Cari amici, in quest’anno 2009, la SMA celebra il 150° anniversario della morte del suo Fondatore, Mons. Melchior de Brésillac. E desidero offrirvi un contributo suggerito dal lavoro che svolgo ora a Roma come postulatore della sua Causa di beatificazione.
La SMA ha atteso circa 130 anni dalla morte di Mons. de Brésillac per introdurre, nel 1989, la sua Causa di beatificazione. Alcuni vi avevano pensato anche prima, ma i tempi non erano maturi. Per vari decenni il nostro problema principale era stato come sopravvivere in Africa di fronte al gran numero di missionari che vi morivano dopo poco tempo di presenza. Poi bisognava che il Fondatore fosse conosciuto. Occorreva leggere e meditare i suoi scritti ancora ignoti e da essi capire chi egli era veramente, quale fosse il suo messaggio e l’attualità della sua figura.
Una Causa invita tutti a pensare a quanto è più essenziale nella nostra vita e nella nostra missione, cioè: a rispondere come si deve alla chiamata alla santità, alla “perfezione della carità” (com’è affermato nel giuramento per la SMA); a voler fare sempre meglio; ad acquisire il giusto discernimento per evitare lo spreco delle energie e per compiere scelte secondo la volontà di Dio. I santi ci rimandano sempre al Signore, che ci chiama e ci manda per la sua missione.
“I santi ci sono inviati da Dio come tante parole di carne, di cui ciascuna è sovrabbondante di senso. Non si può ascoltarli senza consentirvi, né senza augurarsi di essere migliori. Non siamo noi a utilizzarli. Sono essi che ci rapiscono e che, a volte, conducono l’uno o l’altro di noi dove non avrebbe mai pensato.”(Journet)
Nel 1975, durante una cerimonia di canonizzazione, il Papa Paolo VI affermava: “I santi rappresentano sempre una provocazione per le nostre abitudini che spesso giudichiamo prudenti solo perché ci sono comode. Il radicalismo della loro testimonianza scuote la nostra pigrizia e ci invita a scoprire certi valori dimenticati”.
Il cammino di una Causa esige lo studio approfondito della vita del Servo di Dio. Trattandosi di un missionario, tutta la ricerca che stiamo compiendo vuol presentare come il nostro Fondatore ha vissuto la sua risposta alla vocazione missionaria, come ha realizzato la missione, quale messaggio può offrire alla Chiesa e in particolare ai missionari di oggi, pur tenendo conto delle differenze di tempo e di mentalità. Nel nostro tempo, la missione in nome di Gesù Cristo richiede personalità umane e spirituali di qualità.
In questo momento sto proprio lavorando sulle virtù teologali di Mons. de Brésillac (la fede, la speranza e la carità) e devo poter dimostrare, testimonianze alla mano, che egli le ha praticate in un modo superiore all’ordinario, “eroico”, per usare un termine tecnico.
Abbiamo bisogno di maestri e di esempi. In tutti i campi del pensiero e dell’agire umano ci serviamo del lavoro e delle scoperte degli altri. Perché in campo spirituale, a volte, vogliamo fare tutto da soli, cominciando da zero quando tanti altri hanno fatto lo stesso nostro cammino e hanno qualcosa da insegnarci? I santi, i beati, i servi di Dio ci hanno lasciato un patrimonio immenso di insegnamenti. I santi sono i migliori animatori del popolo di Dio. Essi si rivelano come esempi straordinari di fede, di speranza e di carità. Presso di loro, l’evangelizzazione, la riconciliazione, la giustizia e la pace iniziano prima di tutto nel proprio cuore.
Inoltre, il fondatore di un istituto è un dono per i suoi discepoli. Mons. de Brésillac possiede un carisma particolare che sta a noi scoprire e adattare al nostro tempo. Quando la Chiesa riconosce la santità di un fondatore, riconosce la validità del suo insegnamento e della sua testimonianza che diventano un bene non solo per il suo istituto ma per la Chiesa intera: tutti possono approfittarne. Il lavoro che svolgo mi è di grande aiuto spirituale.
Abbiamo bisogno di intercessori. “Senza di me non potete far nulla”, ci ha detto Gesù (Gv 15, 5). La nostra buona volontà e intelligenza non bastano, se manca l’aiuto del Signore che ci giunge attraverso il suo Spirito, il “protagonista principale della missione”. La Madre di Dio Maria, i santi, i beati, i servi di Dio intercedono per noi, se sappiamo chiedere il loro aiuto. Ci ottengono le grazie necessarie affinché in noi e per nostro mezzo si sviluppi il regno di Dio. La Chiesa pellegrina nel tempo, ha bisogno della Chiesa del cielo per svolgere il suo compito nel nostro mondo.
Quanto tempo ci vorrà prima che il nostro Fondatore sia beatificato? Nessuno lo può prevedere. Dipende dal Signore; dipende dai tempi del lavoro che ogni Causa richiede; dipende da noi tutti. Se con fede chiediamo nella preghiera a Mons. de Brésillac di aiutarci a essere buoni discepoli di Gesù, se gli chiediamo di intercedere per noi per qualche necessità particolare, egli non mancherà di venirci in aiuto e, forse, di ottenere quel miracolo che aprirebbe la strada al successo della Causa.
“I santi sono l’ultima parte della vita di Gesù, che durerà fino alla fine dei secoli” (J. Nouet). Vogliamo anche noi aggiungere una bella pagina alla vita di Gesù? Il nostro Melchior ci può dare una mano!
P. Bruno Semplicio
