Legname del Congo: cancellati vecchi accordi

legname congoIl Governo della RD del Congo ha cancellato circa il 60% dei contratti per legname estratto in quella che è la seconda maggiore foresta del mondo.

Questa misura segue di poco la decisione di rivedere 156 accordi di taglio di alberi, con il fine di eliminare la corruzione in questo settore e dargli regole che rispettino l’ambiente. Alla fine del controllo, condotto con l’assistenza della Banca Mondiale, solo 65 accordi commerciali sono risultati legali.

L’annuncio è stato dato dal Ministro dell’Ambiente, José Endundo: “Nelle prossime 48 ore notificheremo le imprese che hanno ottenuto una valutazione sfavorevole dall’apposita commissione che i loro accordi e contratti sono di fatto cancellati. Una volta ricevuta la notifica, l’operatore deve immediatamente smettere di abbattere gli alberi”.

Il Ministro ha anche dichiarato che il suo paese applicherà la moratoria nel concedere nuovi accordi, che, pur decisa negli anni 1998-2003, non è mai stata applicata.

Per mezzo della corruzione endemica in Congo, le imprese che tagliano il legname avevano enormi benefici e non pagavano quasi nessuna tassa.

La misura presa dal governo prevede che si riduca della metà la superficie sfruttata dalle imprese del legname. Il bacino del Congo è secondo solo all’Amazzonia per foreste, ma è minacciato quotidianamente dal taglio del legname, dallo sfruttamento minerario e dal disboscamento per fini agricoli.

Sarah Shoraka di Greepeace ha dichiarato che le nuove regole devono essere rafforzate, per proteggere la risorsa vitale della foresta: “Noi abbiamo già denunciato la corruzione e l’evasione fiscale da parte delle imprese, e anche i seri conflitti tra loro e la popolazione. Le imprese promettono scuole e ospedali, ma alla resa dei conti non fanno niente”.

Ripreso da una notizia del sito della BBC

20-01-2009

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