Ken Saro-Wiwa

foto saro wiwa bmpKen Saro-Wiwa fu un intellettuale e scrittore nigeriano di straordinario talento. Nasce nel 1941 a Bori, nella regione del Delta del Niger. Fin da piccolo viene considerato un bambino prodigio. A tredici anni vince una borsa di studio al Government College di Umuhaia (capitale dello Stato Federato di Abia, nel sud est della Nigeria). Dopo la laurea ad Ibadan, insegna la disciplia di scrittura creativa all’Università di Lagos. I suoi primi lavori vengono pubblicati sulla rivista universitaria studentesca The Horizon, di cui è anche curatore.

Negli anni ’80 si dedica al teatro e alla letteratura, affermandosi come uno dei principali scrittori nigeriani. Di quegli anni: Time of war (1985), Sozaboy (1985), uscito in italiano per l’editrice Baldini Castoldi nel 2005, e A forest of flowers (1986), tradotto nel 2004 dalle Edizioni Socrates.

Ken Saro-wiwa scrive in una sorta di pidgin english molto personalizzato dal suo incredibile talento. Leggerlo è un vero piacere: è come correre senza ostacoli attraverso le parole. Il suo maggior successo letterario rimane Sozaboy.

Ken Saro-Wiwa viene ucciso - dopo persecuzioni, torture e prigione - nel 1995 dal Governo Nigeriano.

Al lavoro artistico aveva da subito affiancato un forte impegno civile, coinvolgendosi in prima persona nella difesa del popolo Ogoni, etnia alla quale apparteneva, minacciato seriamente dalla presenza delle compagnie petrolifere sul loro territorio e dalle continue trivellazioni e piogge acide.

Nel 1990 fonda il MOSOP, il Movimento per la sopravvivenza del Popolo Ogoni: grazie alle numerose manifestazioni, la Compagnia petrolifera Shell abbandonerà nel 1993 i territori del delta del Niger.

In seguito a questo, il Governi nigeriano si inasprirà ulteriormente nei confronti degli Ogoni, del MOSOP e dei suoi principali attivisti.
Nonostante le pressioni delle organizzazioni internazionali per i diritti soza boyumani, dopo un processo farsa, Ken Saro-Wiwa viene riconosciuto colpevole e impiccato insieme ad altri otto attivisti.

Ogni anno a Londra viene ricordato da centinaia di ambientalisti ed intellettuali.

Sozaboy è ambientato negli anni ’60, durante la guerra del Biafra. Il protagonista, il giovane Mene, ci racconta in prima persona la sua “iniziazione” a uomo adulto, a soldato, sozaboy. Vive a Dukana sul delta del Niger - metafora di tanti villaggi uguali - insieme alla madre a e alla fidanzata trasferitasi dalla capitale Lagos. Quando dai disordini si passa alla guerra vera e propria, Mene ingenuamente si arruola per curiosità e vanità nell’esercito.

E comincia a correre, a incontrare personaggi spietati che hanno tantissime cose assurde da raccontare. A non avere più nulla e paura di tutti. Il cielo e l’atmosfera si fanno sempre più cupi e bui. Fino ad un nero totale, l’equivalente del nonsenso delle guerre.

“E stavo pensando a come prima ero stato orgoglioso di andare soldato e di chiamarmi sozaboy. Ma ora, se qualcuno viene a dirmi qualcosa della guerra, o anche del combattimento, io mi metterò soltanto a correre e a correre e a correre e correre e correre e correre.”

Il sito ufficiale per ricordare Ken Saro-Wiwa


Maria Ludovica Piombino


 

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