In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà»
Era la grande festa ebrea della Pentecoste. Come era costume tutti gli anni, i pellegrini erano venuti dal mondo intero, per rendere grazie al Dio dei Padri, il dio di Abraham, di Isacco e di Giacobbe. A Gerusalemme, quel giorno si parlavano tutte le lingue conosciute, ma una stessa fede faceva l'unità di tutti questi credenti, provenienti da nazioni molto diverse.
Improvvisamente, un rumore simile ad un grande colpo di vento, e questa folla variegata si raccoglie. Alcuni uomini, manifestamente abitati dallo Spirito, si mettono a parlare di un certo Gesù che è morto, ma che Dio ha resuscitato.
Liberati da ogni paura, si dichiarano suoi discepoli ed suoi testimoni. E questi uomini sanno parlare e farsi comprendere. La loro parola penetra nei cuori e, miracolo, ecco che tutti i presenti li comprendono ed intendono proclamare nella loro lingua le meraviglie di Dio.
Cristo è vivo! Come aveva promesso, effonde il suo spirito su tutti coloro che lo cercano. La chiesa sta nascendo e, fin dal primo giorno, ha una dimensione universale. Ciascuno resta se stesso, ma le barriere che separano gli uomini, e che separano i credenti, sembrano improvvisamente distrutte. Lo Spirito d'amore raccoglie in una fraternità coloro che sono molto spesso dispersi, e aizzati gli uni contro gli altri.
Nel nostro mondo di violenza in cui gli uomini e le nazioni si oppongono così spesso, come non sognare di una nuova Pentecoste che possa durare anche oltre la festa? Un po’ ovunque oggi, la chiesa raccoglie in essa molti popoli diversi. I nostri luoghi di celebrazione accolgono gente venuta da tutti i continenti, venuti da tutte le nazioni. È vero in Europa, grazie agli emigrati cristiani che popolano le nostre chiese. È vero anche in Africa. Anche nelle piccole cappelle della campagna la domenica si traduce la Parola di Dio in molte lingue, perché tutti possano intenderla.
Un missionario SMA laico americano lavora, da 20 anni, per tradurre la bibbia in fodo, una lingua parlata da 20.000 persone, per lo più musulmani. Lavoro inutile per colui che cerca l'efficacia! Ma anche questa popolazione ha il diritto di intendere proclamare nella loro lingua le meraviglie di Dio. Anche se sono piccoli, Dio non li dimentica.
Spirito di Dio, vieni a cambiare i nostri cuori troppo chiusi, aprili a tutti questi fratelli e sorelle diversi da noi, ma che sono anche loro tuoi figli. Con questi uomini e queste donne, venuti da tutti i paesi, che formano la vostra chiesa, noi ti diciamo: “Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, raddrizza ciò ch'è sviato”.
A cura dei seminaristi del Centro di Spiritualità di Calavi, Benin
