Lo Spirito di Cristo nei nostri cuori

Noi non potremmo imitare il Cristo se non avessimo lo Spirito Santo che abita in noi e abitando in noi ci fa figli di Dio, dei quali il primogenito è lo stesso Cristo Gesù: "e che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio mandò nei vostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abba, Padre!” (Gal 4, 6). È il primo e il più grande dono che Dio ci ha dato e ci dà sempre. Un dono, che non può essere in alcun modo conseguito dall'uomo, dai suoi sforzi, dalla sua buona volontà, dai suoi meriti. Lo Spirito è grazia, è la Grazia! (Gal 3,5; 4,6; Rm 5,5; 2 Cor 1,22; 5,5; Fil 1,19).

Lo Spirito “abita” - o meglio ancora “inabita” - nei cuori dei credenti; esso realizza l'intimità più profonda con Dio, che non è più il Dio contro l'uomo, e neppure solo il Dio con l'uomo, ma addirittura il Dio nell'uomo e realizza con l'uomo una comunione straordinaria, di comune-unione, che tocca le profondità dell'uomo. Egli è toccato fin nelle sue radici dalla presenza di Dio e trasformato nel suo essere non solo in superficie, ma nel più profondo della sua persona.

Per Paolo lo Spirito non è una entità sconosciuta, non è neanche uno dei tanti spiriti che agiscono nel mondo, ma è sempre lo Spirito di Cristo: lo Spirito ha sempre il volto di Cristo, da lui procede e a lui ci conduce. Lo stesso Spirito che operò nel cuore di Cristo suscitando in lui un atteggiamento filiale è lo Spirito che è effuso in noi ed opera in noi. Egli ci rende simili a Cristo, rivestendoci della sua stessa vita di Figlio (Gal 3, 27), facendoci vivere la vita nuova in Cristo, con quella libertà sovrana che è la sua caratteristica principale (cf. Gal 3, 27; Rom 8, 9-11). E sarà sempre lo stesso Spirito che ci rivestirà della vita immortale del Risorto per l’eternità (Cfr. Tt 3,5-6; Ef 1,13; 1 Cor 15,4).

Lo Spirito Santo è la fonte cristallina della nostra fecondità spirituale e, per questo, ci sostiene nella lotta contro il peccato : Gal 5, 13-26. Una lotta che ci vede impegnati quotidianamente e che produce frutti di “amore, gioia, pace”. Solamente colui che vive così può diventare un testimone autentico del Vangelo, perché testimone non solo a parole, ma con la propria vita, di quello che, per grazia, egli è: vera immagine di Cristo.

RIFLETTI

Lo Spirito chiede all'uomo semplicemente di essere accolto (Rm 8,15; 1 Cor 2,12; 2 Cor 11,4; Gal 3,2.14). A noi non resta altro che corrispondere vivendo da figli di Dio, capaci di lottare contro il peccato, antitesi della vita nello Spirito, per lasciare germogliare in noi i frutti dello Spirito. Sono cosciente di essere Tempio dello Spirito ? Cosa faccio per lasciarlo vivere e portare frutto in me?

PREGA

“O Spirito Santo, beato colui che sarà degno d'averti come ospite:
con te il Padre e il Figlio metteranno la loro dimora presso di lui!
Vieni Consolatore, pieno di bontà, all'anima che soffre senza soccorso,
nella prova come nella prosperità.

Vieni, e purifica le brutture e guarisci le ferite.
Vieni, forza dei deboli, sostegno dei caduti.
Vieni, maestro degli umili, vincitore degli orgogliosi...
Vieni, o Spirito Santissimo, vieni e abbi pietà di me.

Rendimi conforme a te, guardami con bontà.
Che la mia piccolezza trovi grazia dinanzi alla tua grandezza,
la mia debolezza dinanzi alla tua forza,
per Gesù Cristo, che vive e regna col Padre e con te,
nei secoli dei secoli. Amen

(Giovanni di Fécamp, XI° sec).

p. Andrea Mandonico

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