La mostra presenta un aspetto poco conosciuto della carriera di Peggy Guggenheim collezionista: 36 opere acquistate nel corso degli anni ‘60, provenienti dall'Africa, dal Sud America e dall'Asia, che furono in molti casi di particolare ispirazione per il Surrealismo. In questa mostra vengono presentate per la prima volta al pubblico, accompagnate da un catalogo ragionato. La mostra approda a Milano, presso la Fondazione Antonio Mazzotta, dopo essere stata organizzata ed esposta alla Galleria del Gottardo a Lugano e al Museo delle Culture, sempre a Lugano.
Una mostra che coniuga un ricco apparato di documenti e fotografie con la presentazione di una serie di preziose opere d’arte etnica. A valorizzare la mostra una serie di eventi collaterali che esploreranno il particolarissimo significato di questi oggetti e le relazioni tra il collezionismo di arte etnica e l’arte moderna e contemporanea nel Novecento.
Una particolare sezione della mostra ha come titolo: “Gli ornamenti come trasformazione del corpo”.
Espone pezzi delle raccolte etnografiche del Castello Sforzesco di Milano e dalle collezioni private di Ezio Bassani, Enrico Pezzoli, Federico Balzarotti e Aldo Lo Curto.
Una serie di opere per illustrare le modalità e i contesti con cui le popolazioni del mondo hanno utilizzato gli ornamenti come veri e propri simboli portatili. L’idea della mostra è quella di illustrare i multiformi modi di trasformazione del corpo attraverso travestimenti, abiti e ornamenti, trasformazioni che hanno caratterizzato, sia in passato che oggi, buona parte del linguaggio visivo delle popolazioni del mondo, diventando una parte fondamentale della dimensione estetica di molti gruppi umani.
Organizzatore: Fondazione Antonio Mazzotta
Milano, Castello Sforzesco, 14 novembre 2008 – 22 febbraio 2009
