Sabato 10 gennaio. Alle 6 Pascal, il nostro sagrestano tutto fare, suona per chiamare i ragazzi al pellegrinaggio. I primi si ritrovano davanti alla chiesa. Li invito ad andare davanti al centro parrocchiale. Poco alla volta arrivano gli animatori, poi gli adulti che inquadrano i bambini. Facciamo una preghiera davanti alla Grotta e alle 7 il pellegrinaggio si mette in marcia. Sei gruppi, ognuno con un animatore.
Sono previste tre soste per pregare e riflettere sul testo della "Carità" di San Paolo. Lo abbiamo letto, studiato, pregato inisieme. Ogni animatore ha un fascicoletto con le domande per far riflettere i bambini e farli parlare. Eccone alcune:
- Come ti senti quando sai che gli altri ti vogliono bene?
- Come ti senti quando ti accorgi che gli altri non ti vogliono bene?
- Conosci delle persone che soffrono per te perché ti vogliono bene?
- Hai già incontrato qualcuno che ti ha perdonato?
- Come ti senti quando vedi che qualcuno fa la spia o truffa a scuola...
E tante altre....
Carico i cestini con il pranzo nella macchina. Dopo una mezz’oretta scendo ad Atchibodo, meta finale del pellegrinaggio. Trovo il loro gruppo in cammino verso Nigbaoudè dove hanno appuntamento con i nostri. Accompagnati dal catechista Ange. Davanti alla chiesa di Atchibodo hanno preparato uno spiazzo dove celebrare la messa. C’è un gruppo che attende i pellegrini. Scarico i cestini e raggiungo i ragazzi a Nigbaoudé. Sono nel prato davanti alla scuola. I sei gruppi, sparsi nei vari angoli.
Diversi altri si sono aggiunti in cammino. Il gruppo di Atchibodo arriva e si mettono tutti al centro del prato a cantare e a danzare. Invitiamo i bambini locali ad aggiungersi ai nostri per divertirsi insieme. Sono un po’ restii, ci guardano da lontano. Pascal li chiama: igoni, igoni, venite, venite. Mi avvicino, faccio qualche foto e aggiungo: nkese nidaare, non abbiate paura. E vengono, vengono e danzano con i nostri bambini.
Torno alla missione a preparare valigia cappella e li raggiungo di nuovo in cammino. Faccio qualche foto. Sono fermi ai bordi della strada, ma non è troppo prudente. Oggi è giorno di mercato a Kolowaré e c’è traffico sulla strada, furgoncini e motorini taxi schizzano con poca prudenza. Li invito ad entrare nel bosco e vado poi ad attenderli ad Atchibodo.
Avevano previsto la messa fuori, ma celebriamo nella cappella. Alla partenza i ragazzi erano una cinquantina, all’arrivo più di un centinaio. Iniziamo la messa alle 11 e terminiamo a mezzogiorno. La corale dei ragazzi anima la messa. Sempre esplosiva. Come prima lettura utilizziamo il testo che conoscono, con il vangelo del Battesimo di Gesù. Lascio ai ragazzi una parola: “Ascoltatelo”. Mi danno la colletta per la Santa Infanzia: 815 frs.
Sono a casa alle 12:30. Trovo una chiamata nel telefonino. Richiamo. E’ Aiewa del Lions Club di SKD. Avverte che fra mezz’ora arriveranno a Kolowaré dalle suore con i loro doni per i lebbrosi, come ogni anno. Mi dice di avvisare le suore.Vado dalle suore. Era appena arrivato il camion con i doni dei Lions ad... avvertirle. Mandano Pascal a cercare gli ammalati, il capo villaggio... ma è assente. Alle 13:30 i Lyons arrivano. Tre notabili sostituiscono il capo villaggio.
Gli ammalati-mutilati si sono raccolti nel cortile e seduti sul grande marciapiede adiacente ai magazzini. Esco nel viale dei manghi ad accoglierli. Lot e Firmin mettono delle sedie sotto gli alberi. In attesa che arrivino tutti ci mettiamo a conversare. Si ricordano la storia dello scorso anno. Ne chiedono un’altra. Narro la storia di Fecondità, Ricchezza, Coraggio. Presento poi suor Josiane, suor Beatrice.
Spiego l’assenza di suor Etta. Quando tutti sono arrivati, discorso ufficiale e presentazione dei doni. Ringrazio a nome delle suore. Trasmissione dei doni a suor Beatrice, e visita al nuovo centro per gli orfani. Tutti stupiti di come le suore sappiano rispondere ai bisogni reali della gente.
Siamo davanti alla maternità. Uno del gruppo, Ouro-Adohi Surudu Eric, presidente del “Lomé Doyen Lions Club” chiede quante nascite mensili ci sono. Chiedo a Jeanne, la matrona: dalle 20 alle 25, risponde, dunque sui 300 all’anno. “E quanti ammalati riceve il dispensario”, continua. “In media 530 nuovi casi al mese, con punte di 650”, ma gli ammalati che vengono al dispensario sono più di mille al mese”.
Al ritorno uno degli ammalati dice due parole di ringraziamento a nome di tutti.
Termino con una frase di Paola Mastrocola: "Mi piace l'idea che tutti noi facciamo varie cose nella vita, grandi o piccole, e che tutte hanno un qualche effetto sugli altri: ma sarebbe bellissimo che noi non lo sapessimo".
Nelle foto: la partenza e l’arrivo del pellegrinaggio e la rimessa dei doni per gli ammalati a suor Beatrice.
10-01-2009
p. Silvano Galli da Kolowaré, Togo
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