Musica

Tiken Jah Fakoly:
la rivoluzione africana inizia dall’educazione


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L’ivoriano Tiken Jah Fakoly con la sua musica afro-blues reggae denuncia la corruzione e l’abuso di potere della classa politica. Il suo ultimo cd inneggia al risveglio culturale attraverso il sostegno all’educazione dei bambini, per una società futura migliore

Le sue canzoni hanno spinto molti ivoriani a criticare il sistema politico ed economico cui sono dominati. Anche Tiken Jah Fakoly appartiene alla Costa d’Avorio, terra in cui è nato e cresciuto. Ma da diversi anni ha scelto di andarsene: “Non voglio vivere in un paese dove non c’è alcuna giustizia o uguaglianza. Parlerò comunque… Nonostante alcuni personaggi vorrebbero fermarmi continuerò a parlare per i più deboli”.

Le critiche alle politiche inique e corrotte della Costa d’Avorio (e non solo) Tiken Jah le esprime attraverso la musica. Dal suo primo lavoro, Les djelys, datato 1993, praticamente introvabile, l’artista ivoriano ha sempre scosso le coscienze risvegliandole con messaggi sociali che toccano importanti temi, a cominciare dall’eterno problema della mancanza di cibo.

tiken jah  mangercratieNel disco Mangercratie Tiken Jah rivolge una chiara denuncia ai politici, corrotti e incompetenti, non in grado di garantire il fabbisogno alimentare agli africani. Canta: “Non c’è pane sui tavoli della gente d’Africa”.
E poi ancora: “Andate a dire agli uomini politici che ci stanno governando nel nome del loro business”.

Le sue canzoni hanno fatto breccia tra le anime dannate delle bidonville d’Abidjan. Per le sue accese critiche verso i politici e gli uomini corrotti, Tiken Jah si è sentito minacciato. La Costa d’Avorio non era più un paese sicuro per lui, dove poter esprimere liberamente le sue denunce. E così, nel 2002, ha deciso di optare per un esilio più o meno volontario, e di trasferirsi nel vicino Mali, dove a Bamako ha creato un proprio studio musicale.

Egli, come altri artisti africani che l’hanno preceduto, crede fermamente nel potere delle parole traslate sulle note di un pentagramma. Le parole del grande Fela Kuti “la musica è l’arma del futuro”, appartengono a Tiken Jah, anche se lui, come artista, va oltre, suggerendo un cammino sociale da seguire.

Unendo i ritmi reggae con quelli dell’Africa occidentale, egli ironizza sulle false promesse dei politici, si indegna sulle violenze subite dalle donne, nelle quali include la pratica dell’infibulazione. E poi ancora denuncia i matrimoni combinati dove sono sempre le donne le prime vittime.

Nel 2010 l’artista ivoriano è tornato con un nuovo album, African Revolution, straordinario sia a livello di testi, sia per la musica, un connubio tra reggae e blues mandingo. A differenza dei precedenti lavori, in questo cd Tiken Jah riscopre i suoni tipici dell’Africa, attraverso l’uso di strumenti tradizionali: ngoni, kora, soukou (violino a una corda) e il balafon.

Essersi trasferito in Mali ha sicuramente influenzato il modo di comporre musica. Nella terra mandinga per eccellenza la tradizione dei griot è ancora forte, nonostante il processo di modernizzazione/urbanizzazione. Questi cantastorie tradizionali usano ancora, nei villaggi, antichi strumenti e sonorità che appartengono a un’epoca remota ma ancora viva. A rafforzare le sonorità di African Revolution si unisce il tema centrale dell’intero progetto: La vera rivoluzione è l’educazione!

tiken jah fakoly african revolution“La maggior parte degli africani non è alfabetizzata e i politici ne approfittano”, ha dichiarato Tiken Jah. “Quando vivevo nel mio villaggio, prima di frequentare la scuola e di viaggiare in altri paesi, pensavo che bisognasse votare per chi aveva più soldi.

Oggi milioni di africani la pensano ancora così, ma se avessero la possibilità di studiare molte cose cambierebbero. Le famiglie devono prendere coscienza che l’educazione può cambiare la nostra società, che i bambini devono andare a scuola. È per questo che canto queste liriche: nessuno cambierà l’Africa se non gli africani”.

Eric Soul, dj di origine ruandese, socialmente impegnato, sostiene che Tiken Jah, attraverso un linguaggio semplice che tutti i giovani possono comprendere, esprime le profonde sensazioni di milioni di africani giovani. La musica ancora una volta si dimostra un’arma innocua ma efficace per il risveglio delle coscienze.

Silvia C. Turrin

7-07-2011


Sito ufficiale di Tiken Jah Fakoly (in francese e inglese)

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