
Roberto Guastalla, Donna negra seduta che fuma, 1887
Fin dall'antichità, come testimoniano le grandi imprese dei Fenici e dei Greci, l'uomo ha assecondato il suo bisogno innato di superare il conosciuto, di esplorare paesi lontani nel tentativo di ampliare i propri orizzonti alla scoperta di nuove e diverse civiltà. Figure come Ulisse, Enea, Marco Polo, Colombo, Magellano e De Gama, Cook e Cousteau hanno alimentato la mitologia del grande viaggiatore al centro di tanta letteratura.
Nell'Ottocento, l'interesse verso luoghi inesplorati ed esotici si sviluppa in parallelo agli avvenimenti storici e agli appetiti espansionistici europei: il viaggio non è più solo scoperta di nuovi luoghi, ma anche di orizzonti, popolazioni e culture sconosciute e diverse. L'interesse per l'Oriente, che agli occhi dell'uomo ottocentesco non è solo Asia, ma un'area più vasta che si estende all'Africa Settentrionale e ai Balcani, trova terreno fertile nel gusto per il fantastico, il misterioso e il suggestivo tipico del Romanticismo allora imperante e sfocia nello stile pittorico dell'Orientalismo.
Inaugurato in Francia, introdotto successivamente in Italia, nella seconda metà dell'Ottocento si afferma al punto da stimolare un'intensa produzione artistica e letteraria ricavata dai ricordi di viaggio e popolata di odalische e animali esotici, in atmosfere da mille e una notte.
È però sul finire del XIX secolo, con Gauguin e gli artisti a lui contemporanei e da lui influenzati, che il mito dell'esotico si diffonde definitivamente e lo sguardo dell'artista europeo diventa fatto creativo ed estetico: la vita e l'arte di popoli lontani, i paesaggi, i corpi e i colori di terre distanti dalla geografia culturale dell'Occidente innestano una svolta decisiva nell'arte europea.

Emilie Boivin, Vue de Biskra
Tra Otto e Novecento le tendenze simboliste introducono un'interpretazione più misteriosa dell'Oriente, visto come luogo di evasione e di sensuali attrattive. Questa fascinazione investe anche il costume: gli arredi, gli oggetti e gli abiti dell'epoca si ispirano a questo mondo favoloso e alle suggestioni dell'estremo Oriente.
Introdotto da modelli storici di galeoni, antiche carte geografiche e mappamondi, il percorso inizia dal realismo ottocentesco di Caffi, Ussi, Pasini e Guastalla, le cui opere raccontano e documentano i loro viaggi al seguito di spedizioni diplomatiche nel Medio Oriente e nel Mediterraneo.
Nella prima sezione della mostra, quella africana, i quadri di Ippolito Caffi: Egitto. Riposo di una carovana; Egitto. Boolak al Cairo; Il Cairo. Palazzo del Pascià, tutti del 1844, creano il fascino della terra dei Faraoni, dai colori accecanti e dagli ori di sabbie spostate dal Simun. Anche Stefano Ussi e Roberto Guastalla sono i pellegrini pittorici di questi climi e paesaggi africani dove i tratti epici delle figure e dei luoghi superano il racconto realistico.
Si passa poi attraverso il post-impressionismo di alcuni dei maggiori artisti europei, tra cui Gauguin e le sue suggestioni polinesiane, per giungere all'espressionismo dei tedeschi Nolde e Pechstein e del francese Matisse, in Oceania nel primo decennio del ‘900.

Henri Matisse - Il lanciatore di coltelli
Parallelamente, il Nord Africa suscita l'interesse di artisti come Kandinsky e la sua compagna Münter, a Tunisi nel 1914, Klee, anch'egli a Tunisi nello stesso anno e poi ad Hammamet alla ricerca delle potenzialità della luce e del colore con Moilliet e Macke, Kokoschka in Egitto negli anni '20, e Dubuffet con i suoi deserti algerini degli anni '50.
Protagonisti dell'Informale come Tobey e Mathieu, con le loro derivazioni dal calligrafismo giapponese, ci conducono al continente asiatico, meta condivisa, pur nella diversità dei paesi prescelti e delle esperienze esistenziali ed estetiche, anche da artisti viaggiatori contemporanei come Mondino, Boetti e Ontani.
L'esposizione è arricchita da reportage fotografici storici e da sculture, maschere, oggetti rituali ed etnografici provenienti dai luoghi evocati.
Curatori della mostra: Claudio Spadoni e Tulliola Sparagli
Allestita presso il MAR - Museo d’Arte della città di Ravenna, Via di Roma, 13 - dal 21 febbraio al 21 giugno 2009
Il catalogo è edito da Silvana Editoriale
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