Gli orologi e il tempo di Marassi

Al nuovo Centro Clinico della Casa Circondariale di Marassi l'orologio è fermo alle 12. Del giorno o della notte fa poca differenza. E' difficile prevedere quanto tempo ci si ferma il quel reparto.
Forse dipende da chi parte e da chi arriva. O da chi vi si incontra nei sogni.
Si passa poi l'orologio del corridoio che porta all'atrio centrale. Quello del crocifisso di ferro e delle lunghe sbarre che lo circondano. Crocevia di reparti e luogo di passaggio e d'incontro.
Lui si è fermato alle 2 e undici di una settimana qualsiasi.
Il tempo passa poco a Marassi e a volte non passa mai. In principio era il tempo ed il tempo era presso Dio. A volte passa invano e c'è chi giura che invece torna indietro. Sembra che questo succeda soprattutto di notte. Per questo si aspetta il giorno dopo. Quando fa sera e poi mattina.
Vanno a ruba gli orologi da polso come merce pregiata di scambio. Ad ognuno il suo tempo come ad ognuno la sua pena. Difficile da scambiare o da imprestare. Da bambini si metteva l'orologio solo la domenica e si toglieva subito dopo messa per non rovinarlo. Per imparare a leggerlo bisognava saper contare i giorni e si confrontavano i minuti con fierezza se l'ora era la stessa delle campane. Per questo gli orologi duravano tanto.
Fuori di Marassi gli orologi sono dappertutto. Da quando si timbra il biglietto del bus a quando si passa accanto alle farmacie che mettono anche la data e la temperatura. Nelle stazioni e al Porto Antico. Nella zona dell'ufficio matricole l'orologio è fermo alle 12. Chi esce per i permessi premio si porta via alcune ore di tempo e vorrebbe rallentarle o farle tornare indietro dall'altra parte.
I calendari sono apprezzati a Marassi mentre le agende sono difficili a trovarsi. C'è poco da annotare e gli appuntamenti principali sono stati decisi da altri. I calendari sono colorati e si apprezzano molto gli antichi lunari con i proverbi. Sono annotate le stagioni delle semine con annesse le previsioni delle piogge ed il santo del giorno.
Robinson Crusoe aveva cominciato ad annotare il tempo dopo pochi giorni che aveva naufragato e si era salvato sull'isola. Giunse a riva il 30 settembre del 1659 e piantò la croce sul punto di sbarco. Ogni giorno faceva una tacca sulla croce col coltello. E così passarono i suoi anni nell'isola.
Poi arrivò l'amico Venerdì ed il suo tempo non fu più lo stesso.
In quinta sezione, al secondo piano, l'orologio è fermo alle 2 e dodici mentre nella prima siamo fermi alle 8 e venti di un anno qualsiasi e ancora non annotato su nessuna croce.
Quanto all'orologio della sala da pranzo, riservata al personale penitenziario ed ai volontari, l'ora si è fermata saggiamente alle 12 di una settimana qualunque e di un giorno che forse verrà.
P. Mauro Armanino, Genova, Chiesa delle Vigne
6-06-2010
Forse dipende da chi parte e da chi arriva. O da chi vi si incontra nei sogni.
Si passa poi l'orologio del corridoio che porta all'atrio centrale. Quello del crocifisso di ferro e delle lunghe sbarre che lo circondano. Crocevia di reparti e luogo di passaggio e d'incontro.
Lui si è fermato alle 2 e undici di una settimana qualsiasi.
Il tempo passa poco a Marassi e a volte non passa mai. In principio era il tempo ed il tempo era presso Dio. A volte passa invano e c'è chi giura che invece torna indietro. Sembra che questo succeda soprattutto di notte. Per questo si aspetta il giorno dopo. Quando fa sera e poi mattina.
Vanno a ruba gli orologi da polso come merce pregiata di scambio. Ad ognuno il suo tempo come ad ognuno la sua pena. Difficile da scambiare o da imprestare. Da bambini si metteva l'orologio solo la domenica e si toglieva subito dopo messa per non rovinarlo. Per imparare a leggerlo bisognava saper contare i giorni e si confrontavano i minuti con fierezza se l'ora era la stessa delle campane. Per questo gli orologi duravano tanto.
Fuori di Marassi gli orologi sono dappertutto. Da quando si timbra il biglietto del bus a quando si passa accanto alle farmacie che mettono anche la data e la temperatura. Nelle stazioni e al Porto Antico. Nella zona dell'ufficio matricole l'orologio è fermo alle 12. Chi esce per i permessi premio si porta via alcune ore di tempo e vorrebbe rallentarle o farle tornare indietro dall'altra parte.
I calendari sono apprezzati a Marassi mentre le agende sono difficili a trovarsi. C'è poco da annotare e gli appuntamenti principali sono stati decisi da altri. I calendari sono colorati e si apprezzano molto gli antichi lunari con i proverbi. Sono annotate le stagioni delle semine con annesse le previsioni delle piogge ed il santo del giorno.
Robinson Crusoe aveva cominciato ad annotare il tempo dopo pochi giorni che aveva naufragato e si era salvato sull'isola. Giunse a riva il 30 settembre del 1659 e piantò la croce sul punto di sbarco. Ogni giorno faceva una tacca sulla croce col coltello. E così passarono i suoi anni nell'isola.
Poi arrivò l'amico Venerdì ed il suo tempo non fu più lo stesso.
In quinta sezione, al secondo piano, l'orologio è fermo alle 2 e dodici mentre nella prima siamo fermi alle 8 e venti di un anno qualsiasi e ancora non annotato su nessuna croce.
Quanto all'orologio della sala da pranzo, riservata al personale penitenziario ed ai volontari, l'ora si è fermata saggiamente alle 12 di una settimana qualunque e di un giorno che forse verrà.
P. Mauro Armanino, Genova, Chiesa delle Vigne
6-06-2010









