Blick Bassy

blick-bassy pL'anima musicale del Camerun

È cresciuto immerso nelle tradizioni del suo popolo, i Bassa, e nella cultura ancestrale della terra d’origine. Il giovane songwriter ha realizzato il suo primo disco da solista, Léman, attraverso cui invita gli africani a non dimenticare la propria identità e i valori tramandati dagli anziani

«La gente a Yaoundé perde le proprie tradizioni e la propria cultura, perché non parla più la lingua madre. Preferisce l’inglese o il francese. La mia famiglia appartiene al gruppo etnico dei Bassa, una tribù nomade originaria dell’Egitto, che è arrivata anche in Sudafrica. Al giorno d’oggi però questo popolo è costretto a stanziarsi, poiché è ormai difficile attraversare le frontiere».

Blick Bassy descrive così i profondi cambiamenti sociali che ha sperimentato lui stesso nel suo Paese d’origine, il Camerun. È nato nel 1974 nella capitale, Yaoundé, che negli ultimi decenni è diventata un affollato e multicromatico centro economico-politico, attorno cui ruotano commerci e attività culturali espressioni del connubio tra modernità e tradizione. Un dualismo che si ritrova anche nella musica di Bassy, giovane cantautore che ha trascorso l’infanzia nel villaggio di Mintaba, circondato dai racconti dei nonni, figure importanti che gli hanno trasmesso antiche conoscenze e l’attaccamento per le proprie radici.

Il rispetto della propria identità

Molti giovani africani sono incantati ancora dal mito dell’Occidente, dalle mode effimere, da stili di vita votati al materialismo. Altri, saggiamente, si rendono conto che l’Africa dai mille volti non può sopravvivere se certe tradizioni ancestrali, quelle che raccontano la storia e la bellezza dei popoli, non vengono conservate, tramandandole di generazione in generazione. Blick Bassy incarna proprio questa tendenza diretta a preservare idiomi, riti, usanze arcaiche, che permettono di mantenere viva l’identità di etnie culturalmente minacciate da una distorta visione del concetto di progresso.

blickbassy pPur avendo un’educazione che lo rende cittadino del mondo (ha studiato a Parigi e ha viaggiato molto per l’Europa), ha voluto comporre e arrangiare un disco cantando nella lingua del suo gruppo etnico d’origine, i Bassa. Decisione che non riporta indietro le lancette della storia africana e non è nemmeno un invito a recuperare attaccamenti etnici e autarchici. La sua scelta rappresenta semplicemente la volontà di rispettare il proprio passato e il lascito degli antenati.

«Se voglio progredire − ha dichiarato − ho bisogno di tornare regolarmente verso la mia terra d’origine, verso mio nonno, che mi ha trasmesso un importante patrimonio di conoscenze. Ho bisogno di ritrovare immagini, odori, suoni, colori della mia infanzia».

Il risultato di questa filosofia esistenziale è Léman, un cd registrato tra Bamako e Parigi, carico dell’energia, dei luoghi, delle tradizioni e delle genti del Camerun. È un intenso, solare, coinvolgente progetto musicale, che riflette le varie sfumature della terra in cui è nato. Il titolo, nella lingua dell’etnia Bassa, non a caso significa “specchio”: specchio dell’anima di Blick, delle sue radici e della forza vitale dell’Africa.

“Mintaba” è una traccia dedicata al villaggio dei nonni, dove ha trascorso l’infanzia. «È la mia casa. È bello sentire questi odori che mi ricordano quand’ero bambino. È bello ridere delle nostre storie comuni, condividere i nostri sogni e rivedere questi colori che ridanno vita al mio passato», canta il musicista camerunense. È stato proprio a Mintaba che Blick ha scoperto particolari tecniche e tradizioni vocali, come l’assiko, stile musicale tipico dei Bassa.

«A Mintaba, la gente non parla molto, ma canta nel corso delle varie incombenze quotidiane. È attraverso il canto che esprime emozioni e manifesta la propria anima. Mia madre amava cantare dal mattino a sera. È lei che ha infuso in me aspirazioni musicali. Quando poi sono ritornato a Yaoundé ho iniziato ad ascoltare Marvin Gaye, Gilberto Gil e Nat King Cole. È stato allora che ho capito la mia direzione musicale».

Canti inneggianti la dignità dell’essere

blick bassy disco pLéman è anche un lavoro in cui ritroviamo brani di denuncia, come “Africa”: «Con l’impudenza dei re, hanno rubato i nostri tesori, portando con sé le nostre donne e i nostri figli. Hanno distrutto le nostre vite, rubato la nostra libertà e ci hanno schernito. Non ci hanno lasciato altro che dolori e sofferenze». Un pensiero che può riferirsi sia alla tragica tratta degli schiavi sia ai saccheggi di varie multinazionali perpetrati nei quattro angoli del continente africano.
Molti gli artisti africani che lo hanno influenzato, tra cui Eboa Lotin, Nkotti Francois, Francois Misse Ngoh, Jean Bikoko Aladin e Francis Bebey (di cui abbiamo parlato in un articolo a lui dedicato). Il suo percorso artistico è scandito da una forte libertà e curiosità musicale, come dimostra il progetto Jazz Crew, gruppo col quale ha iniziato a farsi conoscere e apprezzare non solo come vocalist. A Parigi si è avvicinato alla musica tipica dell’Africa occidentale, conoscendo Ba Cissoko e Toumani Diabaté (anche a lui abbiamo dedicato un articolo basato su una nostra intervista realizzata poco prima di un concerto). Blick ha poi portato avanti una serie di importanti collaborazioni, con Manu Dibango, Lokua Kanza, Cheick Tidiane Seck e Keziah Jones. Ma non ha mai dimenticato le sue origini e la sua terra. Nel 2004, in Camerun, ha fondato l’etichetta BB Prod, con la quale ha prodotto Koppo, giovane rapper esponente della nuova scena hip hop camerunense. E tra un progetto e l’altro, Blick Bassy ha creato a Yaoundé un’associazione per avvicinare alla musica i bambini abbandonati, dando loro una nuova, migliore prospettiva di vita, incentrata sul rispetto e la dignità di sé. Come racconta nel brano “Ikou”, incluso in Léman: «Non prostrarti mai davanti ai tuoi simili e cammina sempre a testa alta, qualunque siano le difficoltà che incontrerai. Non lasciare nessuno schernire la tua integrità, né deviarti dai tuoi valori».

Silvia Turrin

Per approfondire:

- Un sito interessante dove trovare biografia, discografia e news

- La label italiana specializzata anche nella promozione di artisti africani

Disco consigliato:

Léman, World Connection, 2009 (distr. in Italia, Egea Music)

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