Nel Vangelo di questa seconda domenica del Tempo Ordinario è di scena ancora Giovanni il Battezzatore. Questi conosceva bene Gesù suo cugino di sangue, ma perché possa riconoscere in lui Colui toglie il peccato del mondo, è stata necessaria la luce dello Spirito e la voce del Padre, che lo hanno designato come il Messia.
A sua volta Giovanni il Battista lo indica con forza alle folle e in particolare al suo gruppetto di discepoli. Inizia subito un movimento di sequela dietro l’Agnello di Dio. Andrea e Giovanni, due tra i discepoli del Battista, partono immediatamente dietro Gesù. Gesù chiede loro: che cercate? Questi gli chiedono: dove rimani?
Gesù lo fissa, pronuncia il suo nome: “Tu sei Simone il figlio di Giovanni” , e poi gli dà un altro nome : “tu sarai chiamato Cefa, Pietro”. Gesù gli cambia il nome e gli dà la missione di essere “Pietra”. La vita di questi primi “chiamati” da Gesù cambia radicalmente.
Nella nostra vita cristiana, un giorno o l’altro il Signore ci dona la grazia di poter fare esperienza di questo “rimanere- dimorare” con Gesù. C’è veramente vocazione - chiamata quando Qualcuno pronuncia il tuo nome (vedi il piccolo Samuele), senti risuonare nelle tue orecchie la Sua voce e tu gli rispondi: Eccomi, sono io, cosa desideri?
A partire da quell’ora pomeridiana (vocazione) nasce la missione, perché le realtà spirituali e belle si fanno circolare, si moltiplicano e creano gioia! Se mi trovo bene con Lui, posso e debbo andare verso gli altri e dire loro: venite e vedrete dove rimane - dimora Gesù.
Se mi sento chiamare per nome da Gesù, accetto di dire: Eccomi?
p. Eugenio Basso
