SS. Trinità - B - 7 giugno

nigerDal Vangelo secondo Matteo (28,16-20)

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».


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La Trinità è un mistero. Nella religione cristiana, il mistero significa che Dio si è rivelato, si è fatto vicino a noi, si è lasciato scoprire, per condividere la sua vita con noi. Gesù ci ha insegnato che Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo, che è il Dio Creatore e Salvatore per amore.

Ciò che celebriamo, non è un'idea, ma Qualcuno: Dio in tre Persone, un Dio che è amore! La Santa Trinità ci invita dunque a vivere nell'amore a Dio e al prossimo.

L'approccio al divino varia secondo la cultura, la mentalità, il cuore. A volte può essere fatto con sfiducia, in rivalità, oppure con calcolo; ma colui che conosce Dio si avvicina a Lui con amore e fiducia, nell'obbedienza e nell'abbandono, poiché Dio non incute paura, ma vuole la felicità di ciascuno di noi, e Lui solo può soddisfare il desiderio del cuore umano: “Ci hai fatto per te, Signore ed il nostro cuore è inquieto, finché non riposa in te”, scriveva S. Agostino.

Il popolo della prima alleanza ha fatto l'esperienza del Dio unico, creatore e liberatore; i comandamenti ricevuti da Lui sono una “Carta di libertà” per vivere felici. In cambio, il credente è chiamato all'adorazione ed alla lode, all'obbedienza dell’amore, camminando umilmente con il suo Dio, e praticando la giustizia e la misericordia (1a lettura, Deuteronomio 4).

Gesù, il Figlio Unico, è il volto umano di Dio suo Padre, che Egli ci ha rivelato con la sua parola d'amore e con la sua vita donata. Il Risorto che invia i suoi discepoli ad annunciare la Buona Novella della salvezza al mondo intero (il vangelo) vive nella sua Chiesa per mezzo del suo Spirito. Così lo Spirito d'amore ci conduce secondo la vera vita dei figli di Dio, che essi chiamano `Padre’. E come lo Spirito è la Comunione del Padre e del Figlio, produce la comunione dei credenti che vivono nell'amore (2a lettura: Romani 8).

La vita cristiana è una vita “nella grazia di Cristo, secondo l'amore del Padre e nella comunione dello Spirito Santo”; la chiesa ha ripreso nella sua liturgia questa formula di saluto trinitario, accompagnandolo con il segno della croce, per affermare la sua fede. Conoscere Dio, è credere nel Dio d'amore, che vuole condividere, con ciascuno di noi, e con l'umanità intera, la sua vita di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo. Poiché Dio è amore, viviamo anche nell'amore!

A cura dei seminaristi del Centro di Spiritualità di Calavi, Benin

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