Attesa e speranze missionarie

Benedetto XVI In Africa: attesa e speranze missionarie

papa-africa 2Una società con più senso di fraternità, nella quale il messaggio cristiano diventi sempre più presenza viva nella società: è questa, nelle testimonianze missionarie raccolte dalla MISNA in Camerun e Angola, la grande speranza suscitata dal primo viaggio apostolico di papa Benedetto XVI in Africa.

La visita inizia domani con l’arrivo a Yaoundé e la consegna ai vescovi del Camerun dell’“Instrumentum laboris”, la base di lavoro per il prossimo Sinodo africano. “La decisione del pontefice di effettuare qui uno dei suoi primi viaggi all’estero – dice padre Marco Pagani, a Yaoundé con il Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) – è stata interpretata come un segno di attenzione: la gente è molto felice”.

Le esigenze poste dalla preparazione del Sinodo, che si terrà in Vaticano dal 4 al 25 ottobre, si intrecciano ai bisogni collettivi. Secondo padre Pagani, il tema della pace e della riconciliazione scelto per il Sinodo di quest’anno implica un affondo nella dottrina sociale della Chiesa. “L’impegno sociale – sostiene il missionario del Pime – deve essere il grande segno di questa visita”. In un recente comunicato, i vescovi del Camerun hanno scritto: “Le nostre chiese sono piene, le nostre liturgie sono belle, ma dove sono i cristiani nella società?” A questa domanda il viaggio di Benedetto XVI proverà a dare una risposta, anche attraverso l’incontro con i rappresentanti musulmani e delle altre fedi del Camerun e la grande messa in programma giovedì nello stadio di Yaoundé.

Il giorno successivo, il tema della pace e della riconciliazione porterà il pontefice in Angola, un paese che è stato ostaggio per 27 anni di un conflitto civile che ha provocato centinaia di migliaia di vittime. “La guerra – sostiene padre Luigi Frattin, a Luanda con la Società delle Missioni Africane (Sma) – è stata durissima con i poveri, gli stessi che oggi continuano a soffrire”. Fede e società provano a incontrarsi anche in questa ex-colonia portoghese, da alcuni anni in forte crescita economica grazie allo sfruttamento di ricchi giacimenti petroliferi. “Il viaggio del papa – dice padre Frattin – porta con sé la speranza di una società con vero senso di fraternità, nella quale si concretizzino i valori cristiani”.

Il missionario parla da Kikolo, un quartiere povero alla periferia nord di Luanda. Proprio qui, in una spianata estesa decine di ettari accanto a una fabbrica di cemento, sacerdoti, missionari e fedeli lavorano da settimane per preparare la “Messa per l’Africa” di domenica. “Alla cerimonia che conclude la visita – ricorda padre Frattin – assisteranno vescovi e delegazioni provenienti da tutti i paesi dell’Africa australe: la spianata può accogliere un milione e mezzo di fedeli”. Dedicata soprattutto ai giovani sarà invece la messa di sabato nella cattedrale di San Paolo, nel centro storico di Luanda. “In Angola – dicono da Kikolo – sta emergendo un’oligarchia di ricchi, mentre le grande maggioranza della popolazione resta esclusa, frastornata: anche al governo, il papa chiederà di creare una società più umana”.

(Da Misna)

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Ci scrive per e-mail p. Angelo Besenzoni da Luanda:

Aspettiamo il Papa. E la visita avrà il suo punto culminante proprio nella messa di Domenica qui a Kicolo, sulla grande spianata del cementificio locale. Il Papa visiterà solo Luanda, ma tutte le diocesi d’Angola saranno presenti con due delegazioni ufficiali, una di giovani e una di catechisti e di donne attive nel campo sociale. I giovani sono già arrivati ed hanno già iniziato la loro preparazione spirituale all’incontro col papa. Gli adulti stanno arrivando e saranno ospitati in alcune parrocchie della città e dei sobborghi.

Anche la nostra Parrocchia ospiterà 5 delegazioni per un totale di 500 persone. I nostri cristiani han contribuito generosamente e con offerte in denaro e in natura. La scuola si trasformerà in grande dormitorio. I giovani assicureranno il servizio d’ordine, le donne prepareranno i pasti.

Il Papa, oltre che con le Autorità e i Vescovi, avrà incontri con sacerdoti, religiosi, religiose e catechisti nella Chiesa di San Paolo, con i giovani nello stadio “dos Coqueiros” e con tutti i fedeli qui nella spianata della Cimangola.

È un momento molto atteso, non solo per la comunità cattolica, ma per tutta la nazione, che sente come grande onore il fatto che il Papa abbia scelto proprio l’Angola come luogo della sua visita. La presenza, la preghiera e le parole del Papa, si sente dire, benediranno l’Angola e l’aiuteranno a camminare, dopo tanti anni drammatici di guerra, sui sentieri della pace e della giustizia.


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