Il primi contatti con la religione cristiana alla fine del XV secolo

Parte 1- Il primi contatti del Regno del Kongo con la religione cristiana alla fine del XV secolo

La storia della cristianizzazione dell’Angola iniziò nel 1482, durante il regno di Nzinga Nkuwu, il Mani Kongo (Re dl Kongo), quando alcuni indigeni alla foce del grande fiume - che i bakongo del nord chiamavano Nzari («fiume», da cui la trascrizione portoghese, errata, Zaire) - avvistarono alcune enormi navi, da cui uscirono degli uomini dalla pelle bianca. Costoro arrivavano dall'oceano, dove, secondo i bakongo, vivevano gli antenati in corpi trasfigurati di colore bianco. Erano dunque messaggeri degli antenati

Il primo incontro ufficiale con i portoghesi (avvenuto probabilmente nel 1485, in occasione della loro seconda spedizione) non sembra essere stato molto amichevole: quattro «messaggeri cristiani» furono trattenuti a Mbanza Kongo e il capitano della spedizione, Diogo Cão, tornò a Lisbona portando con sé quattro ostaggi.

Quattro rappresentanti del re del Kongo visitano il Portogallo

Le due parti, comunque, tennero un atteggiamento cordiale e lo scambio portò risultati positivi. Il Mani Kongo trattò i messaggeri portoghesi - frati del Terzo Ordine di san Francesco - «come fossero figli suoi», mentre re João II ricevette i quattro ostaggi africani con grandi onori e li fece istruire come interpreti. Questi ultimi, al loro ritorno nel 1487, furono pieni di elogi per la terra dei cristiani e lavorarono come primi evangelizzatori.

Nzinga Nkuwu mandò un'ambasceria che includeva altri giovani, affinché anch'essi ricevessero l'istruzione dei precedenti. Richiese, inoltre, dei missionari, che arrivarono nel 1491 e trovarono pronti per il battesimo sia il Mani Soyo, governatore della provincia costiera, che il Mani Kongo. Questo dato proviene da una tradizione orale, secondo la quale già a quel tempo si erano stabiliti a Mpinda alcuni portoghesi, tra cui un sacerdote che aveva istruito il Mani Soyo il quale, a sua volta, aveva discusso col Mani Kongo della nuova religione.

Il re del Kongo e suo figlio si fanno battezzare

Lo stesso re Afonso, figlio di Nzinga Nkuwu, scrisse una lettera ai capi bakongo in cui affermò che nel 1487 il re del Portogallo aveva avuto notizia che «nel nostro paese c'era una certa disponibilità a ricevere la fede e perciò mandò delle persone per insegnarci quel che volevamo sapere e lo abbiamo apprezzato molto» (Lettera 11, 1512).

Il 3 maggio 1491, poche settimane dopo l'arrivo dei missionari, re Nzinga Nkuwu e il suo primogenito Mvemba Nzinga, poi conosciuto come Afonso, ricevettero il battesimo. Una fonte aggiunge che il loro esempio fu seguito da una folla così grande che «le braccia dei missionari si stancarono» per la quantità dei sacramenti da amministrare.

Questa espressione iperbolica allude a un fatto vero: il battesimo del re del Kongo fece diventare ufficialmente cristiano anche il paese, che tale rimase attraverso i secoli. Perciò, lo Zaire può essere giustamente chiamato «il primogenito della Chiesa nell'Africa Nera» (Paolo VI).

Tratto e adattato da: John Baur, Storia del Cristianesimo in Africa, EMI, Bologna, 1998

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