Correzione fraterna

Cosa vuol dire amicizia? Voler il bene dall’altro? Cercare di essere disponibile quando questo ha bisogno di aiuto, ascoltarlo, capirlo… Ma non basta solo essere disponibili ed attendere una “chiamata di aiuto”, perché il più delle volte non ci accorgiamo di quel che facciamo e soprattutto se stiamo sbagliando in qualcosa, mentre il nostro vicino, forse si, se ne può accorgere!
Cosa fare? Glielo dico che sta probabilmente cadendo in una tentazione effimera? Non si offenderà se si sentirà dire che ha esagerato dicendo quelle cose? Sarà ancora mio amico quando mi vedrà contrario alla sua scelta?

Questi forse i dubbi comuni che ci immobilizzano al momento della “correzione fraterna”, quando sentiamo che una cara persona ha bisogno di noi ma abbiamo paura di offenderlo… eh sì , il rischio è molto alto! Vi sono persone la cui reazione è così negativa dinnanzi a un consiglio correttivo, che è più dannoso correggerli che lasciarli andare per la loro strada.
La correzione fraterna esige perciò grande discernimento e acuta analisi delle persone e dei loro caratteri. Molti possono persino turbarci con le loro parole, pronunciate anche in buona fede per aiutarci.

Ma non tutti sono in grado di compiere con esito positivo il difficile compito della correzione fraterna. Certo, chiunque non abbia una sufficiente maturità di cammino, è bene che non si cimenti in un'opera così impegnativa e al tempo stesso delicata… Questi e molti altri pensieri sono stati punti di conversazione e meditazione con i ragazzi di Feriole e di Bresseo al campo invernale giovanissimi fatto alla SMA di Feriole.

La correzione fraterna, un argomento molto difficile e delicato per qualsiasi età, certo, ma noi educatori abbiamo cercato di guardarlo coi loro occhi di adolescente portandolo nelle vite comuni vissute tra le mura di casa o scolastiche e tra gli amici coetanei.

In tre giorni ci siamo messi nei panni della persona che va a correggere l’amico (amico si, perché l’aiuto della correzione fraterna è vero e sincero solo quando è tra due persone che si conoscono bene!), cercando di capire gli ostacoli che impediscono il dialogo, le paure comuni, le buone intenzioni, parlando soprattutto di esperienze vissute veramente. Abbiamo capito che ci vuole molto tatto nel dire qualcosa di scomodo al proprio amico e per prima cosa, molto coraggio e amore, perché una parola detta per il bene del prossimo, sentita con amore, ha sicuramente più effetto.
Poi invece abbiamo dato uno sguardo alla persona che riceve l’aiuto: quali le reazioni? I sentimenti che si provano? I ragazzi hanno concluso che l’umiltà apre il cuore e lo spirito e ci rende capaci di essere più lucidi, realisti e riflessivi.

Grandi soddisfazioni ci ha dato questo mini campo fatto per grande richiesta dei nostri animati. Hanno saputo convivere in fraternità e nel rispetto, organizzandosi anche per i piccoli lavori di casa e per la preparazione dei pasti. Una scoperta continua di caratteri, personalità diverse, iniziative.
In questo periodo dove nel nostro vicariato sta calando la partecipazione ai gruppi parrocchiali, i gruppi di adolescenti si mostrano invece sempre molto attivi e volenterosi, con voglia di conoscere e di crescere! Sicuramente una grande grazia che dona speranza per tutte le realtà del vicariato!
Un grande grazie alla comunità SMA per l’accoglienza cordiale e fraterna.
Ci siamo sentiti a casa nostra.

Cecilia Crestale, animatrice giovanissimi di Feriole


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