e uno dei più comunicativi.
Quest'anno poi Paolo è stato uno degli organizzatori del Cammino di San Paolo da Terracina a Roma, sulle tracce dell'ultimo viaggio dell'apostolo. Davvero in queste esperienze cade ogni barriera.
La Messa dell'indomani, ravvivata dal coro dei giovani di Creola, fu più festa che celebrazione, un momento di gioia condivisa per tutta la comunità!
E nel pranzo che seguì sembrò ripetersi il miracolo dei pani, perché nonostante tutti e non pochi si siano sfamati di piatti davvero gustosi, ne avanzò ancora molto!
Il tutto si è concluso con uno spettacolo comico di teatro dell'assurdo che, anche se il tema non era certo la missione, permetteva di terminare la due giorni per Sr Martina con qualche grassa, ma sempre sana, risata.
Per me quei due giorni restano indimenticabili, forse perché anch'io ero coinvolto direttamente con una testimonianza e con il teatro; ma quello che mi è rimasto dentro è quella gioia pura che Paolo ci dice essere frutto dello Spirito.
All'inizio avevo un dubbio, che non ho espresso a Martina, "Ma come faranno a stare insieme cose tanto diverse, il teatro comico con le missioni, i giovani con una veglia al sabato sera, il Cammino di Santiago con l'esperienza africana?". E ci sono stati benissimo insieme, con armonia, come i colori dell'arcobaleno! Perché il grande collante era la gioia nello Spirito, frutto della preghiera, ma soprattutto grandioso regalo che il Padre ha voluto concedere a Feriole in quei due memorabili giorni! Martina lo sapeva, ha voluto crederci e il Cielo l'ha premiata!
E la sua festa è diventata la festa di tutti.
5-11-2008
Stefano Giurisato
