Si è chiuso domenica 26 Marzo il 16º Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, il più importante appuntamento in Italia dedicato alla produzione cinematografica del sud del mondo. Molti i vincitori e tra tutti spiccano Sudafrica e Algeria.Una delle novità di quest’edizione è stata l’introduzione del premio al Miglior Lungometraggio Africano del Festival (8.000 euro) senza distinzione di sezione. Il premio intende riequilibrare l’attenzione rivolta al lungometraggio africano, che negli ultimi due anni era stato leggermente penalizzato dall’apertura della competizione a tre continenti.
Il premio quest’anno è stato assegnato al film “Barakat!” (nella sezione Panorama al Festival di Berlino) della regista algerina Djamila Sahraoui. Il film rappresenta un importante passo nell’ambito della rinascita del cinema algerino e il fatto che sia realizzato da una donna lo rende ancora più significativo. Thelma e Louise in versione algerina, le due donne partono alla ricerca del marito della più giovane, un giornalista rapito per aver scritto articoli ‘scomodi’.
Il festival ha ottenuto anche quest’anno un pubblico numeroso e sempre in costante crescita è la partecipazione delle comunità straniere residenti a Milano e dintorni.
Altri premi ufficiali
La giuria Ufficiale del Concorso Lungometraggi 'Finestre sul Mondo' composta da: Sotigui Kouyaté (attore, Mali), Fuad Aziz (artista, Kurdistan/Iraq), Aminata Fofana (scrittrice, Guinea), Edoardo Winspeare (regista, Italia)
1º Premio COE è andato al film “La petite Jerusalem” di Karin Albou (Francia/Algeria), per aver affrontato il delicato tema del dogmatismo religioso in una nuova prospettiva e per averci svelato con delicatezza e sensibilità un mondo chiuso su se stesso.
2º Premio CEI è invece stato assegnato al film “Sheng Sis Jie” (Vite perdute) di Li Shaohong (Cina), per la solida scrittura filmica e per la padronanza della regia nel rappresentare le contraddizioni della Cina di oggi.
3º Premio Provincia di Milano al film “Dounia – Kiss me not on my eyes” di Jocelyne Saab (Egitto/Libano), per aver saputo trattare problematiche sociali molto gravi quali la libertà di parola e le mutilazioni sessuali femminili attraverso un linguaggio poetico che esalta l’eleganza e la sensualità della donna araba.
Nel Concorso contrometraggi africani sono stati premiati: “And there in the dust” dei sudafricani Lara Foot Newton e Gerhard Marx e “Le train” del marocchino Brahim Fritah.
La giuria ha deciso di assegnare una Menzione speciale al film “Deweneti” di Dyana Gaye (Senegal) che ha saputo esprimere attraverso un accattivante racconto la durezza e il calore della vita nelle strade di Dakar. Il tutto condito con grande humour.









