La missione in Angola al tempo della spartizione coloniale

Parte 6- La missione in Angola al tempo della spartizione coloniale dell’Africa (sec. XIX)

Alla Conferenza di Berlino i portoghesi, facendo riferimento a un precedente trattato con la Gran Bretagna, ottennero di incorporare nella loro colonia dell'Angola la maggior parte dell'antico regno del Kongo, che ampliarono ulteriormente verso sud annettendo la Cimbebasia Superiore, un'area molto più vasta degli ex regni dell'Angola e del Kongo messi insieme.

Già nel 1866 p. Charles Duparquet, uno dei grandi pionieri Spiritani, vide nella regione della Cimbembasia il possibile centro della futura Chiesa angolana. Egli si recò, quindi, a Lisbona per fondare un seminario dei Padri dello Spirito Santo, da cui ebbe origine la provincia portoghese degli Spiritani. Nel 1873 gli fu affidata la Prefettura Apostolica del Kongo, che comprendeva tutta l'Angola, eccetto la nuova base di Landana, allora ancora fuori dal territorio portoghese.

Il p. Duparquet e la creazione della Prefettura Apostolica di Cimbebasia

Nel 1878 Duparquet esplorò l'intera costa meridionale da Luanda fino al fiume Orange, il confine del Vicariato Apostolico delle Due Guinee, e Roma gli affidò la Prefettura Apostolica di Cimbebasia (da cui successivamente fu separata la Namibia). Subito prima dell'annessione portoghese, egli fondò due centri missionari, a Cubango e Cunene, che si svilupparono al punto di diventare, dopo l'indipendenza, le arcidiocesi di Huambo e Lubango.

Grazie alla loro provincia portoghese, i Padri dello Spirito Santo mantennero la Prefettura Apostolica del Kongo, che si estendeva da Cabinda a Luanda. Così, fino agli anni Quaranta, gli Spiritani furono gli unici missionari cattolici in tutta l'Angola e operarono sotto la supervisione di Propaganda Fide, pur dipendendo dal vescovo di Luanda.

Il p. Luís Barros da Silva, un fulgido esempio di prete angolano

La prima perla della nuova missione angolana fu Huila, aperta da padre Duparquet nel 1882. Egli vi giunse con José Antunes, il primo Spiritano portoghese, al quale il vescovo di Luanda affidò immediatamente il seminario diocesano, trasferendolo a Huila. Il più brillante studente e sacerdote africano di quell'epoca fu Luís Barros da Silva, ordinato nel 1895.

Da Silva si unì ai Padri dello Spirito Santo e operò da ottimo pastore in seminario, all'orfanotrofio di Huila e nei villaggi cristiani dei dintorni. Quando morì, nel 1931, il suo popolo lo pianse come un santo.

Anche i missionari protestanti trovarono una pronta risposta in Angola Meridionale. Il Consiglio Americano dei Delegati per le Missioni straniere (American Board of Commissioners for Foreign Missions) effettuò proprio in quella direzione la prima spedizione all'interno dell'Africa.

Nel 1882 raggiunsero la regione del Bié, che in quel tempo era ancora un regno ovimbundu. Il posto fu occupato dai portoghesi nel 1890 e venne chiamato Silva Porto (dall'indipendenza: Kwito-Bié). Il merito principale della missione protestante fu la traduzione del Nuovo Testamento in lingua umbundu.

Tratto e adattato da: John Baur, Storia del Cristianesimo in Africa, EMI, Bologna, 1998

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