L'omelia alla messa dei funerali

P. Giacomo è il secondo figlio di Bortolino e di Angela Agostinelli, famiglia di contadini, il che significava, in quel periodo, vita di duro lavoro, soprattutto con undici figli. In famiglia si forgerà un carattere forte e capace di accettare le difficoltà della vita.

Entra nel seminario di Bergamo nel 1943 dove seguirà gli studi fino alla fine del liceo.

Nel 1953 incontra P. Michele Colleran, prete SMA irlandese incaricato di rilanciare la SMA in Italia.

P. Giacomo sarà il primo a presentarsi e nel 1953 parte per il Belgio per l’anno di noviziato. Continuerà gli studi di Teologia a Lione dal 1954 al 1958, anno della sua ordinazione sacerdotale e della sua prima partenza per la missione.

Dopo diversi servizi prima come padre spirituale, in seguito come economo a Genova, è nominato Economo Generale per la SMA a Roma dal 1973 al 1983; ripartirà poi per l’Africa come missionario in zona rurale, a Bondoukou (Costa d’Avorio), dove terminerà la costruzione del Centro Botogoni per sessioni e riunioni. In seguito poi come formatore del Centro di Spiritualità SMA in Benin e incaricato delle finanze della nascente SMA africana.

La malattia comincia a manifestarsi nel 1993, ma lui rimane al suo posto. Nel 1997, in gravi condizioni di salute, deve però ritornare definitamente in Italia dove inizierà il suo Calvario, che lentamente lo porterà alla morte.

Sappiamo con quanta volontà abbia lottato non solo per continuare a vivere senza essere di peso alla comunità, ma anche per accettare che tale servizio fosse quello del sacrificio di un’apparente inutilità; sacrificio che è costato molto a un uomo come lui, sempre così amante del lavoro manuale. Sacrificio che offriva nella S. Messa che celebrava in una piccola cappella vicina alla sua stanza.

Nelle sue numerose lettere ribadisce che la sua malattia è un’occasione per un’ulteriore conversione.

Nel 1997 la comunità di Verdello gli attribuisce il premio “Fede e Coraggio”. Sono queste due qualità che sono stati i pilastri della sua vita e che hanno fatto di lui un uomo vero e completo, gioviale e felice, quando il dolore fisico glielo permetteva.

Lo abbiamo apprezzato soprattutto per la sua disponibilità e la sua duttilità ad accettare con fede i diversi compiti che gli erano affidati: da semplice vicario o responsabile di una missione, a quello di economo provinciale e poi generale della SMA, a formatore dei seminaristi e direttore spirituale.

P. Giacomo, da buon figlio di contadini, amava la natura, amava lavorare la terra. Ma ciò per cui era nato e per cui Dio l’aveva scelto, era la missione, che lo appassionava e per cui aveva solennemente promesso di dare la vita: esempio per noi giovani seminaristi che guardavamo estasiati, come un esempio da imitare in tutto, quel pezzo d’uomo di 120 chili, nostro direttore spirituale appena rientrato dalla missione.

Nelle sue meditazioni mattutine ci inculcava la sua spiritualità fatta di cose semplici e essenziali: fedeltà, costanza, lavoro, sacrificio, umorismo sui propri difetti, e tutto ciò che gli sembrava necessario per poter stare in piedi nei momenti difficili: preghiera, Eucaristia, sacramento della riconciliazione, devozione alla Madonna, lavoro per guadagnarsi il pane, alla maniera della povera gente che non si nutre di idee, ma dell’opera delle proprie mani.

Le vocazioni sacerdotali e missionarie erano la sua passione. Aveva accettato il compito di iniziare con P. Joseph Hardy, ex superiore generale, compagno di ordinazione e amico, di iniziare la grande impresa di aprire la SMA ai giovani africani. Era un compito che richiedeva convinzione, fiducia, ottimismo e ciò non faceva difetto a P. Giacomo che si diede senza risparmio nella costruzione e la gestione del Centro di spiritualità “Monsignor De Brésillac” nel Benin.

P. Giacomo, assieme ai tuoi genitori e ai nostri confratelli che hai raggiunto in Cielo, prega per noi perché la tua testimonianza e la tua opera continui con nuove vocazioni alla vita religiosa e alla Missione.

Verdello, sabato 5 aprile 2008

P. Lionello Melchiori, Provinciale


 
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