Cari Amici,
condivido con voi i sentimenti che mi animano in questo mio “tardivo” ritorno in Africa. Come potete immaginare, è con gioiosa sorpresa che ho risposto con un sì pronto e senza riserve al Superiore Generale, quando, un anno fa (era esattamente il 2 febbraio, giorno della Candelora,”lumen ad revelationem gentium”), mi proponeva di riprendere un servizio attivo in Costa d’Avorio, nell’ambito delle mia esperienza economico-amministrativa maturata in tanti anni all’economato della Provincia Italiana e del Generalato della SMA.
Ricordo che in quella circostanza mi era venuto in mente il sorriso un poco irriverente di Sara (Genesi 18,12) all’annuncio che, nonostante l’età, avrebbe conosciuto le gioie della maternità per dare un erede ad Abramo. Per un missionario, lavorare in Africa rappresenta un desiderio sempre vero anche se tante volte deve essere vissuto in sordina e magari anche messo “in stand by” per qualche anno. La morte rapida e inattesa di Gianfranco mi aveva fermato, a fine 2004, nel mio viaggio di ritorno in Africa (precisamente a Nairobi) e da allora, pur accettando volentieri di portare avanti il lavoro a Roma, non avevo mai smesso di sperare ed attendere un’altra ri-partenza in Africa.
Ho detto da qualche parte che è la terza volta che sono stato “restituito” all’Africa. Certo ripartire in Africa a settant’anni, con la possibilità di rendere un servizio ancora valido alla SMA ed all’Africa (speriamo!) è una grande gioia per me certamente immeritata, che accolgo come regalo del Cielo, con la mediazione dei miei confratelli Secondo e Giacomo che ora vivono la Missione nell’eternità, e che certamente investiranno in me tutte le aspettative di un servizio al quale la Provvidenza ha chiesto loro di rinunciare prematuramente.
E lo stupore e la gioia sono ancora più grandi quando penso che sono già passati quarant’anni dal mio primo approdo (in senso vero, a bordo della “Lobito” ) sulla costa avoriana, anche allora in una data importante, 25 marzo 1969, Annunciazione della Beata Vergine Maria. P. Giacomo era sulla banchina ad aspettarmi con P. Boffa e Gianelia. P. Secondo mi avrebbe accolto il giorno dopo, nella sua missione di Groh. Certo di anni ne sono passati e tante cose sono cambiate, ma non sono venuto qui per ritrovare le situazioni e le cose di allora, anche se mi fa piacere rivedere luoghi familiari e riscoprire con gioia dei volti noti e cari, magari marcati da nuove rughe, come certamente lo è anche il mio… Tutto è cambiato, come lo sono anch’io… e va bene così! Non mi sorprende, anzi mi fa piacere che gli abitanti del quartiere che ancora non mi conoscono come “Mon Père”, guardando la mia barba bianca, mi salutino con un sorridente “Bonjour vieux” (Buongiorno vecchio), che rappresenta qui il più bel titolo che si possa dare ad una persona.
Risiedo alla Casa Regionale SMA ad Abobo-Doumé, sommando dignitosamente la mia “terza età” a quella di P. Gerardo e di P. Jean-Guy sempre molto impegnati in una servizio ininterrotto e non sempre facile, ed affidando al confratello avoriano P. Paulin, di soli 35 anni (!) e incaricato dell’animazione, anche l’impegno di fare diminuire l’età media della nostra équipe per una statistica accettabile. Il martedì ed il giovedì della settimana li passo a 25 Km da qui, al servizio economato del CFMA (Centre de Formation Missionnaire d’Abidjan), un consorzio teologico (fondato nel 2004 dalla SMA con i Padri Bianchi ed i Francescani con una decina di altri istituti affiliati o associati) che in tre anni di teologia prepara al baccellierato i candidati al sacerdozio ed alla vita religiosa in un'ottica marcatamente missionaria. Quei due giorni passo anche alcune ore con i confratelli del Foyer SMA di Ebimpé: i padri Luigi, Enrique, Bupe e Marian che nella loro differente provenienza sono un riassunto vivente dell’internazionalità della SMA.
Vi invito a ringraziare il Signore per tutto il bene che ci manifesta, a me, ma certamente anche a tutti voi. Che Egli ci dia ogni giorno la dose necessaria di generosità per proseguire con fedeltà nel nostro servizio, qualunque esso sia. Buona Quaresima a tutti!
Convertiamoci e crediamo alla Buona Novella, perché il Regno di Dio è vicino.
P. Lorenzo Rapetti, Abidjan - Costa d’Avorio, 8 marzo 2009
